Fondi sanitari integrativi.  Ministero avverte: “Necessaria più trasparenza. Previsto il riordino della normativa in Patto Salute”

Fondi sanitari integrativi.  Ministero avverte: “Necessaria più trasparenza. Previsto il riordino della normativa in Patto Salute”

Fondi sanitari integrativi.  Ministero avverte: “Necessaria più trasparenza. Previsto il riordino della normativa in Patto Salute”
"Il Ministero è assolutamente consapevole della necessità di dover porre in essere ancor di più misure di tutela dei cittadini finalizzate ad assicurare maggiore accessibilità e maggiore trasparenza". Così la sottosegretaria alla Salute Zampa, rispondendo ieri in Commissione Affari Sociali all'interrogazione sul tema presentata da Nappi (M5S). 

"Il Ministero è assolutamente consapevole della necessità di dover porre in essere ancor di più misure di tutela dei cittadini finalizzate ad assicurare maggiore accessibilità e maggiore trasparenza. Con i risultati ottenuti a seguito delle iniziative adottate e attraverso l'esperienza maturata nella gestione dell'Anagrafe fondi sanitari, il Ministero ha potuto approfondire compiutamente la tematica che oggi affrontiamo, a cui sono seguite proposte di riordino della normativa inserite nel nuovo Patto della Salute, in fase di adozione".
 
Così la sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa, rispondendo ieri in Commissione Affari Sociali all'interrogazione sul tema presentata da Silvana Nappi (M5S)
 
Questa la risposta integrale della sottosegretaria Zampa.
 
"In merito alle misure da adottare per assicurare il principio della trasparenza in materia di sanità integrativa e per riportare i fondi sanitari nell'alveo degli enti « no-profit», si rappresenta quanto segue.
L'Anagrafe dei fondi sanitari, istituita presso il Ministero della salute, effettua tutte le verifiche documentali sui fondi sanitari integrativi del Servizio sanitario nazionale, istituti o adeguati ai sensi dell'articolo 9 del decreto legislativo n. 502/1992 e sugli enti, casse e società di mutuo soccorso aventi esclusivamente finalità assistenziali, che sono previste e consentite dalla legislazione vigente.
 
In questi ultimi anni l'Anagrafe sta procedendo, inoltre, ad ampliare l'ambito delle verifiche, tramite specifici e attenti riscontri incrociati fra la certificazione prodotta in merito all'erogazione delle prestazioni extra Livelli Essenziali di Assistenza ed i bilanci e i nomenclatori trasmessi dai fondi sanitari, chiedendo, qualora risultasse necessario, ulteriore documentazione e note integrative a firma dei legali rappresentanti.
Tale attività viene svolta con l'obiettivo di iscrivere all'anagrafe solo i fondi sanitari che risultano come « non profit» dalle documentazioni prodotte e che hanno certificato di aver erogato prestazioni extra LEA, che devono essere per il 100 per cento nel caso dei fondi sanitari integrativi del Servizio sanitario nazionale, almeno per il 20 per cento di tutte le prestazioni rese ai propri iscritti nel caso degli enti, casse e società di mutuo soccorso aventi esclusivamente finalità assistenziali.
 
Per quanto riguarda la salvaguardia dei principi di trasparenza rispetto alle informazioni dell'Anagrafe, argomento che suscita negli onorevoli interroganti particolare allarme, il Ministero della salute ha assunto diverse iniziative volte a garantirne l'effettività.
In particolare, sono state adottate, tra le altre, le seguenti misure:
la pubblicazione sul Portale istituzionale del Ministero di un report relativo ai dati 2017 che permette di tracciare un quadro chiaro e oggettivo del settore che consenta di favorire l'erogazione di forme di assistenza sanitaria integrative rispetto a quelle assicurate dal servizio sanitario nazionale e, con queste direttamente integrate;
lo svolgimento, lo scorso anno, di uno studio da parte del Ministero, in collaborazione con istituzioni universitarie, dal titolo «Disciplina dei fondi sanitari. Analisi giuridico-economica».
 
Ciò detto, possiamo senza alcun dubbio affermare che il Ministero è assolutamente consapevole della necessità di dover porre in essere ancor di più misure di tutela dei cittadini finalizzate ad assicurare maggiore accessibilità e maggiore trasparenza.
Concludo anticipando che con i risultati ottenuti a seguito delle iniziative adottate e attraverso l'esperienza maturata nella gestione dell'Anagrafe fondi sanitari, il Ministero ha potuto approfondire compiutamente la tematica che oggi affrontiamo, a cui sono seguite proposte di riordino della normativa inserite nel nuovo Patto della Salute, in fase di adozione".

 
In una nota, la deputata pentastellata Silvana Nappi ha così replicato: “La crescente convergenza di interessi tra fondi sanitari e polizze assicurative rende necessari degli interventi per assicurare il principio della trasparenza anche in materia di sanità integrativa e per riportare i Fondi sanitari integrativi nell’alveo degli enti no-profit”.
 
“Nell’attuale quadro normativo i Fondi sono tenuti a destinare il 20% delle risorse impegnate a prestazioni integrative. Per problemi di solvibilità, questi fondi, possono ricorrere a compagnie esterne per assicurare i propri clienti e andando di fatto ad alimentare un meccanismo che li rende di natura commerciale. Siamo soddisfatti – prosegue Nappi – che il ministero della Salute abbia specificato la necessità di un riordino normativo della sanità integrativa, nell’interesse dei cittadini, rivalutando i benefici fiscali di cui godono in relazione al fatto che erogano prestazioni sostitutive e poi, limitatamente quelle integrative. Proprio come specificato dal ministero, sono necessarie disposizioni che impongono trasparenza, rendendo pubblica l’anagrafe dei Fondi Integrativi del ministero della Salute e istituire un Autority che controlli i dati periodicamente trasmessi. Continuare a lavorare per riportare il principio della trasparenza nel mondo della sanità è una battaglia che continueremo a portare avanti, per restituire ai cittadini un Ssn accessibile ed efficiente”, conclude Nappi. 

19 Dicembre 2019

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