Manovra. Balzanelli (Sis 118): “Medici convenzionati esclusi dalle premialità Covid”

Manovra. Balzanelli (Sis 118): “Medici convenzionati esclusi dalle premialità Covid”

Manovra. Balzanelli (Sis 118): “Medici convenzionati esclusi dalle premialità Covid”
In una lettera inviata al ministro della Salute, Speranza, il presidente del Sis 118 chiede un intervento drastico affinché nei prossimi atti legislativi del Governo, vengano previste premialità per i medici convenzionati del 118 e per quanti quotidianamente operano sul campo, h 24, contro la Covid 19, e non solo per i medici dipendenti: “Così si creano ‘figli e figliastri”

“Un intervento drastico e risolutore, affinché le premialità per l’impegno profuso in trincea, nella prima linea, nel contrasto istituzionale alla COVID-19 vengano previste, nei prossimi atti legislativi del Governo, per i medici convenzionati del 118 per tutti gli altri operatori del Sistema 118, quali gli infermieri e gli autisti-soccorritori, e non solo per i medici dipendenti”
 
È quanto chiede Mario Balzanelli, Presidente Nazionale Società Italia Sistema 118, in una lettera inviata al ministro della Salute, Roberto Speranza.
 
“Sia a livello centrale, con i vari pronunciamenti legislativi del Governo, sia a livello dei vari territori regionali, i medici convenzionati del Sistema 118 continuano ad essere sistematicamente esclusi dalle premialità correlate alla maxiemergenza pandemica nazionale da Covid-19 – scrive Balzanelli – tale situazione, francamente anomala, sostanzialmente non riconosce al medico convenzionato del 118 alcun ruolo attivo nella gestione dell’emergenza Covid, come se lo stesso fosse ‘un fantasma’, e di conseguenza nega a tutti i colleghi che quotidianamente operano sul campo, h 24, onorando la divisa del 118, un riconoscimento economico che, d’altro canto, viene invece pienamente riconosciuto e corrisposto ai colleghi medici dipendenti, tra cui i colleghi medici ospedalieri”.
 
Il medico del 118, sottolinea il Presidente Sis 118 “è, in forma e sostanza il medico di emergenza territoriale sancito dalla legislazione nazionale (Dpr del 27/3/1992; GU n° 114 serie generale del 17/5/1996, Capo V del contratto nazionale della Medicina Generale). Durante la pandemia è il medico che per primo ha, in contesto operativo tempo dipendente, obbligo tassativo di visitare da vicino il paziente acuto e critico, il medico che per primo lo deve stabilizzare e curare e quindi, laddove necessario, trasportare in ospedale. Non è stato affatto esonerato, dalle vigenti normative, dal visitare ‘de visu’ i pazienti, anzi, al contrario, in questi lunghissimi e drammatici nove mesi, ha visto raddoppiare, se non triplicare, i propri carichi di lavoro. Non è stato esentato – prosegue Balzanelli nella lettera – dal valutare clinicamente, tutti i giorni, a qualunque ora del giorno e della notte, i pazienti con febbre, tosse insistente, difficoltà respiratoria acuta, dal dovere di ufficio di stabilizzarli in contesto tempo dipendente, dalla necessità inevitabile di stare con loro a stretto, a strettissimo contatto, negli spazi ristretti del vano sanitario di una ambulanza, anche ore ed ore, in attesa, così spesso estenuante, della presa in carico del paziente da parte delle unità operative competenti ospedaliere”.
 
Questo per Balzanelli “significa, senza mezzi termini, assunzione di rischio, esposizione obiettiva a rischio, un rischio pesantissimo, reale, tangibile, perché rischio assai concreto di contagio, rischio incombente quotidiano di contrarre una polmonite bilaterale ad eventuale decorso fulminante, rischio di sepsi, rischio di disfunzione multiorgano, rischio molto reale di morte, come a molti di noi del 118 è drammaticamente successo e sta succedendo, con frequenza quasi quotidiana. Non riconoscere questo rischio, escludere il medico del 118 da una specifica premialità correlata a questo più che evidente rischio biologico ed infettivologico, significa commettere, ad essere eufemisti, proprio perché sul piano istituzionale più alto, dimenticanza grave ed irricevibile, che viola, assurdamente, qualunque idea di deontologia, significa discriminare pesantemente i colleghi convenzionati rispetto agli altri colleghi medici dipendenti, creando ‘figli e figliastri’, in un contesto che sconcerta tutti noi e che ritengo, quale Presidente nazionale della SIS 118, assolutamente inaccettabile.
 
Chiedo, pertanto – conclude – un intervento drastico e risolutore, perché le premialità per l’impegno profuso in trincea, nella prima linea, nel contrasto istituzionale alla COVID-19 vengano previste, ai prossimi atti legislativi del Governo, per i medici convenzionati del 118, e non solo per i medici dipendenti, così come, rischiando tutti nello stesso modo la vita, e tutti nello stesso modo ammalandoci e morendo, come già successo, anche per tutti gli altri operatori del Sistema 118, quali gli infermieri e gli autisti-soccorritori”.

23 Dicembre 2020

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