“Voi sapete che la competenza in materia di sanità, in base al Titolo V della Costituzione, è delle regioni, però il Governo è anche disponibile ad attivare i poteri sostitutivi, nei casi in cui le regioni dovessero incontrare delle difficoltà. Il decreto per attivare i poteri sostitutivi è pronto da tempo, non si è ancora raggiunta un’intesa, ma sono molto ottimista che, diciamo, ce la faremo nei prossimi giorni”. Lo ha detto la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni rispondendo ad un’interrogazione del di Noi Moderati durante il Premier time alla Camera
L’intervento integrale del Presidente del Consiglio. Questo Governo sta lavorando, fin dal suo insediamento, per rendere il sistema sanitario nazionale più moderno e più efficiente, dare risposte sempre più adeguate e tempestive ai cittadini e riconoscere ai professionisti della salute anche ciò che meritano. Come stiamo cercando di raggiungere questi obiettivi? Chiaramente gli stanziamenti sono importanti. Voi ricordavate che questo Governo ha destinato alla sanità risorse record, che porteranno nel 2027 il Fondo sanitario nazionale a 141 miliardi. Ma ricordavate anche le risorse specifiche destinate alle regioni per abbattere le liste d’attesa, la detassazione delle prestazioni aggiuntive di medici e infermieri che servono a ridurre i tempi e gli incentivi economici per chi lavora in pronto soccorso, senza dimenticare la fermezza per difendere dalle aggressioni chi opera nelle strutture sanitarie. Purtroppo, però, ancora non basta. Certamente non basta mettere più soldi per risolvere il problema, se poi quelle risorse non vengono spese al meglio.
Quindi, è anche fondamentale migliorare l’organizzazione e la gestione complessiva. Per questo, come voi sapete, il Governo ha costruito strumenti concreti. La prima cosa, parlando di liste d’attesa, che abbiamo fatto, è stato attivare una piattaforma nazionale di monitoraggio delle liste d’attesa. Una risposta che – se vogliamo – è banale, che però non era mai stata data prima. E il paradosso è che, fino a questa iniziativa del nostro Governo, nessuno poteva realmente dire quale fosse lo stato delle liste d’attesa sul territorio nazionale e questo rendeva ovviamente anche più difficile capire come e dove intervenire con precisione. Abbiamo, come sapete, anche messo un limite all’intramoenia; abbiamo previsto l’apertura degli ambulatori in orari serali, il sabato e la domenica; ci siamo occupati di ampliare l’offerta, integrando nel CUP unico regionale sia le prestazioni erogate dal pubblico sia le prestazioni erogate dal privato accreditato. La piattaforma nazionale operativa ci dice che, nelle regioni dove ci sono questi strumenti, aumentano il numero di visite e gli esami per i cittadini e calano i tempi d’attesa. Significa che le risorse e gli strumenti ci sono ma che è anche importante applicare le norme.
Voi sapete che la competenza in materia di sanità, in base al Titolo V della Costituzione, è delle regioni, però il Governo è anche disponibile ad attivare i poteri sostitutivi, nei casi in cui le regioni dovessero incontrare delle difficoltà. Il decreto per attivare i poteri sostitutivi è pronto da tempo, non si è ancora raggiunta un’intesa, ma sono molto ottimista che, diciamo, ce la faremo nei prossimi giorni. Si è detto, tra l’altro, che il Governo gioca a scaricare la responsabilità. Tutt’altro. Quello che il Governo cerca di fare è, pur non avendo una competenza in materia di organizzazione della sanità, cercare di fare la sua parte per dare una mano, perché qui serve chiaramente il massimo dell’impegno da parte di tutti, da parte dello Stato, da parte delle regioni, guardando al grande vero obiettivo, che è garantire ai cittadini una sanità efficiente e veloce. Si può fare, come racconta la storia di molte regioni. Quello che vogliamo fare noi è dare una mano, ma anche richiamare alle responsabilità, quando è necessario farlo, perché sia la storia di tutte le regioni senza distinzione.
La replica di Maurizio Lupi. Noi Moderati si ritiene soddisfatta della sua risposta, anche perché, da sempre, noi Moderati e tutto il centrodestra considera tra i punti fondamentali dell’azione di Governo quello del diritto alla salute, del diritto alla salute in ogni parte del nostro territorio, dal Nord come al Sud, del diritto ad avere una cura e ad avere un esame in tempi seri e dignitosi.
Ha fatto bene – mi perdoni, signor Presidente del Consiglio-. Non è arroganza parlare di numeri, parlare di concretezza, parlare di quello che si sta cercando di fare, mettere in campo le azioni e dire: si è fatto così, i risultati sono questi e si può fare ancora così. È un’idea di politica che appartiene alla nostra cultura politica; altri possono vedere l’arroganza. È vero i numeri sono importanti, le risorse sono importanti, ha fatto bene a sottolinearlo: 9 miliardi in 2 anni rispetto a 8 miliardi in 10 anni dei precedenti Governi destinati alla salute, certamente, sono un segnale importante. Ma dietro quei numeri, ci deve essere un’azione, un’azione concreta.
È evidente che dal 2001 la competenza, e non si scaricano le responsabilità, si prende atto di questo – le parla un uomo del Nord, che ha combattuto per l’autonomia delle regioni, per la sussidiarietà quella verticale o quella orizzontale – è evidente che la competenza della salute dei cittadini è competenza prioritaria delle regioni. Ma è altrettanto evidente che è responsabilità di tutti. La riduzione delle liste d’attesa è la sfida delle sfide. È la sfida più importante perché chi di noi non ha ascoltato almeno 1, 2, 10 volte un cittadino che ti dice: ho un tumore e per fare una risonanza magnetica devo aspettare un anno. E io non gli posso rispondere o lei non gli può rispondere o noi non possiamo rispondergli è compito della regione o abbiamo messo 10 miliardi e 8 miliardi. Dobbiamo rimboccarci le maniche perché il diritto alla salute è quello che dobbiamo percorrere. Ed è per questo che, rispettando certamente le competenze regionali, il Governo, oltre a stanziare le risorse, ha un dovere. Lo ha detto lei. È un modo diverso di fare politica, appartiene alla nostra cultura politica, di Noi moderati e del centrodestra: monitoraggio, vediamo la realtà com’è; competenze, valorizziamo le professionalità. Noi abbiamo fatto le battaglie per gli infermieri, per i medici specializzandi, per i medici di base, sul tema delle risorse e degli strumenti. Ma poi se non si interviene, se non si riducono è corretto che si possano mettere in atto con coraggio e nel dialogo con le regioni, ma con coraggio. Ed è questo che le chiediamo: poteri sostitutivi. Perché il diritto alla salute è più importante di tutto il resto.