Farmaci, Gemmato: “In arrivo entro fine mese nuove categorie da DPC alla distribuzione convenzionata”

Farmaci, Gemmato: “In arrivo entro fine mese nuove categorie da DPC alla distribuzione convenzionata”

Farmaci, Gemmato: “In arrivo entro fine mese nuove categorie da DPC alla distribuzione convenzionata”

Il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato è intervenuto durante la presentazione del Rapporto Censis-Federfarma "La farmacia nella sanità di prossimità". Nell'agenda, entro il 30 marzo, nuovi farmaci da DPC a convenzionata si aggiungeranno dopo glifozine e gliptine, si punta a rivedere il Testo unico per la legislazione farmaceutica, per mettere in sicurezza la filiera. In cantiere anche un ritorno nazionale alla chimica farmaceutica di base, per affidarsi meno all'importazione dall'estero dei principi attivi. 

“Il rapporto Censis ci mostra come oltre il 90% degli italiani plaude al fatto che si possano distribuire ora nelle farmacie più farmaci prima gestiti esclusivamente dalla DPC in ospedali e ASl”, così il sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato, ha aperto le sue conclusioni durante la presentazione del rapporto Censis “La farmacia nella sanità di prossimità”, con il supporto di Federfarma.

Tuttavia, solo il 44,7% dei cittadini interpellati dichiarava di esserne a conoscenza. Ora, ha insistito Gemmato, è importante che “i farmacisti diano supporto nel raccontare queste novità a quel cittadino che, secondo il Rapporto, si reca almeno una volta al mese in farmacia (70%)”. “Abbiamo già trasferito alcune categorie di farmaci, come gliptine e glifozine, e entro il 30 marzo, insieme all’Aifa, identificheremo nuove categorie. Questo permetterà un migliore accesso ai farmaci, una maggiore aderenza e compliance terapeutica, riducendo ospedalizzazioni e sintomi conclamati, con un effetto positivo anche sulla sostenibilità del sistema sanitario pubblico nazionale”, ha aggiunto.

Investire sulla farmacia dei servizi

“Si può costruire una farmacia più performante – ha proseguito – l’abbiamo previsto nel Decreto Semplificazioni, quando abbiamo parlato di servizi che possano essere distribuiti all’interno delle farmacie. Va fatto uno sforzo di miglioramento costante per dare sostegno e vitalità ad una crescita che con il Governo si sta mettendo in piedi e che quindi, giocoforza, deve avere l’appoggio del cittadino che chiede sempre nuovi servizi importanti”. “La farmacia dei servizi amplia la funzione dell’erogazione del farmaco – ha spiegato – integrandosi con i medici di medicina generale, i pediatri e le case di comunità, contribuendo a colmare un gap sanitario ereditato dal passato e che stiamo diligentemente strutturando”.

Testo unico sulla Legislazione Farmaceutica, Gemmato punta ad una semplificazione

Gemmato ha parlato di “rivoluzione gentile” intorno non solo alla distribuzione dei farmaci e al ruolo sempre più centrale delle farmacie, ma ai cambiamenti intorno al Testo Unico sulla Legislazione farmaceutica. Su cui “i due decreti regi di riferimento sono uno nel 1934, l’altro nel 1938”, ha ricordato, “insieme a 120 in un caso, 700 nell’altro norme affastellate che vanno a complicare il quadro normativo”.

“Io vorrei ridurre il tutto – ha rimarcato -. Ho incardinato questo provvedimento che è una legge Delega al Governo e va nella direzione di una semplificazione di queste norme, allargando anche l’orizzonte”. Gemmato ha citato come l’Italia risulti il primo paese in Europa per produzione farmaceutica, superando anche la Germania, “con oltre 70 miliardi, di cui oltre 68 miliardi vengono esportati, rendendo l’Italia il quarto Paese esportatore al mondo”. “Ora vogliamo mettere in sicurezza anche la filiera farmaceutica – ha detto -. Le compagnie internazionali che intendono ancora oggi investire nelle industrie in Italia, devono avere un quadro normativo di riferimento semplice e intellegibile, e stiamo facendolo”.

Il ritorno della chimica farmaceutica di base nazionale

In ultimo, tra le prossime direttrici del governo il sottosegretario Gemmato ha citato un tema “geopolitico e strategico”. “L’Italia oggi, nonostante sia il primo Paese produttore di farmaci in Europa, importa dall’India e dalla Cina quasi l’80% dei principi attivi per allestire farmaci salvavita. Se noi dovessimo avere una crisi diplomatica con questi Paesi e dovessero smettere di inviare questi prodotti, noi avremmo un orizzonte di qualche settimana e poi rimarremmo senza possibilità di formulare farmaci salvavita. Visto che le guerre si combattono anche in questo modo, rischieremmo di constatare sulla nostra pelle questa problematica”.

“La Farmaceutica può diventare un elemento di contrasto in questo senso. Per questo all’interno del Testo unico sulla legislazione farmaceutica ci vogliamo riappropriare della grande tradizione della chimica farmaceutica di base, immolata per il risparmio di pochi centesimi, che ci ha portato a decentralizzare questa produzione”, ha concluso.

Gloria Frezza

10 Marzo 2026

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