Fondo sanitario 2017 e 2018. Le Regioni chiedono di fissarlo a 113 e 115 miliardi. E di “assorbire” il loro contributo alla finanza pubblica

Fondo sanitario 2017 e 2018. Le Regioni chiedono di fissarlo a 113 e 115 miliardi. E di “assorbire” il loro contributo alla finanza pubblica

Fondo sanitario 2017 e 2018. Le Regioni chiedono di fissarlo a 113 e 115 miliardi. E di “assorbire” il loro contributo alla finanza pubblica
La richiesta in un documento consegnato al Governo in occasione della Conferenza Stato Regioni dell’11 febbraio scorso. Chiesta anche l’apertura di un tavolo sulla spesa sanitaria e sui costi standard. IL DOCUMENTO.

Si riporta di seguito la parte centrale del documento che le Regioni hanno consegnato al Governo in occasione della Conferenza Stato-Regioni dell’11 febbraio (vedi testo integrale).
 
La Conferenza delle Regioni e Province autonome per senso di responsabilità e nell’alveo della leale collaborazione che consente alle Regioni di essere protagoniste dell’azione di risanamento dei conti pubblici:
 
omissis…
– propone al Governo che i tagli previsti dal comma 680, dell’articolo 1, della legge 208/2015 per l’importo di 3.500 milioni di euro per l’anno 2017 e 5.000 milioni di euro per l’anno 2018 siano assorbiti e contestualmente si attesti il fabbisogno corrente del Servizio Sanitario Nazionale a 113.062 milioni di euro per l’anno 2017 e a 115.000 milioni di euro per l’anno 2018 al fine di garantire i LEA e che tali stanziamenti assorbono il contributo alla finanza pubblica delle regioni per gli anni 2017 e 2018 sia in termini di saldo netto da finanziare che in termini di indebitamento netto per l’importo indicato;
 
– chiede al Governo di rilanciare i lavori dei tavoli sulla spesa sanitaria (anche in previsione del rinnovo del Patto Salute per il triennio 2017- 2019), sull’introduzione dei costi standard, sui tagli alle RSO a legislazione vigente per salvaguardare l’effettiva spendibilità dei trasferimenti per l’istruzione e le politiche sociali; sulla disciplina del pareggio di bilancio per affrontare fin dall’inizio del 2016, gli effetti dell’applicazione della legge 243/2012 dall’esercizio 2017 e la risoluzione urgente delle criticità derivanti dall’impossibilità dell’utilizzo dell’avanzo vincolato e del blocco degli investimenti degli enti territoriali per l’esclusione dal pareggio dal saldo di competenza del fondo pluriennale vincolato; secondo quanto già indicato nel parere della Conferenza delle Regioni e province autonome al ddl stabilità 2016 nella Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome del 17 dicembre scorso;
 
omissis…

15 Febbraio 2016

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