Ludopatia. De Biasi (Pd): “Grave ministero non conosca uso 50 mln”. Ma per Lorenzin: “Su utilizzo fondo monitorerà l’Osservatorio”

Ludopatia. De Biasi (Pd): “Grave ministero non conosca uso 50 mln”. Ma per Lorenzin: “Su utilizzo fondo monitorerà l’Osservatorio”

Ludopatia. De Biasi (Pd): “Grave ministero non conosca uso 50 mln”. Ma per Lorenzin: “Su utilizzo fondo monitorerà l’Osservatorio”
Botta e risposta tra la presidente della commissione Sanità del Senato e il Ministero della Salute. Per De Biasi: "Lo stanziamento per curare le patologie da gioco d’azzardo 'è mirato' e quindi se le Regioni li hanno usati per altri scopi 'sono soldi buttati' e questo sarebbe molto grave”. Immediata la replica del Ministero: "La pertinenza dell’utilizzo delle predette risorse finanziarie sarà monitorata dall'Osservatorio istituito presso il Ministero della Salute".

"Lo stanziamento di 50 milioni per curare le patologie da gioco d’azzardo 'è mirato' e quindi se le Regioni li hanno usati per altri scopi 'sono soldi buttati' e questo sarebbe molto grave”. Lo ha affermato al Velino la presidente della commissione Sanità del Senato Emilia De Biasi (Pd), commentando la risposta fornita dal ministero della Salute ad una recente interrogazione presentata in commissione Affari Sociali da Elena Carnaveli (Pd), nella quale si chiedeva di conoscere l’esatto impiego delle risorse stanziate dalla legge di stabilità per il 2015.
 
"È vero che quei soldi confluiscono su un fondo indistinto, come ha osservato il ministero, ma l’utilizzo è vincolato e questo comporta che ci sia programmazione e monitoraggio della spesa: diversamente sono soldi buttati via”, argomenta la senatrice dem, che si dice intenzionata a farsi “interprete di atti parlamentari per chiedere al ministero e alla conferenza Stato-Regioni il programma dettagliato di cosa è stato fatto, cosa no e perché".
 
“Come al solito, quando si parla del comparto socio-sanitario e di servizi territoriali il grande rischio è che i soldi vengano spesi in altro modo ma abbiamo un patto morale con gli italiani su questo punto, altrimenti è inutile fare le leggi. Ne parlerò col ministero Lorenzin – assicura la De Biasi – perché il governo ha preso un impegno preciso sulle patologie da gioco d’azzardo e bisogna che ognuno faccia la sua parte: non si può dire che le dipendenze sono una parte importante dei lea (livelli essenziali di assistenza, ndr) e poi non avere soldi per affrontarle”.
 
Immedita la replica del Ministero della Salute, che in una nota spiega: "L’art. 1, comma 133, della legge di stabilità per il 2015 ha stanziato 50 mln di euro destinandoli alla prevenzione, cura e riabilitazione delle patologie connesse alla dipendenza da gioco d’azzardo; al proposito, si precisa che tali risorse – il cui riparto avviene sulla base di criteri fissati dalla legge – pur facendo parte della quota indistinta del fabbisogno sanitario standard regionale, sono vincolate, per espressa volontà del legislatore, al perseguimento delle finalità di salute più sopra segnalate".
 
"Per quanto concerne, poi, la pertinenza dell’utilizzo delle predette risorse finanziarie – prosegue la nota – da parte delle Regioni, sarà cura del competente Osservatorio, istituito presso il Ministero della Salute, garantire, al proposito, una costante attività di monitoraggio e verifica".

"Con riferimento, invece, al riparto dei 50 mln di euro del Fondo per il gioco d’azzardo patologico (GAP), istituito con legge di stabilità 2016 e destinato specificamente alle Regioni e Province Autonome per garantire le prestazioni di prevenzione, cura e riabilitazione, rivolte alle persone affette da disturbo da gioco d'azzardo, si segnala che è prossimo alla definizione l’iter di adozione del decreto, elaborato in accordo con l’Osservatorio più sopra menzionato, finalizzato al contrasto della diffusione del gioco d'azzardo e del fenomeno della dipendenza grave", conclude il Ministero.

11 Luglio 2016

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