Manovra. Bonaccini: “Sanità pubblica valore irrinunciabile.  Povero sia curato come il ricco”

Manovra. Bonaccini: “Sanità pubblica valore irrinunciabile.  Povero sia curato come il ricco”

Manovra. Bonaccini: “Sanità pubblica valore irrinunciabile.  Povero sia curato come il ricco”
Il governatore: “Deve essere universale, forte, territoriale e a guida pubblica. Per far fronte a pandemia e caro bollette. Senza dimenticare l’inflazione. Non vogliamo nemmeno prendere in considerazione di ridurre i servizi. Bisogna invece investire nella medicina di territorio, in nuove tecnologie, nella valorizzazione dei professionisti”. Con la guerra in Ucraina “incremento dei costi energetici di 250 milioni nel 2022”.

La sanità pubblica è “una priorità e un valore irrinunciabile”. È quanto scrive, sulla sua pagina Facebook, il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini per il quale la sanità “deve essere universale, forte, territoriale e a guida pubblica”.

Perché “un povero venga curato come un ricco”. E per questo, argomenta, “confido nel senso di responsabilità del Governo e delle Regioni stesse”, e “insieme ci stiamo confrontando sui fondi necessari alla copertura delle spese che, sostenute per far fronte alla pandemia e al caro bollette, che rischiano di mettere in ginocchio proprio chi ha più sanità pubblica. Un paradosso: chi offre più servizi, paga di più e vede ricevere meno dal Governo”.


Tutto ciò, prosegue il presidente dell’Emilia Romagna su Facebook, “senza dimenticare l’inflazione: il costo di ogni prodotto sta aumentando di oltre il 10% rispetto all’anno scorso e prevedere le medesime risorse, significa averne meno a disposizione. È semplice matematica”.

A giudizio di Bonaccini, “una mancata risposta o risorse insufficienti vorrebbero dire ridurre i servizi, cosa che non vogliamo nemmeno prendere in considerazione. Bisogna invece investire nella medicina di territorio, in nuove tecnologie, nel rafforzamento degli organici e nella valorizzazione del personale e dei professionisti” che ogni giorno “lavorano nel sistema sanitario nazionale. Soprattutto di chi lavora in prima linea, come la medicina d’urgenza”.

“Dobbiamo trovare strumenti nuovi per avere più medici e specializzandi, a partire dall’abolizione del numero chiuso per l’ingresso nelle facoltà di Medicina, adeguando spazi e risorse formative. È la sanità che vogliamo. Una priorità che condividiamo con sindaci, comunità locali e Sindacati”.

Lorenzo Proia

Lorenzo Proia

29 Novembre 2022

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