Legge 40. La Consulta conferma le anticipazioni. Via libera a diagnosi pre impianto per le coppie con malattie genetiche trasmissibili. Il Ministero pronto a modificare nuove linee guida

Legge 40. La Consulta conferma le anticipazioni. Via libera a diagnosi pre impianto per le coppie con malattie genetiche trasmissibili. Il Ministero pronto a modificare nuove linee guida

Legge 40. La Consulta conferma le anticipazioni. Via libera a diagnosi pre impianto per le coppie con malattie genetiche trasmissibili. Il Ministero pronto a modificare nuove linee guida
Dopo l'anticipazione di ieri, è arrivato oggi il comunicato ufficiale della Corte che specifica le parti dichiarate illegittime dalla sentenza del 14 maggio sulla legge sulla procreazione medicalmente assistita. E il ministero chiarisce che si attende la sentenza per "per poterle dare piena attuazione, eventualmente integrando il testo delle nuove linee guida". Il commento degli avvocati Gallo, Baldini e Calandrini.

"La Corte  costituzionale,  nella camera di consiglio del 14 maggio – si legge nella nota – ha dichiarato l’illegittimità costituzionale degli artt. 1, commi 1 e 2, e 4, comma 1, della legge 19 febbraio 2004, n. 40 (Norme in materia di procreazione medicalmente assistita), nella parte in cui non consentono il ricorso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita alle coppie fertili portatrici di malattie genetiche trasmissibili, rispondenti ai criteri di gravità di cui all’art. 6, comma1, lettera b), della legge 22 maggio 1978, n. 194, accertate da apposite strutture pubbliche". Così oggi una nota della Consulta che conferma le anticipazioni giornalistiche di ieri sera.
 
“Dalla lettura del comunicato della Corte Costituzionale, che sintetizza la decisione assunta ieri sulla fecondazione medicalmente assistita per soggetti fertili con gravi patologie genetiche, si evince che la Consulta ha fatto una scelta che tutela i nostri assistiti e che non mette paletti, ma delinea un quadro coerente, agganciando a criteri certi i diritti delle coppie”. Lo scrivono oggi i tre legali delle due coppie dal cui ricorso al Tribunale di Roma è nato il pronunciamento della Consulta, gli avvocati Filomena Gallo, Gianni Baldini, Angelo Calandrini.  
 
Per i tre legali sono due i profili rilevanti che si possono dedurre dalla decisione della Corte in attesa di conoscere il testo della sentenza: coerenza del sistema e chiarezza sui soggetti aventi diritto all'accesso.  
 
“L’art 6 lett b) della  legge 194/78 sull'aborto, a cui il dispositivo fa riferimento – spiegano i tre avvocati – non elenca le patologie genetiche o cromosomiche che danno diritto all'aborto terapeutico, ma rinvia alla valutazione del medico. Principio che resta fermo per le coppie con gravi patologie geneticamente trasmissibili”.
 
“Attendiamo di leggere le motivazioni della sentenza – sottolineano ancora – ma nel dispositivo non si colgono paletti, ma piuttosto la definizione di una quadro coerente, da cui emerge un punto: non c'è differenza tra l'embrione malato che non deve essere trasferito e il feto malato che può essere abortito. Il problema che si poneva alla Corte era decidere per quali patologie le coppie fertili, portatrici di patologie genetiche, potessero avere accesso alla fecondazione”.
 
“Il sistema francese prevede, per esempio – scrivono ancora – che vengano stabilite da un elenco periodicamente aggiornato dal ministero della salute. Altri sistemi più liberali prevedono l'accesso quale che sia la patologia. Ma anche la miopia può essere una malattia genetica. La Consulta, invece, ha agganciato questo diritto a parametri certi: l'art. 6 comma 1 punto b della legge 194 che a sua volta ricollega il diritto all'aborto ai processi patologici, comprese le malformazioni del feto, che possano determinare rischi per la salute fisica e psichica della donna”.
 
“Quindi, come si ha diritto all'aborto terapeutico oltre il 3° mese di gravidanza, dopo aver fatto l'amniocentesi – scrivono ancora gli avvocati, Gallo, Baldini e Calandrini – così per la fecondazione si può fare subito la diagnosi pre-impianto e sussistendo i requisiti si può decidere di non procedere all'impianto dell'embrione”.
 
“Inoltre – aggiungono – la certificazione sulla malattia genetica della coppia la deve dare il centro pubblico. Ora bisogna leggere attentamente le motivazioni, ma il fatto che la certificazione spetti al pubblico, potrebbe anche comportare che la PGD rientri nei Lea, i livelli essenziali di assistenza, con la possibilità di un rimborso per il paziente”.
 
“Sarà interessante capire se il diritto alla diagnosi della patologia è solo per la  coppia oppure deve essere esteso anche all'embrione. In questo secondo caso – concludono i tre legali – significherebbe completare la filiera delle varie tecniche di fecondazione assistita garantite dal pubblico: infatti,  dopo la tecnica omologa e quella eterologa nei LEA potrebbe ipotizzarsi che anche la diagnosi pre-impianto sull'embrione , analogamente alle altre metodiche diagnostiche prenatali sul feto (come amniocentesi e villocentesi), dovrebbe essere garantita dal sistema pubblico”. 
 
Il Ministero: pronti a recepire la sentenza nelle nuove linee guida. Nella giornata di oggi anche il Ministero della Salute è intervenuto sulla vicenda rendendo noto che "si attende il deposito delle motivazioni della sentenza per poterle dare piena attuazione, eventualmente integrando il testo delle nuove linee guida della legge 40 approvate qualche giorno fa dal Consiglio Superiore di Sanità, e che contengono gli aggiornamenti relativi alla fecondazione eterologa".
 
"Prosegue invece l’iter di recepimento delle direttive europee collegate all’eterologa – scrive ancora il ministero – insieme alla messa a regime del Registro Nazionale dei donatori di gameti".

15 Maggio 2015

© Riproduzione riservata

Decreto PA. Un commissario per smaltire le scorte Covid, le liste d’attesa tornano al Siveas e il controllo sulle agende di prenotazione passa ad Agenas. Saltano l’aumento delle tariffe ospedaliere e la proroga dei gettonisti
Decreto PA. Un commissario per smaltire le scorte Covid, le liste d’attesa tornano al Siveas e il controllo sulle agende di prenotazione passa ad Agenas. Saltano l’aumento delle tariffe ospedaliere e la proroga dei gettonisti

Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera al Decreto PA nei giorni scorsi, il provvedimento che contiene misure urgenti per la funzionalità della pubblica amministrazione. Tra le norme...

Università. Bernini firma il decreto: 27.000 posti per Medicina, 3.000 in più rispetto a scorso anno
Università. Bernini firma il decreto: 27.000 posti per Medicina, 3.000 in più rispetto a scorso anno

Il Ministro dell'Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, ha firmato il decreto che definisce i posti disponibili per l'immatricolazione ai corsi di laurea magistrale a ciclo unico in Medicina...

Pnrr Salute. Missione 6 verso il traguardo, in chiusura la rendicontazione degli obiettivi per la X e ultima rata
Pnrr Salute. Missione 6 verso il traguardo, in chiusura la rendicontazione degli obiettivi per la X e ultima rata

Il Ministero ha raggiunto gli obiettivi previsti per il pagamento da parte dell’Europa della IX rata del PNRR Missione salute. Si tratta dei due target relativi all’utilizzo del Fasciolo Sanitario...

Caldo. Ministero: oltre 1.700 chiamate al numero 1500 dal 22 giugno. Proseguono monitoraggi e campagna informativa
Caldo. Ministero: oltre 1.700 chiamate al numero 1500 dal 22 giugno. Proseguono monitoraggi e campagna informativa

Prosegue il monitoraggio delle ondate di calore e la campagna di informazione del Ministero della Salute per limitare gli effetti delle alte temperature sulla salute, in un'estate caratterizzata da ripetuti...