Il Governo Letta ha giurato davanti al Capo dello Stato. Ed ora la fiducia alla Camera e al Senato

Il Governo Letta ha giurato davanti al Capo dello Stato. Ed ora la fiducia alla Camera e al Senato

Il Governo Letta ha giurato davanti al Capo dello Stato. Ed ora la fiducia alla Camera e al Senato
Il primo vero governo di coalizione dall’avvento del sistema maggioritario è partito. Pd, Pdl e Scelta Civica dovranno dimostrare di saper conciliare posizioni e programmi divergenti per trovare una linea comune su riforme istituzionali e rilancio dell’economia. L’incognita Imu e le possibili divaricazioni sulla questione della cittadinanza agli immigrati.

Il Governo ha prestato giuramento questa mattina al Palazzo del Quirinale. Il Presidente del Consiglio dei Ministri, onorevole Enrico Letta, e i Ministri hanno giurato nelle mani del Capo dello Stato, pronunciando la formula di rito. Erano presenti, in qualità di testimoni, il Segretario Generale della Presidenza della Repubblica, Consigliere di Stato Donato Marra, e il Consigliere Militare del Presidente della Repubblica, Generale Rolando Mosca Moschini.
 
Con la cerimonia del giuramento si chiude la fase di costituzione del Governo che ora entra ufficialmente in carica e come tale si presenterà lunedì alla camera e al Senato per ottenere la fiducia.
In tutto 23 membri, compresi il presidente Enrico Letta e il sottosegretario alla Presidenza Filippo Patroni Griffi. Un governo caratterizzato al momento per la giovane età della maggior parte dei suoi membri e per la presenza di sette ministri donna che rappresenta un record dall’avvento della Repubblica.
 
Lunedì, dando per scontata la fiducia da parte di Pd (con qualche malumore), Pdl e Scelta Civica e di altri gruppi minori, l’attesa è incentrata sul discorso di Letta nel quale dovranno essere sciolti alcuni nodi che hanno caratterizzato le trattative per la formazione del Governo.
 
Prima di tutto la questione dell’Imu, dove si dovrà conciliare la posizione per l’abbattimento totale dell’imposta e la sua restituzione per la prima casa caldeggiata dal Pdl in tutta la campagna elettorale, con quella più morbida di Pd e Scelta Civica che hanno sempre parlato di una revisione delle aliquote esonerando le fasce più basse, ma senza la cancellazione tout court dell’imposta sulle prime abitazioni.
 
Ma non c’è solo l’Imu. I temi centrali della relazione del neo presidente del Consiglio verteranno infatti sulle riforme istituzionali, da quella del bicameralismo alla legge elettorale, senza dimenticare i costi della politica, e poi sulle questioni economiche per le quali, al momento, l’unica cosa chiara è l’intendimento di tutte le forze che sostengono l’Esecutivo a rinegoziare i vincoli europei per dare ossigeno alla ripresa.
 
Attesa anche per ciò che dirà Letta in tema di integrazione, alla luce della costituzione del neo ministero omonimo presieduto dalla prima ministra di colore nella storia italiana. Come è noto il Pd ha nel suo programma la concessione della cittadinanza a tutte le persone nate in Italia, mentre la posizione del Pdl è al massimo per una revisione “morbida” dell’attuale normativa in materia.
 
Ma il governo non parte da zero. Non bisogna dimenticare infatti che una possibile "road map" potrebbe comunque essere quella tracciata dai "10 saggi" insediati da Napolitano nella fase di stallo delle trattative per la formazione del Governo, poco prima della fine del suo mandato e della sua, allora inattesa, rielezione. Anche perché tra quei saggi figurano oggi ben quattro ministri: Mario Mauro e Gaetano Quagliarello che hanno lavorato al documento sulle riforme istituzionali ed Enrico Giovannini e Enzo Moavero Milanesi che hanno fatto parte del tavolo sull'economia.

28 Aprile 2013

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