Ludopatia. Palagiano: “Dal Governo un comportamento schizofrenico”

Ludopatia. Palagiano: “Dal Governo un comportamento schizofrenico”

Ludopatia. Palagiano: “Dal Governo un comportamento schizofrenico”
Nel decreto Balduzzi si prevede di inserire la ludopatia tra i Lea, ma poi non si concretizzano le misure tanto sbandierate per arginare il fenomeno. Addiruttura si stabilisce che per la ricollocazione della sale da gioco si debba tenere conto degli interessi del gettito erariale! Insomma, non toccate il gruzzoletto...

Sulla ludopatia il Governo promette riforme ma vende fumo. Inserire questo gravissimo fenomeno sociale tra le patologie contemplate nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) e poi non prevedere alcuna misura concreta per arginarlo appare emblematico di un atteggiamento schizofrenico. Nel decreto Balduzzi, infatti, si prevede di classificare la ludopatia tra le patologie sociali che necessitano di prevenzione e assistenza (articolo 5), e di questo non possiamo che essere soddisfatti, visto che le cifre in merito sono a dir poco allarmanti: 1200 gli euro procapite spesi ogni anno per il gioco in Italia, 2 milioni gli italiani a rischio dipendenza, 800 mila i patologici (quasi il doppio dei tossicodipendenti).

Tuttavia scorrendo gli articoli del ddl al vaglio della Commissione Affari sociali della Camera vediamo che non è tutto oro quel che luccica. L’articolo 7, infatti incentiva, di fatto, il gioco d’azzardo nel nostro Paese, non concretizzando nessuno dei provvedimenti sbandierati in queste ultime settimane. Si era parlato di prevedere una distanza minima tra sale gioco/slot machine e i cosiddetti luoghi “sensibili” (ospedali, scuole, luoghi di culto…), ma di tale brillante idea non vi è più traccia.

Si è pensato di introdurre un divieto di pubblicità, ma il decreto prevede un divieto assoluto solo per le inserzioni all’interno di trasmissioni o rappresentazioni cine-teatrali rivolte prevalentemente ai giovani. Non è facile però determinare la connotazione della trasmissione o della rappresentazione rivolta “prevalentemente” ai giovani, visto che il target è difficilmente circoscrivibile. Ma, oltretutto, se i giovani sono a rischio, gli adulti non lo sono di meno e non si capisce perché non debbano venir tutelati se, come ci dicono, la ludopatia è una malattia e spesso la pubblicità viene veicolata da messaggi ingannevoli. Oltretutto come ci si comporterà nei confronti dei canali tematici (ovvero che trasmettono h24 solo questo) dedicati ad esempio al poker texano?

Non solo. Il Governo prevede addirittura che la ricollocazione della sale da gioco debba avvenire tenendo conto degli interessi connessi al consolidamento del relativo gettito erariale! Insomma fate come volete, ma non toccate il gruzzoletto. Questa sembra davvero una follia per uno Stato che, apparentemente, si sta muovendo per combattere le patologie legate al gioco d’azzardo continuando, però, a consentire l’apertura delle sale gioco solo perché gli consentono di fare cassa in modo facile e veloce, aiutando quella che possiamo ormai definire una vera e propria lobby.

Una lobby che ha ottenuto addirittura, in un periodo di tagli di spesa e aumento di Iva, una notevole detassazione da parte del Governo. Come emerso dall’indagine conoscitiva sul gioco d'azzardo approvata dalla Commissione Affari sociali della Camera, dal 2004 al 2011 la spesa totale dei giocatori è cresciuta enormemente, passando dai 24,8 miliardi del 2004 ai 79,8 miliardi del 2011. Non altrettanto si può dire delle entrate statali derivanti dal gioco d’azzardo, che sono passate dai 7,3 miliardi del 2004 agli 8,8 miliardi del 2011. Ovvero, in termini percentuali, sono crollate dal 29,4% fino all'11%.

In pratica, tanto per non cambiare musica, gli unici a pagare – sia in termini economici che sanitari – saranno i cittadini, quelli più poveri… che continueranno a giocare e a pagare, prima per soddisfare la propria “malattia da gioco” poi per – eventualmente – curarsi. Per questo abbiamo presentato un pacchetto di emendamenti al decreto Balduzzi volti proprio ad estirpare il fenomeno della ludopatia attraverso la prevenzione, ripristinando le distanze minime tra sale da gioco e luoghi sensibili e abolendo qualsiasi tipo di pubblicità inviti al gioco. E invitiamo ad approvare, al più presto, il decreto interdirigenziale, previsto nell’ambito della legge di stabilità 2011, relativo alla definizione di “linee d’azione per la prevenzione, il contrasto ed il recupero dei fenomeni di ludopatia conseguente al gioco compulsivo”. Tale decreto, approvato dalla Conferenza Stato-Regioni, è bloccato da un anno perché privo della norma finanziaria, necessaria alla attivazione delle azioni individuate per gli interventi sociali e sanitari che si inquadrano nell’ambito del G.A.P (Gioco d’azzardo patologico).

Un’ultima considerazione, per ritornare a dove siamo partiti, ovvero ai Lea: abbiamo già detto di esser soddisfatti per l’inserimento della ludopatia nei Livelli Essenziali di Assistenza. Tuttavia ci auguriamo che, oltre ad essere annunciati, questa volta i Lea vengano effettivamente garantiti nel nostro Paese…che dal 2001 attende il loro aggiornamento e la loro piena applicazione su tutto il territorio nazionale. E questo, purtroppo, non è affatto un gioco!
 
Antonio Palagiano
responsabile sanità dell'Italia dei Valori

Antonio Palagiano

03 Ottobre 2012

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