Gli eroi del Covid sotto accusa. Come difenderli? Garavaglia (Lega): “Sì a una soluzione ‘scudo’ condivisa per operatori e aziende”

Gli eroi del Covid sotto accusa. Come difenderli? Garavaglia (Lega): “Sì a una soluzione ‘scudo’ condivisa per operatori e aziende”

Gli eroi del Covid sotto accusa. Come difenderli? Garavaglia (Lega): “Sì a una soluzione ‘scudo’ condivisa per operatori e aziende”
"Serve immediatamente uno 'scudo giuridico' per operatori sanitari e aziende. È evidente che senza questo rischiamo che dopo la pandemia negli ospedali rischiamo di averne a seguire una nei tribunali. Cosa che non ci possiamo permettere. Il Paese ha bisogno di certezze. Ed è fondamentale avere la certezza di poter lavorare con serenità, soprattutto in una situazione così delicata come questa". Così il deputato della Lega ed ex vice ministro all'Economia. E sul tavolo di lavoro promosso da Federsanità: "Disposti a valutare ed accogliere la loro proposta"

"Senza uno scudo penale per operatori sanitari e aziende, rischiamo di avere una pandemia anche nei tribunali, dopo quella ospedaliera. È folle che ad oggi non si sia ancora intervenuti in tal senso. Facciamolo tutti insieme nella prossima legge di Bilancio".
 
Questa la proposta lanciata da Massimo Garavaglia, deputato leghista ed ex viceministro all'Economia.

Nei mesi scorsi in realtà ci fu qualche tentativo di intervento su questa tematica. Lo scorso marzo, durante l'esame del Decreto Cura Italia, il Parlamento provò ad intervenire da prima con un emendamento della Lega a firma Matteo Salvini, e poi con il PD con l'emendamento a prima firma Andrea Marcucci. Entrambi i tentativi andarono a causa dell'ostruzione da parte del M5S fortemente contrario alla possibilità di estendere questo 'scudo' anche alle Aziende sanitarie.
 
A seguire, su proposta di Federsanità, si aprì ad aprile un tecnico-politico a Palazzo Chigi. Iniziativa morta sul nascere. E da lì più nulla fino ad oggi con una nuova proposta di soluzione, sempre promissa da Federsanità sulla quale si cerca ora il consenso politico.
 

Onorevole Garvaglia, in vista della ormai imminente legge di Bilancio, pensa che in quella sede sia auspicabile trovare una soluzione al tema della responsabilità professionale e delel aziende durante l'emergenza Covid?
Penso poprio di sì, perché serve immediatamente uno 'scudo giuridico' per operatori sanitari e aziende. È evidente che senza questo rischiamo che dopo la pandemia negli ospedali rischiamo di averne a seguire una nei tribunali. Cosa che non ci possiamo permettere. Oltretutto già oggi vediamo gli effetti di questo vuoto normativo, da una parte con decisioni non ottimali e dall'altro con tanti medici che si trovano in una situazione di estrema difficoltà. È imbarazzante che dopo circa 9 mesi dall'inizio della pandemia non si sia ancora fatto nulla da questo punto di vista. Il Paese ha bisogno di certezze. Ed è fondamentale avere la certezza di poter lavorare con serenità, soprattutto in una situazione così delicata come questa. Non si può lavorare con l'incertezza di poter finire un domani nei pasticci per una situazione assolutamente fuori dall'ordinario come questa.
 
Quando parliamo di 'scudo giuriudico' non facciamo riferimento ai soli operatori sanitari ma anche alle aziende sanitarie, giusto?
Ma questo è del tutto evidente altrimenti il rischio concreto è che non vengano prese decisioni con serenità e bilanciando al meglio tutti gli interessi, ma con l'appresnione di possibili futuri contenziosi. Un intervento va fatto, non si possono lasciare medici e aziende allo sbaraglio in una situazione che in diversi contesti è del tutto fuori controllo. Questa è una cosa assolutamente folle.
 
In questo 'scudo giuridico' si lascerebbe in ogni caso fuori il dolo, giusto?
È evidente che il dolo sia escluso. Ci mancherebbe altro. Non è che si può approfittare di una situazione di emergenza per poter coprire ogni cosa. Intendo qualcosa di diverso, come quanto appena fatto, ad esempio, per il Codice degli appalti: una semplificazione che esclude la colpa. Altrimenti questo Paese rischia di essere ingessato completamente.
 
Avete già qualche idea concreta su come concretamente impostare un eventuale proposta di intervento per la prossima manovra?
No, penso che questo debba essere il frutto di una eventuale discussione con la maggioranza. Iniziamo a parlarne. Dal mio punto di vista non ci sono preclusioni. La manovra quando mai arriverà, visto che siamo a circa un mese di ritardo rispetto ai termini di legge, che voglia affrontare definitivamente la crisi penso che non possa eludere questo tema.
 
Proprio su questo tema Federsanità e diversi stakeholders hanno attivato un tavolo di lavoro per l'elaborazione di una possibile proposta normativa da indirizzare al Parlamento, sareste disposti ad accoglierla?
Leggeremo e valuteremo volentieri il contenuto. Penso di poter dire che da parte nostra non ci sarebbe alcuna preclusione e potremmo essere ben disposti a valutarla ed accoglierla.
 
Avete già individuato altre urgenze sulle quali poter intervenire in manovra?
Siamo per fare poche cose, ma fatte bene. La prima cosa che si dovrebbe fare, visto che si parla di potenziare la sanità, sarebbe quella di togliere il payback per i dispositivi medici. Come si fa altrimenti ad aumentare gli investimenti quando si ha un tetto di spesa? È una contraddizione in termini. Quella norma è nata negli anni in cui andava di moda dire che bisognava tagliare la sanità. Il mondo è cambiato, conseguentemente vanno cambiate le regole.
 
Giovanni Rodriquez

Giovanni Rodriquez

16 Novembre 2020

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