Lombardia. È scontro tra Bertolaso e Lega sulla Manovra. L’assessore: “I 4 miliardi per le pensioni a 64 anni siano destinati alla sanità”. Monti: “Non si possono depredare i pensionati”

Lombardia. È scontro tra Bertolaso e Lega sulla Manovra. L’assessore: “I 4 miliardi per le pensioni a 64 anni siano destinati alla sanità”. Monti: “Non si possono depredare i pensionati”

Lombardia. È scontro tra Bertolaso e Lega sulla Manovra. L’assessore: “I 4 miliardi per le pensioni a 64 anni siano destinati alla sanità”. Monti: “Non si possono depredare i pensionati”

Botta e risposta in Lombardia tra l’assessore al Welfare Guido Bertolaso, che propone di destinare alla sanità i 4 miliardi richiesti dalla Lega per le pensioni anticipate a 64 anni, ed Emanuele Monti, presidente della Commissione Welfare regionale e responsabile Sanità del Carroccio. “Non accettiamo che per finanziare un diritto si debba sottrarre a un altro”. E rilancia: recuperare risorse rivedendo le misure assistenzialistiche e contrastando gli abusi.

Si accende lo scontro politico sulle risorse da destinare alla sanità nella prossima legge di Bilancio. E questa volta il confronto è tutto interno alla maggioranza che governa la Lombardia. A innescare la polemica sono state le parole dell’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso, che ha proposto di utilizzare per il Servizio sanitario nazionale i 4 miliardi di euro richiesti dalla Lega per intervenire sulle pensioni anticipate a 64 anni. Una proposta che ha provocato la netta reazione di Emanuele Monti, presidente della Commissione Welfare del Consiglio regionale lombardo e capo del dipartimento Sanità della Lega.

“Siamo d’accordo sulla necessità di destinare maggiori risorse alla sanità, ma prendiamo nettamente le distanze da Bertolaso: non accettiamo che per finanziare un diritto si debba sottrarre a un altro. Non si possono depredare i pensionati per finanziare la sanità: le risorse vanno recuperate anche rivedendo misure assistenzialistiche poco selettive, contrastando gli abusi e gli interventi che finiscono per favorire chi non ha effettivamente titolo, compresi gli immigrati”, dichiara Monti.

La proposta di Bertolaso. A far discutere era stato l’intervento dell’assessore al Welfare della Lombardia che, a margine di un evento a Palazzo Lombardia, aveva suggerito di dirottare sulla sanità le risorse richieste per le pensioni anticipate. “Quei quattro miliardi, se fossero destinati alla sanità, credo che sarebbero un gesto apprezzato da tutti i cittadini”, aveva affermato.

L’assessore aveva inoltre espresso la propria posizione sull’opportunità di anticipare il pensionamento a 64 anni, richiamando l’allungamento dell’aspettativa di vita e la possibilità di proseguire l’attività lavorativa anche oltre questa età. “Credo che oggi a 64 anni non ci voglia più andare nessuno in pensione. Si è allungata la vita, si può lavorare e io sono uno degli esempi. Ho superato i 64 anni ma continuo a dare il mio piccolo contributo per migliorare questo Paese”, ha concluso.

La replica della Lega. Per Monti, però, il rafforzamento del finanziamento sanitario non può avvenire sacrificando gli interventi previdenziali. Il responsabile Sanità del Carroccio rivendica inoltre i risultati ottenuti dal Governo sul fronte delle risorse per il Servizio sanitario nazionale.

“Grazie alla Lega al Governo, all’impegno del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e del segretario Matteo Salvini, è stato raggiunto un finanziamento record per la sanità, con oltre 20 miliardi in più rispetto al 2022. E Salvini continuerà a lavorare per ottenere ulteriori risorse durante l’iter della manovra. Allo stesso tempo, garantire una pensione dignitosa a chi ha lavorato una vita deve rimanere una priorità”.

Il nodo delle risorse nella manovra. Il botta e risposta mette così in evidenza due differenti posizioni sulle priorità di spesa pubblica. Da una parte Bertolaso, che invita a concentrare maggiori risorse sulla sanità, anche rivedendo gli stanziamenti ipotizzati per il pensionamento anticipato. Dall’altra la Lega, che considera necessario incrementare il finanziamento del Ssn senza penalizzare le pensioni e individua nella revisione delle misure assistenziali e nel contrasto agli abusi una possibile strada per recuperare fondi.

Una divergenza che arriva mentre è in corso l’esame della manovra e resta aperto il confronto sull’adeguatezza delle risorse destinate al Servizio sanitario nazionale. E che, almeno per il momento, vede contrapporsi due protagonisti della politica sanitaria lombarda proprio sulla scelta di dove reperire i finanziamenti aggiuntivi.

05 Novembre 2026

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