Fertilità: il ministero apre una “scuola”

Fertilità: il ministero apre una “scuola”

Fertilità: il ministero apre una “scuola”
Prende il via oggi la prima edizione della “scuola” per promuovere la prevenzione dell’infertilità. Ad organizzarla è il ministero della Salute, con il contributo di esperti scientifici coordinati dalla Eleonora Porcu, del Policlinico Sant’Orsola Malpighi di Bologna e componente del Css. Le lezioni sono rivolte agli operatori del Ssn, che saranno poi chiamati ad assistere i pazienti e a diffondere tra di loro le migliore pratiche per salvaguardare il sistema riproduttivo.

Iniziano oggi le lezioni di fertilità. A condurle sarà un gruppo di esperti che, nel corso di 4 appuntamenti (vedi il programma), illustreranno i principali elementi su cui tenere alta l'attenzione per prevenire l’infertilità e avere cura del sistema riproduttivo: si inizia oggi, 24 marzo, con anatomia e fisiologia dell’apparato riproduttivo maschile e femminile; poi, il 21 aprile, prevenzione della sterilità fin dall’infanzia in relazione ai rischi derivanti dagli stili di vita; il 16 maggio, trattamenti di procreazione medicalmente assistita (Pma); e il 13 giugno, preservazione della fertilità nei pazienti con patologie oncologiche.
Ad aprire la prima “scuola” per la prevenzione dell’infertilità è stato il Ministero della Salute. La “scuola”, che rappresenterà un appuntamento annuale del Ministero, è rivolta agli operatori del Servizio Sanitario Nazionale che a vario titolo si occupano della tutela della fertilità, vale a dire medici di medicina generale, ginecologi, ostetrici, pediatri, tutte figure professionali a cui di solito i cittadini si rivolgono per sciogliere dubbi relativi ai possibili problemi di fertilità. L’iniziativa ha l’obiettivo di raggiungere soprattutto i giovani che spesso non hanno la consapevolezza che l’infertilità può rappresentare un  problema ma che si può prevenire e curare con efficacia intervenendo in tempo utile, sia attraverso l’adozione di stili di vita adeguati sia con specifiche terapie.
Oltre agli incontri educativo-informativi, l’iniziativa prevede anche la realizzazione e distribuzione su tutto il territorio nazionale di opuscoli informativi e la creazione di un area del sito del Ministero, accessibile dalla home page, appositamente dedicata alla “scuola” da cui sarà possibile scaricare gli interventi dei relatori e intervenire a un forum interattivo di discussione.
I testi delle lezioni saranno comunque raccolti in pubblicazioni, curate dal Ministero e tradotti anche in lingua inglese, che verranno distribuiti attraverso i canali istituzionali.  
“È importante che la fertilità sia considerata un bene da tutelare e preservare sin dall’infanzia, sia sul piano della salute sia come garanzia per le scelte di vita future”, ha affermato il sottosegretario alla Salute Eugenia Roccella, prima sostenitrice dell’iniziativa. “Troppo spesso – ha aggiunto – la capacità di procreare è  data per scontata, mentre anche in questo ambito l’informazione e la prevenzione possono incidere moltissimo. Per esempio, non tutti sanno che banali infezioni contratte in tenera età, se trascurate, possono comportare conseguenze in questo campo, o che il fumo, l’obesità e l’eccessiva magrezza hanno effetti negativi anche sulla fertilità . La procreazione medicalmente assistita non è una terapia per l’infertilità: si tratta di un percorso fisicamente e psicologicamente impegnativo, a cui è bene ricorrere in ultima istanza. Bisogna ricordare, per non alimentare illusioni, che nonostante alcuni casi clamorosi riportati dalla stampa, le percentuali  di successo delle pratiche di fecondazione artificiale, soprattutto oltre i 35 anni, restano  purtroppo limitate. L’attenzione alla prevenzione, alla salute e al benessere, oggi sempre più diffusa e accentuata – ha concluso Roccella -, deve comprendere anche quelle semplici precauzioni, in termini di stili di vita e di conoscenza dei rischi e delle patologie più comuni, che riguardano la tutela della fertilità”.
 

24 Marzo 2011

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