Governo clinico: ecco il nuovo testo. Non c’è più la riforma della libera professione. Ma i sindacati lo bocciano

Governo clinico: ecco il nuovo testo. Non c’è più la riforma della libera professione. Ma i sindacati lo bocciano

Governo clinico: ecco il nuovo testo. Non c’è più la riforma della libera professione. Ma i sindacati lo bocciano
È uscita di scena la riforma della libera professione. È questa la novità più interessante che emerge dalla nuova proposta di testo unificato in materia di governo clinico presentata dal relatore in commissione Affari sociali alla Camera, Domenico Di Virgilio. La nuova pdl, per il momento ha ricevuto l’apprezzamento da parte delle opposizioni. Ma in ogni caso i sindacati medici bocciano il testo.

“Ho deciso di eliminare la norma relativa alla libera professione per due motivi: il primo è dovuto al fatto che il ministro Fazio sta studiando un suo provvedimento in materia, il secondo per rispettare il ruolo delle regioni che su questo rivendicano una loro autonomia”. Con queste parole Domenico Di Virgilio (Pdl) spiega a QS il perchè della sua scelta di abbandonare, nella nuova proposta di governo clinico, l’articolato relativo alla libera profesione.
La nuova proposta di legge unificata qualora la commissione decidesse di adottarla come testo base, verrebbe a sostituire totalmente quella che la Commissione aveva adottato come testo base, il 23 marzo scorso. Testo al quale erano stati presentati emendamenti che però non sono mai stati esaminati. Di Virgilio quindi ha preferito, anche sulla scorta delle osservazioni critiche della Conferenza delle regioni, riscrivere un nuovo testo.
 
Il relatore illustrando le principali novità ha sottolineato come oltre a non contenere più le norme relative all'attività libero-professionale mancano anche quelle relative “alla responsabilità dei direttori di dipartimento”. È confermata, invece, “la decisione di intervenire sulla valorizzazione del ruolo del Collegio di direzione, sulle procedure e i requisiti per la selezione dei direttori generali delle aziende sanitarie e sulle procedure selettive per la nomina dei primari”.
 
Per quanto riguarda invece l'articolo 7, norme in materia di limiti di età per il collocamento a riposo dei medici Di Virgilio in commissione ha sottolineato come questo “non penalizzi affatto i giovani medici, ma, al contrario, ne tuteli le future pensioni”.
 
Le opposizioni per il momento sembrano aver gradito il testo Paola Binetti (UdCpTP) ha espresso “apprezzamento per l'ulteriore lavoro svolto dal relatore, che ha portato all'elaborazione di un testo più snello e omogeneo del precedente”. Anche se ritiene  “che non si possa rinunciare ad affrontare il tema del rapporto tra le università e le aziende ospedaliero-universitarie e quello della revisione, almeno a livello di princìpi, della disciplina della libera professione intramuraria”.
 
Anche Anna Miotto (PD), ha espresso apprezzamento per “l'ulteriore lavoro svolto”. Però ha richiesto “un maggiore approfondimento da parte della Commissione, prima di procedere eventualmente ad adottarlo come testo base”. Per quanto riguarda invece la libera professione la Miotto si è detta in disaccordo con la Binetti “in quanto la legislazione vigente consente, quando non vi si oppongano rigidità organizzative, di gestire tale attività in modo trasparente e con piena soddisfazione dello stesso personale medico”.
 
Più “attenta” alle esigenze delle regioni Laura Molteni (Lnp) che ha ricordato alla Commissione come le Autonomie “non hanno ancora espresso una valutazione sul nuovo testo proposto dal relatore, che dovrebbe essere esaminato il prossimo 12 ottobre dalla commissione salute della Conferenza delle regioni e, successivamente, in sede plenaria da parte della Conferenza medesima”. Suggerendo, prima di procedere con l'esame del provvedimento, di aspettare la valutazione delle regioni al riguardo.
 
Su questo punto Lucio Barani (PdL), a titolo personale, ha espresso il suo convincimento secondo il quale “la Commissione non possa rinunciare alla propria autonomia di giudizio sulle materie di competenza statale, tra le quali rientra, indubbiamente, la disciplina dei limiti di età per il collocamento a riposo dei medici, anche al fine di superare l'attuale discriminazione a danno dei ricercatori”. 
 
S.S.

26 Settembre 2011

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