Letta al Senato: “Situazione di grandissima emergenza. Aspettative eccessive sul Governo”

Letta al Senato: “Situazione di grandissima emergenza. Aspettative eccessive sul Governo”

Letta al Senato: “Situazione di grandissima emergenza. Aspettative eccessive sul Governo”
Così il premier, che ha ottenuto la fiducia anche al Senato, ha voluto rimarcare "la consapevolezza dei limiti di questo governo". Letta ha poi ribadito come la vita di questo Esecutivo sia legata ad alcuni adempimenti certi, come la riforma di un bicameralismo perfetto che "non funziona". L'INTERVENTO.

"Leggendo i giornali stamattina, ascoltando Shimon Peres e alcune cose dette qui, mi sono reso conto che c'è un carico di aspettative eccessive su questo Governo rispetto a una situazione di oggettiva fragilità. Se c'è la sensazione che tutti i problemi possano essere risolti già domani e che abbiamo un Governo fortissimo che possa dare immediata risposta alla crisi del Paese, abbiamo tutti sbagliato. La situazione rimane di gravissima difficoltà e emergenza". Così il presidente del Consiglio, Enrico Letta, in sede di replica questa mattina al Senato, poco prima del secondo voto di fiducia al nuovo Governo.

"La squadra di ministri messa in campo è già di per sè una parte del programma. Per il Welfare c'è una persona competente come Giovannini. Il presidente dell'Anci, Delrio, è un segnale di per sè su quelle preoccupazioni sollevate dai Comuni, ad esempio – ha proseguito – questa squadra lavorerà con il Parlamento nell'ambito di un rapporto corretto. C'è un problema legato anche al malfunzionamento di questo sistema, il bicameralismo perfetto non funziona, da qui l'esigenza di un Assemblea costituente. La vita di questo governo deve essere legata ad alcuni adempimenti certi che i cttadini devono esigere da noi. Problemi che abbiamo di fronte abbisognano di Istituzioni che siano in grado di decidere".

Un altro punto fondamentale toccato da Letta nel suo discorso è quello che riguarda il rilancio del Paese e l'Europa. "Credo che la sfiducia delle persone, delle famiglie e delle imprese che hanno deciso di smettere di investire, sia dovuta ad un clima complessivo che ha finito per creare un avvitamento rispetto al quale sarà determinante quando si dirà e farà in quest'Aula. Serve una presa di responsbilità comune per uscire dalla crisi. L'Europa non può essere solo moneta comune, altrimenti il resto del meccanismo non riuscirà a dare risposte adeguate in questo contesto di emergenza. Un continente come il nostro, quello in cui è nata la democrazia, non può essere unito solo dalla moneta".

Tornando infine sul tema della grande coalizione, Letta ha invitato a non aver paura a mescolarsi. "Credo che la paura di fare scelte come queste sia legata alla paura della propria identità: si ha paura se si ha un'identità debole. Altrimenti – ha concluso – ci renderemo conto che non ci sono alternative rispetto a quanto stiamo facendo, ma dobbiamo essere consapevoli di quello che siamo. Non dobbiamo aver timore, di fronte alle politiche è possibile trovare soluzioni comuni. Bisogna prendere coscienza della realtà, il resto è tutto secondario". 
 
E alle 14 il Governo ottiene la fiducia anche al Senato con 233 voti favorevoli, 59 contrari e 18 astenuti. Su 311 senatori presenti hanno votato in 310.

30 Aprile 2013

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