Governo clinico. Le condizioni delle Regioni per il sì al ddl. Miotto (Pd): “Il dialogo è aperto”

Governo clinico. Le condizioni delle Regioni per il sì al ddl. Miotto (Pd): “Il dialogo è aperto”

Governo clinico. Le condizioni delle Regioni per il sì al ddl. Miotto (Pd): “Il dialogo è aperto”
Collegio di direzione, articolo 2, nomine apicali, limiti d’età, riaffermazione del rapporto di esclusiva. Ecco i cinque punti su cui operare modifiche che le Regioni hanno presentato oggi in Commissione Affari Sociali. Intervista a Miotto (Pd) “L'autonomia regionale non è messa in discussione”.

Quello di oggi è stato il quarto incontro tra le regioni e i parlamentari sul ddl governo clinico, perché nel frattempo i testi sono cambiati e quindi le posizioni delle autonomie erano già note in Commissione Affari sociali.
 
Posizioni che potremmo riassumere in questo modo: no al collegio di direzione come organo dell’azienda perché l’azienda non può essere condizionata da chi non ha responsabilità; l’articolo 2 del ddl prevede il riconoscimento dell’autonomia e responsabilità del medico, ma su questo punto le Regioni non sono d’accordo e chiedono il contemperamento di questo principio con l’esigenza dell’azienda; nomine apicali, le autonomie non sono d’accordo nel frapporre regole limitative al potere dei direttori generali; sui limiti d’età chiedono l’applicazione della riforma Fornero; ultimo punto la riaffermazione del rapporto esclusivo per quanto riguarda la libera professione.
 
Su questi cinque punti, che poi in realtà sono quattro perché sull’intramoenia ci sarà un provvedimento a parte, il testo Balduzzi, secondo Anna Margherita Miotto, capogruppo del Pd in Commissione Affari Sociali “ci sono due equivoci da parte delle Regioni”. Ovvero “il primo riguarda il limite d’età perché anche noi in Commissione vogliamo applicare la riforma Fornero ma esistono dei provvedimenti da parte di alcuni magistrati che continuano ad attuare la riforma Brunetta. Il ddl tende semplicemente a far salva la riforma Fornero anche in presenza della riforma Brunetta. Quindi sarà un problema di armonizzazione dei testi ma di fatto non c’è un dissenso nel merito”.
 
La seconda questione sulla quale si può trovare un’intesa è relativa all’autonomia e responsabilità dei medici qui, spiega la Miotto, “troveremo una formulazione che possa eliminare questo possibile dubbio”.
 
Più problematico invece l’accordo sugli altri due nodi ovvero il collegio di direzione e gli apicali dove secondo le regioni viene messo in discussione la loro autonomia. Ma su questo la Miotto dissente sostenendo che l’autonomia non è in pericolo e aggiunge che “in Commissione i giudizi sono articolati. Io per esempio ho chiesto, come gruppo del Pd, che si ricorra alla graduatoria. Se vogliamo fare un ragionamento legato alla scelta degli apicali con conferimento degli incarichi sulla base del merito dobbiamo escludere ogni sorta di discrezionalità. Nel testo c’è una riduzione della discrezionalità assoluta ma le Regioni non vogliono neanche questo. In Commissione i giudizi articolati ci sono anche relativamente al ruolo dell’organo. La questione del merito e del bilanciamento delle responsabilità costituiscono principi fondamentali, sono compito del livello statale e quindi non dovrebbero essere impugnabili dalle regioni”.
 
Insomma conclude la Miotto “l’iter del ddl è finito, non ci sono più norme di dettaglio nella legge e il recepimento, in parte, lo potremo fare con emendamenti in Aula dove vorremmo arrivare con un testo ampiamente condiviso anche con le regioni. Perché avere una legge impugnata non è bello”. 

22 Maggio 2012

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