Malattie rare. La Camera approva all’unanimità una nuova mozione unitaria

Malattie rare. La Camera approva all’unanimità una nuova mozione unitaria

Malattie rare. La Camera approva all’unanimità una nuova mozione unitaria
Dopo aver ritirato le otto mozioni presentate nella giornata di ieri in favore di una mozione unitaria, la Camera ha approvato con 358 voti favorevoli un nuovo testo che impegna il Governo ad istituire il Comitato nazionale delle malattie rare, promuovere la defiscalizzazione delle spese per la ricerca e garantire un accesso universale allo screening neonatale. IL TESTO DELLA MOZIONE

Oggi pomeriggio a Montecitorio, dopo aver deliberato l'inversione dell'ordine del giorno, la Camera ha approvato, in tema di malattie rare, una mozione unitaria a firma Binetti (PI), Lenzi (PD), Silvia Giordano (M5S), Palese (FI), Nicchi (SEL), Dorina Bianchi (NCD), Balduzzi (SC), Rondini (LN) e Argentin (PD). Nella giornata di ieri ricordiamo che era iniziata in Aula la discussione di altre 8 mozioni che sono state oggi ritirate.
La mozione approvata, la n. 1-00382, è stata votata all'unanimità con 358 pareri favorevoli. Il testo impegna il governo innanzitutto a verificare in che modo e fino a che punto ci si prende cura dei bisogni delle persone affette da malattie rare, tenendo conto che sono spesso lasciate sole anche dal Servizio sanitario nazionale. Viene poi richiesto di coordinare a livello nazionale e promuovere a livello regionale, i registri delle patologie di rilevante interesse sanitario, in modo da fare chiarezza sul numero reale di pazienti che ne sono affetti, consentendo l'utilizzo mirato delle risorse pubbliche.
Viene poi chiesto di dare una definizione tempestiva delle malattie rare da includere nell'elenco delle patologie e provvedere all'aggiornamento di norma biennale tenendo conto delle nuove conoscenze tecniche ed epidemiologiche.

La mozione impegna poi l'Esecutivo ad istituire il Comitato nazionale delle malattie rare, presso il Ministero della salute e a valutare l'opportunità di promuovere la defiscalizzazione delle spese sostenute in Italia per la ricerca clinica e pre-clinica relativa ai farmaci orfani e alle malattie rare, con particolare attenzione ai progetti rivolti al territorio delle regioni con disavanzo e sottoposte a piani di rientro.
In tema di farmaci si chiede di valutare la possibilità di introdurre misure a favore dei farmaci orfani, sul modello vigente negli USA: l'esenzione dei diritti da versare per l'immissione in commercio; una procedura di registrazione accelerata; un credito di imposta pari al 50% delle spese sostenute per la sperimentazione clinica; un periodo di esclusività di mercato di sette anni.

Si richiede inoltre l'impegno ad assumere iniziative dirette ad aggiornare l'allegatol'elenco delle malattie rare esentate dalla partecipazione al costo, con cadenza biennale e non più triennale, prevedendo l'inserimento nello stesso di altre malattie rare finora escluse. Viene ribadita la necessità di un accesso universale allo screening neonatale che sarebbe in grado di individuare precocemente nei neonati decine di malattie metaboliche ereditarie, evitando così gravissimi stati di invalidità.
Sempre in tema di farmaci si richiede di favorire l'utilizzo off-label di cui è nota l'efficacia, supportata da evidenze scientifiche. 
 
Infine, il centro nazionale per le malattie rare presso l'Iss dovrebbe poi essere valorizzato chiamandolo a svolgere, tra le altre, le seguenti attività: coordinamento delle attività degli enti che svolgono attività di ricerca, promuovendo l'attività di aggiornamento dei dati presso medici e operatori sanitari; aggiornamento del registro delle malattie rare; coordinamento con l'attività dell'Aifa in materia di farmaci orfani; promozione delle attività di formazione per medici o operatori sanitari in materia di prevenzione, diagnosi e assistenza socio sanitari anche di tipo domiciliare; definizione di parametri e criteri per l'elaborazione di linee guida e protocolli più avanzati sulle malattie rare; elaborazione di linee di indirizzo e proposte da attuare nei settori della diagnosi e dell'assistenza, ricerca, tutela e promozione sociale, formazione.


 


Giovanni Rodriquez

Giovanni Rodriquez

18 Marzo 2014

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