Lampedusa. Lorenzin: “Vicinanza, non solo a parole”

Lampedusa. Lorenzin: “Vicinanza, non solo a parole”

Lampedusa. Lorenzin: “Vicinanza, non solo a parole”
Il ministro della Salute ha attivato le procedure per dare “massima collaborazione" alle Sicilia "per fornire assistenza sanitaria e tecnica per la gestione dell'emergenza”. Nell’incidente, al momento, risultano ufficialmente morti 111 immigrati, ma se ne temono 300.

“Sono immensamente addolorata per quanto avvenuto nelle nostre acque lampedusane, ed esprimo ancora una volta la mia vicinanza ai feriti e alle famiglie così profondamente colpite da questo dramma. Vicinanza che non si manifesterà solo a parole: ho immediatamente attivato il ministero della Salute, per dare la massima collaborazione alle autorità della Regione Sicilia – con le quali sono in contatto costante – per fornire assistenza sanitaria e tecnica per la gestione dell'emergenza”. Ad affermarlo, in riferimento alla barca con a bordo oltre 500 immigrati affondata a largo di Lampedusa, è il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, intervistata dall’ufficio stampa della Fnomceo in vista del convegno Promozione  della Salute e Cooperazione Internazionale che si apre oggi a Roma e promosso dalla Federazione degli Ordini dei Medici.

Il convegno dedicato ai temi dell’universalismo, dell’equità, dell’integrazione e della solidarietà dell’assistenza sanitaria prende il via, infatti, a poche ore dalla tragedia che è costata la vita a centinaia di immigrati. Sul barcone erano oltre 500, ma al momento (sono le ore 11.30 del 4 ottobre 2013) sono solo 155 le persone tratte in salvo dalle acque. E con il passare delle ore le speranze di trovare superstiti si fanno sempre più deboli. I morti accertati sono 111, ma potrebbero salire a oltre 300.

“Il volontariato è fondamentale per  la sussistenza e la sostenibilità del sistema del welfare italiano”, ha aggiunto Lorenzin tornando al tema del convegno. “E non parlo – ha proseguito – solo di cooperazione internazionale o delle missioni di salute e di pace. Anche nei territori del nostro paese, dove oggi si pensa a integrare i medici e gli ospedali, a incentivare l’assistenza domiciliare, le strutture di volontariato sono state, e saranno sempre più nel futuro, un elemento prezioso di cura integrata alla persona”.

Quanto alle ridotte risorse per garantire il diritto alla cura, Lorenzin ha affermato: “È proprio nei momenti di crisi economica che cresce il bisogno di welfare da parte dei più deboli:il welfare va dunque sostenuto, non demolito. Io per prima, d’altra parte, ho più volte parlato di ‘universalismo’ mitigato. Se un tempo la Sanità poteva erogare ‘tutto a tutti’, oggi non è più così. Dobbiamo cercare di lavorare a un sistema sanitario in cui si pianifica per avere effetti a lungo termine. Per questo, ho pronta una proposta che avanzerò di fronte al Consiglio dei ministri e al Parlamento: destinare alla Sanità due dei sette miliardi di margine che si realizzerebbe nel 2014 se venisse mantenuto l'andamento dei conti pubblici fotografato nella nota al Def. Questo permetterebbe di investire in infrastrutture, negli ospedali, nella sicurezza delle cure”.

Al convegno promosso dalla Fnomceo sarà presente anche il ministro dell’Integrazione Cécile Kyenge, secondo la quale “la tutela della Salute è un diritto sacrosanto di ogni essere umano e non può essere tutelato a seconda del sesso, della religione o dell’etnia. La nostra Costituzione parla chiaro: ‘Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali’”. Per Kyenge la tutela della Salute “non può essere considerata un elemento di integrazione ma un diritto legato ad un processo di Interazione. Interazione intesa come incontro: non è un’utopia pensare che possiamo vivere insieme al di là delle nostre differenze”.

 

04 Ottobre 2013

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