I partiti e la sanità. Che delusione quei programmi scritti solo per vincere

I partiti e la sanità. Che delusione quei programmi scritti solo per vincere

I partiti e la sanità. Che delusione quei programmi scritti solo per vincere
Spero di sbagliare e di essere contraddetto dai fatti. Ma questa è la dolorosa impressione che ho tratto dalla lettura delle banalità contenute nelle linee programmatiche sulla sanità presentate dai principali partiti in vista delle prossime elezioni

Nel suo capolavoro “Le parole e le cose” Michel Foucault sussume nella figura letteraria del Don Chisciotte di Cervantes il punto di passaggio e di crisi tra due epoche, quella rinascimentale e quella classica, caratterizzate da due paradigmi concettuali o epistemi (attraverso i quali si rende possibile il costituirsi dei diversi oggetti del sapere) radicalmente diverse tra loro. Nelle avventure (ma sarebbe meglio dire disavventure perché in esse si scambia il ronzino per un destriero e il mulino a vento per un mostro da infilzare a passo di carica) del Don Chisciotte – il cui scopo è di verificare se tra le parole scritte sui libri cavallereschi e le cose del mondo ci sia corrispondenza – Foucault intravede la crisi e il declino della semiologia basata sulle similitudini, sulle corrispondenze, tipica del periodo rinascimentale.
 
Nelle parole dell’autore “Don Chisciotte traccia il negativo del rinascimento; la scrittura ha cessato di essere la prosa del mondo; le somiglianze e i segni hanno sciolto la loro antica intesa…; le cose restano ostinatamente nella loro ironica identità; sono soltanto quello che sono; le parole vagano all’avventura, prive di contenuto, prive di somiglianza che le riempia; non contrassegnano più le cose; dormono tra le pagine dei libri in mezzo alla polvere”
 
Bene! E’ questa la sensazione che si può trarre dalla lettura degli striminziti programmi sulla sanità dei diversi schieramenti (ultimo quello del Professor Monti che sabato scorso ha presentato il suo programma).
Nelle poche pagine e nei pochi punti dedicati dai principali partiti alla principale componente del nostro Welfare, che vale oltre 130 miliardi di euro tra finanziamento pubblico e spesa privata, si può percepire la stessa lontananza tra parole e cose o meglio si capisce subito in modo “chiaro” e “distinto” che le parole servono per non indicare; esse acquistano e mantengono quella banalità ed equidistanza da tutto (valorizzazione del merito e delle professionalità, rispetto delle regole, potenziamento smart del servizio pubblico, corretto rapporto pubblico/privato) che non può scontentare nessuno, perché difficilmente qualunque soggetto senziente potrebbe non condividerle. In caso contrario, se le parole tornassero ad indicare le cose che abbiamo di fronte e che potremmo chiamare problemi, troppo alto sarebbe il rischio di perdere consensi in questa fase ormai “liquefatta” della nostra società. Le parole dunque devono suonare a vuoto; essere dei “simulacri” che demarcano la loro incorreggibile “differenza” rispetto all’oggetto a cui rimandano; significanti senza significato, artifici verbali ispirati alle sole regole del bob ton verso tutti i soggetti del campo; effetti senza causa.
 
Eppure il dramma della nostra società è ormai evidente nella crudezza dei numeri, nei confronti dei quali ogni commento è impotente ed afasico. Siamo di fronte a una vera “apocalisse culturale” e morale per abusare di una espressione di De Martino e i partiti non riescono a trarne le evidenti conseguenze. I disoccupati e inoccupati hanno raggiunto la cifra record di 4 milioni di unità; il 10% della popolazione ha sottratto immani ricchezze al medio e piccolo ceto ormai impoverito; l’Italia è scesa al 72° posto nella classifica mondiale della corruzione, pubblicata nel rapporto annuale di Transparency International. Il business della bustarella tricolore – calcola il Servizio anti-corruzione e trasparenza del ministero alla Funzione pubblica – muove ormai un giro d'affari da 60 miliardi l'anno con cui si potrebbero comperare la Fiat. l’Enel e Unicredit, insieme (La Repubblica). Il “nero” fattura 150 miliardi di euro l’anno, e gran parte della economia del paese è ormai ostaggio della criminalità delle cosche e dei colletti bianchi, oggi chiamati manager, delle industrie private e pubbliche, senza distinzione alcuna.
 
Gran parte di questi illeciti vede nella sanità il suo terreno di coltura, il brodo in cui l’illegalità trova alimento e sostegno perché è la sanità ad assorbire l’80% dei bilanci regionali. Nulla è più sicuro e dietro ogni acquisto, dalla semplice siringa alla TAC spirale, dalla manutenzione ordinaria, alla costruzione di interi ospedali, si nasconde il sovraprezzo intollerabile della corruzione e della mazzetta al politico di turno, al partito o alla corrente di appartenenza. Lo stesso dicasi per l’attribuzione degli incarichi: vanno bene tutti, di destra o di sinistra, a condizione però che stiano al gioco di squadra e si ricordino sempre chi è che li ha nominati.
 
E allora, non volendosi affrontare i veri problemi che hanno ormai distrutto il nostro paese e con essa la sanità di qualità sempre peggiore, è chiaro come parlare di programmi concreti sarebbe per lo meno imbarazzante. Quello che per la politica conta è vincere; vincere ad ogni costo, promettendo tutto e il contrario di tutto, non inimicandosi nessuno (ed ecco l’esposizione di candidati-trofeo che devono garantire il voto delle categorie professionali di appartenenza), perché poi con l’accordo di tutti, i vecchi e i nuovi compagni di strada, si farà, o meglio si continuerà a fare ciò che finora si è fatto, forse con maggiore discrezione.
 
Spero di sbagliare, di essere contraddetto dai fatti, ma questa è la dolorosa impressione che ho tratto dalla lettura delle banalità contenute nelle linee programmatiche sulla sanità dei principali partiti. 
 
Roberto Polillo

Roberto Polillo

18 Febbraio 2013

© Riproduzione riservata

Salute e sicurezza sul lavoro. Al Ministero riunito il Comitato per avviare la strategia nazionale 2026-2030. Schillaci: “Un traguardo molto importante per la nostra Nazione”
Salute e sicurezza sul lavoro. Al Ministero riunito il Comitato per avviare la strategia nazionale 2026-2030. Schillaci: “Un traguardo molto importante per la nostra Nazione”

Il Ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha preseduto, questa mattina, la riunione del Comitato per l’indirizzo e la valutazione delle politiche attive e il coordinamento nazionale per l’attività di vigilanza...

Enpam: “False le affermazioni del deputato M5S Quartini in Parlamento”. La Fondazione valuta i danni da notizie infondate
Enpam: “False le affermazioni del deputato M5S Quartini in Parlamento”. La Fondazione valuta i danni da notizie infondate

La Fondazione Enpam denuncia la diffusione di "notizie e dati falsi" da parte del deputato del Movimento 5 Stelle Andrea Quartini nel corso dell'interpellanza parlamentare svolta alla Camera il 24...

Reintegro medici no vax. Il test che può cambiare gli equilibri del Centrodestra
Reintegro medici no vax. Il test che può cambiare gli equilibri del Centrodestra

L'emendamento che prevede il reintegro dei medici no vax radiati dai rispettivi Ordini è, per ora, fermo. Le trattative nella maggioranza sono ancora in corso e il testo potrebbe essere...

Fine vita. La Consulta dice no all’allargamento: il requisito del sostegno vitale resta
Fine vita. La Consulta dice no all’allargamento: il requisito del sostegno vitale resta

La Corte Costituzionale ha respinto il tentativo di ampliare l'accesso al suicidio medicalmente assistito alle persone malate che non dipendono da trattamenti di sostegno vitale. Con la sentenza numero 152...