Lorenzin alle Camere: “E’ finito il tempo del ‘tutto a tutti’ in sanità. Serve riforma Ssn”

Lorenzin alle Camere: “E’ finito il tempo del ‘tutto a tutti’ in sanità. Serve riforma Ssn”

Lorenzin alle Camere: “E’ finito il tempo del ‘tutto a tutti’ in sanità. Serve riforma Ssn”
Lo ha detto oggi il ministro della Salute nelle audizioni alle Commissioni sanità di Camera e Senato. “Siamo passati da un’universalità forte e incondizionata a un’universalità mitigata per garantire le prestazioni necessarie e appropriate solo a chi ne abbia effettivamente bisogno”. “Una riforma del sistema è non più procrastinabile”. Il testo integrale.

“Il nostro Ssn resta uno dei migliori al mondo”. Parola del neo ministro alla Salute Beatrice Lorenzin, che lo ha voluto ribadire in apertura del suo intervento programmatico davanti alle Commissioni sanità della Camera e del Senato.  Ma i tempi cambiano e oggi il Ssn, sottolinea il ministro,  “si confronta con altre grandi sfide assistenziali, quali i problemi di assistenza socio sanitaria connessi alla non autosufficienza, l’elevata presenza di anziani e grandi anziani, le disponibilità di terapie/diagnosi ad alto costo”.
 
“L’impegno comune – ha aggiunto – deve essere quello di riformare il sistema, affinché sia in grado di mantenere i risultati che ci vengono riconosciuti”. E in questo quadro “non vi è dubbio che il principio di universalità, inteso come il diritto a un accesso generalizzato ai servizi sanitari da parte di tutti i cittadini, senza distinzione, ha subito nel tempo dei correttivi”.
Per Lorenzin “si è di fatto passati da un concetto di universalità “forte” e incondizionata, rispondente al modello del “tutto a tutti”, a un concetto di universalità “mitigata”, finalizzata a garantire prestazioni necessarie e appropriate a chi ne abbia effettivamente bisogno”.
 
“La riforma del Titolo V della Costituzione, i cambiamenti sociali e demografici, l’evoluzione scientifica e tecnologica della scienza medica, l’invecchiamento della popolazione (con aumento delle patologie croniche), l’evidente necessità di un contenimento della spesa sanitaria rendono – ha sottolineato ancora il ministro –  non più procrastinabile ripensare al modello organizzativo e strutturale del sistema sanitario nazionale”.
 
Detto questo il ministro ha illustrato le sue priorità, a partire da una nuova politica della prevenzione “nella convinzione che un investimento in interventi di prevenzione, purché basati sull’evidenza scientifica, costituisca una scelta vincente, capace di contribuire a garantire, nel medio e lungo periodo, la sostenibilità del Sistema sanitario nazionale”.
 
Per passare poi alla riaffermazione della necessità di portare a regime la riorganizzazione della rete assistenziale del territorio sul solco delle linee già tracciate, anche se il ministro ha voluto porre particolare enfasi alla necessità di attuare la costituzione della rete delle farmacie dei servizi, che per Lorenzin può “garantire, con ridotti oneri per il SSN,  prima assistenza e un’efficace missione di orientamento del cittadino verso gli altri presidi sanitari”. “Tale nuovo ruolo delle farmacie – ha detto – potrà comportare effetti virtuosi per la finanza pubblica, limitando l’accesso alle strutture ospedaliere e ai pronto soccorso in relazione alle effettive necessità dell’assistenza sanitaria, anche preventiva, con esclusione dei casi di domanda di servizi suscettibile di adeguata soddisfazione da parte delle farmacie”.
 
Poi nuovo impegno per il varo dei Lea che sono però ancora fermi al Ministero dell’Economia, e per il nuovo Patto per la Salute con le Regioni. Un obiettivo – ha detto il ministro- che riveste significativa rilevanza, visto che lo stesso presenta finalità sia di carattere programmatico che di definizione di convergenze tra Stato e Regioni nel governo del sistema sanitario nazionale”. Per questo Lorenzin ha annunciato la costituzione in tempi brevi “di un tavolo di concertazione con i rappresentanti delle Regioni per addivenire rapidamente a soluzioni condivise, necessarie per il perfezionamento del nuovo Patto”.
“Ritengo infatti – ha sottolineato – che la stipula del nuovo Patto possa rappresentare il vero punto di partenza per mettere insieme le esigenze dei cittadini e quelle imposte dal mutato quadro delle esigenze avvertite dal livello governativo, centrale e regionale”.
 
Entrando nel merito della spesa e delle risorse, Lorenzin ha assicurato che dopo i pesanti tagli delle precedenti manovre “ulteriori riduzioni di risorse non appaiono compatibili con la sostenibilità del sistema sanitario, già messo a dura prova dai recenti provvedimenti legislativi”. “Anche le Regioni “virtuose” – ha detto – potrebbero avere serie problemi se non si corregge l’impostazione del recupero di risorse, senza entrare nei livelli di complessità che caratterizzano il settore”.
In questo senso, secondo Lorenzin, “occorre abbandonare la logica dei tagli lineari auspicando un ripensamento della spending review sulla base dei costi e dei fabbisogni standard”. E a tal fine “è’ necessario individuare, assieme alle Regioni, una mappatura ulteriore degli sprechi, specialmente in alcuni contesti del nostro Paese, dove ai costi elevatissimi delle prestazioni sanitarie non corrispondono solitamente adeguati livelli di qualità dei servizi resi ai cittadini”. “Così come è necessario – ha detto ancora il ministro – rendere possibile che le regioni in piano di rientro possano documentare oltre che un miglioramento dei conti, anche una concreta riqualificazione dei servizi a favore dei cittadini”.
 
Sui nuovi ticket Lorenzin ha ribadito che dopo la sentenza della Corte Costituzionale che ha bocciato le modalità per il loro inserimento previste della manovra del 2011, “il Governo con il recente Documento di Economia e Finanza (DEF 2013), approvato dal Parlamento, ha preso atto dell’avvenuta cancellazione della norma sui ticket dall’ordinamento, e nel contempo ha conformemente corretto (al rialzo) le previsioni di spesa sanitaria dal 1° gennaio 2014. Analogo adeguamento verrà operato con la prossima legge di bilancio 2014”.
 
Attenzione infine anche a tre questioni dirimenti per il personale del Ssn: la responsabilità professionale, la libera professione e il precariato.
Sulla prima questione Lorenzin ha riconosciuto che il decreto Balduzzi, pur introducendo importanti novità, non ha risolto completamente il problema anche se la sua piena attuazione “con l’approvazione del regolamento sulla copertura assicurativa, significa dare risposte concrete e preparare la strada per possibili futuri ulteriori interventi”.
 
Per quanto riguarda l’attività libero professionale intramuraria, Lorenzin ha invece comunicato ai parlamentari che “le Regioni nel mese di febbraio 2013 hanno sollevato la necessità di attuare gradualmente, nell’arco di sei mesi, il progetto sperimentale di messa in rete delle strutture presso le quali si svolge l’attività libero-professionale”. “Per tale esigenza – ha spiegato – ho avviato l’azione di monitoraggio, convocando già per la prossima settimana l’Osservatorio per monitorare lo stato di attuazione della norma”.
 
Sul precariato, poi, Lorenzin ha sottolineato che si tratta di una problematica da affrontare su più piani: da quello del blocco del turn over a quella della formazione specialistica e in medicina generale. Tutte tematiche che saranno oggetto di particolare attenzione del ministro insieme agli altri dicasteri competenti (lavoro, economia, funzione pubblica e istruzione).
 
Un accenno infine alla questione delle nomine degli apicali. Lorenzin ha infatti annunciato che avvierà una “riflessione sulle vigenti modalità di attribuzione degli incarichi ai dirigenti di secondo livello del SSN”.
“Ritengo infatti – ha detto il ministro – che i tempi siano maturi per individuare soluzioni condivise sull’impronta della trasparenza e imparzialità, affinché l’esito della procedura di attribuzione di tali incarichi garantisca una scelta oggettiva, che intervenga a conclusione di una pubblica selezione, con valutazione comparativa dei requisiti professionali dei partecipanti, escludendo ogni profilo di discrezionalità all’atto finale dell’attribuzione dell’incarico”.

04 Giugno 2013

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