Il ministro Lorenzin in dolce attesa. La “quasi” conferma in un’intervista a Libero

Il ministro Lorenzin in dolce attesa. La “quasi” conferma in un’intervista a Libero

Il ministro Lorenzin in dolce attesa. La “quasi” conferma in un’intervista a Libero
L’aveva già anticipato il settimanale Oggi il 29 novembre. E oggi la “non smentita” del ministro in un’intervista al quotidiano Libero. Ma il ministro parla anche del vaccino per l’influenza, di Ebola e del suo futuro politico che forse potrebbe riguardare anche il Pd

Che il ministro della Salute Beatrice Lorenzin fosse in dolce attesa era una voce che girava già da qualche settimana tra gli addetti ai lavori. Poi lo scoop di Oggi del 29 novembre scorso ed ora la “non smentita” dell’interessata (cui vanno tutti i migliori auguri della nostra redazione) in un’intervista al quotidiano Libero.
 
Ma ovviamente non si è parlato solo di questo. Ecco ampi stralci dell’intervista al ministro del quotidiano diretto da Maurizio Belpietro, raccolta da Barbara Romano.
 
Ministro, lei si è vaccinata con il Fluad contro l’influenza?
“Ho fatto quel vaccino per cinque anni di seguito, ma quest’anno non l’ho ripetuto per altri motivi”.
 
È in dolce attesa, come sostiene il settimanale Oggi?
“Diciamo che le mie attuali condizioni di salute mi proibiscono di sottopormi a un vaccino”.
 
Ha lanciato una campagna per la natalità spronando gli italiani a fare più figli. Lei quando darà il lieto annuncio?
“Spero presto”.
 
Come ha vissuto il giorno in cui il vaccino è stato sospettato di aver ucciso alcuni pazienti?
“Sono state le 24 ore più terribili da quando sono al ministero della Salute. Un incubo. Ho temuto che si bloccasse la campagna che porto avanti da oltre un anno sui vaccini, che salvano milioni di persone. Per fortuna l’allarme è rientrato”.
 
Lei ha puntato il dito contro le Regioni e Chiamparino l’ha accusata di fare lo “scaricabarile”.
“Da questa situazione è emersa una falla nella farmacovigilanza dei vaccini, che è in mano alle Regioni, sulla quale ho intenzione di intervenire per la sicurezza di tutti. Anche se la legge lo permette, non è corretto che ogni Regione agisca a modo proprio, specie quando si tratta con i virus. Sostengo la riforma del titolo V che prevede che la politica del farmaco e della prevenzione abbia nuovamente un carattere nazionale”.
 
Il medico di Emergency colpito dall’Ebola è in gravi condizioni. Gli ha parlato?
“Non voglio usare un malato come vetrina per un passaggio in tv. Sono in contatto con l’associazione. Sento due volte al giorno i dirigenti dell’ospedale, monitoriamo le procedure e ho chiamato ministri della Salute di altri Stati per avere i farmaci. C’è una collaborazione internazionale stupenda”.
 
Esiste oggi un rischio contagio Ebola in Italia?
“Assolutamente no. Ebola arriva dalla “prima classe”: operatori, cooperatori, altissimi funzionari che escono dal West Africa senza i controlli adeguati, senza aver fatto i 21 giorni di quarantena o senza che le Ong ce li segnalino. Ci sono stati numerosi falsi allarmi in questi mesi, quindi abbiamo avuto modo di stressare le strutture e sappiamo di essere in grado di far fronte alle emergenze senza che ci siano rischi di contagio. Certo, se in Africa si scatenasse una pandemia ci troveremmo davanti una situazione inimmaginabile”.
 
Sognava di fare il ministro della Salute da bimba?
“No. Fino a 13 anni volevo fare l’archeologa. Poi la scrittrice, ma dopo i primi racconti fallimentari capii che non era la mia strada. Quindi decisi di fare la giornalista, anche perché avevo il mito di Oriana Fallaci e vedevo i film con Jane Fonda cronista d’inchiesta. Ma dopo poco mi resi conto che raccontare i fatti non mi bastava, dovevo essere dentro le cose”.
 
I suoi rapporti con Renzi?
“Sono molto buoni, ma in Consiglio dei ministri mi scavalca sempre a destra”.
 
Lei dove vede il futuro del Ncd, nel centrodestra o nel Partito della nazione?
“Non c’è più una coalizione di centrodestra di stampo moderato, esiste solo l’interesse della nazione e dei cittadini che è la nostra unica priorità”.
 
Quindi finirete nel Pd di Renzi.
“Noi andiamo verso un nuovo gruppo allargato, per fare quel grande partito popolare europeista che manca in Italia. Osserviamo con grande attenzione le evoluzioni del Pd. Se lì avvenisse una scissione e diventasse un partito non ideologizzato che raccoglie il meglio del centrosinistra e del centrodestra…”.


 


Fonte: Stralci dell’intervista di Barbara Romano, tratta da Libero.it

08 Dicembre 2014

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