Liberalizzazioni. Gelli (Pd): “Tutelare le ‘piccole’ farmacie. No alla ricetta fuori dalla farmacia”

Liberalizzazioni. Gelli (Pd): “Tutelare le ‘piccole’ farmacie. No alla ricetta fuori dalla farmacia”

Liberalizzazioni. Gelli (Pd): “Tutelare le ‘piccole’ farmacie. No alla ricetta fuori dalla farmacia”
"Il mio timore è che con un ulteriore aumento i nuovi esercizi non faranno altro che concentrarsi nelle zone più redditizie, scomparendo dai paesi e dalle periferie per trasferirsi nei grandi centri commerciali". "I medicinali con ricetta sono venduti solo in farmacia per motivi sanitari e per la sicurezza del paziente".

“L’ipotesi di liberalizzare le farmacie può essere utile a patto che si traduca in una legge equilibrata che garantisca la salute e bisogni delle persone e non penalizzi i territori più deboli”. Questo il commento di Federico Gelli deputato Pd e componente della Commissione Affari Sociali della Camera in merito al disegno di legge su ulteriori liberalizzazioni nel settore farmaceutico annunciato dal Ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi, che sarà discusso in Consiglio dei Ministri il 20 febbraio.
 
“Accanto a questa nuovo provvedimento – ha aggiunto Gelli – non bisogna dimenticare gli effetti della precedente legge Monti che inserisce il parametro di una nuova farmacia ogni 3300 abitanti contro i 4000 precedenti. Una legge che permetterà l’apertura a breve di 2500 nuove farmacie portando il totale nel nostro paese a quasi 21 mila. Solo la Francia ha parametri leggermente superiori ( nel paese transalpino ci sono 22 mila farmacie), contro le 14 mila in Inghilterra e le 21 mila in Germania a fronte però di 80 milioni di abitanti. Il mio timore è che con un ulteriore aumento – prosegue – i nuovi esercizi non faranno altro che concentrarsi nelle zone più redditizie, scomparendo dai paesi e dalle periferie per trasferirsi nei grandi centri commerciali. Invece bisogna tutelare e sostenere il sistema consolidato delle piccole farmacie che rappresentano spesso l’unico presidio sanitario per i cittadini soprattutto nelle zone più rurali e periferiche dove la farmacia non solo dispensa medicinali ma anche gli eventuali interventi di prima assistenza e servizi di telemedicina".
 
"Sono poi contrario alla ipotizzata vendita dei farmaci di fascia C, quelli che necessitano di ricetta, all'interno delle parafarmacie e quindi anche nella grande distribuzione. In tutti i paesi del mondo – conclude il parlamentare democratico – i medicinali con ricetta sono venduti solo in farmacia per motivi sanitari e per la sicurezza del paziente”. 

11 Febbraio 2015

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