Manovra. Cimo: “Su contratto dal Governo solo elemosina”

Manovra. Cimo: “Su contratto dal Governo solo elemosina”

Manovra. Cimo: “Su contratto dal Governo solo elemosina”
Il sindacato critica le misure contenute nella Legge di Bilancio. Quici: “Quello che vediamo arrivare purtroppo oggi dallo Stato rischia di essere un obolo insignificante e si deve chiarire come verrà integrato. Non saremo disponibili ad essere strumentalizzati dai rimpalli di responsabilità e numeri tra Ministero, Regioni e altri organismi istituzionali”.

“La misura contenuta nel disegno di legge di Bilancio 2019 varato ieri dal Consiglio dei Ministri, che assegnerebbe 284 milioni per chiudere il contratto 2018 di tutto il comparto sanità, rischia di essere totalmente marginale, quasi un’elemosina, se le Regioni non la integreranno subito con i fondi che avrebbero dovuto accantonare ma che da mesi si rifiutano di far conoscere, mettendo in serio dubbio l’esistenza dei fondi stessi”. È quanto scrive in una nota la Cimo.
 
CIMO osserva infatti che, “se verrà confermato il valore di quanto il Governo ha messo a disposizione per il rinnovo del contratto di tutti i dipendenti della sanità che sono circa 650.000, l’incremento contrattuale per il 2018 sarebbe, con una media sommaria, di circa 33 euro lordi al mese a testa: circa un caffè al giorno. Per i 120.000 medici dirigenti che attendono da 10 anni il rinnovo del contratto sarebbe il danno oltre la beffa. Si vuole sperare che invece tali fondi vadano a integrare quanto le Regioni avrebbero dovuto accantonare nei loro bilanci per la contrattazione, numeri che da mesi tutte le parti interessate sono ancora in attesa di conoscere nonostante le numerose richieste di chiarimenti”.
 
“Quello che vediamo arrivare purtroppo oggi dallo Stato rischia di essere un obolo insignificante e si deve chiarire come verrà integrato”, commenta il Presidente Nazionale CIMO Guido Quici. “Ma attenzione, non saremo disponibili ad essere strumentalizzati dai rimpalli di responsabilità e numeri tra Ministero, Regioni e altri organismi istituzionali. Chiediamo semplicemente il rispetto delle regole e delle leggi che devono valere per tutti. Ad oggi, quanto stabilito dalle precedenti leggi sembra non essere stato rispettato e sugli accantonamenti delle Regioni abbiamo grossi dubbi. Che vengano da un decreto, dalla legge Finanziaria, dal FSN o dalle Regioni, quanto dovuto va riconosciuto alla dirigenza medica e subito, con la chiusura di un contratto adeguato”.
 
“Rispetto alle dichiarazioni del Viceministro dell’Economia Garavaglia che, accanto ai 284 mln per il 2018, indica in 1 miliardo le risorse destinate dalla manovra al rinnovo contrattuale del 2019 – aggiunge Quici – attendiamo un atto concreto che vincoli l’effettiva destinazione di tale somma”.
 
Entro oggi CIMO informa che “invierà alle Regioni formale diffida per ottenere nel termine di 30 giorni chiarezza sull’entità degli accantonamenti a copertura degli oneri derivanti dal rinnovo dei contratti collettivi nazionali dell’area dirigenziale per il periodo 2016-2018, riservandosi di procedere a eventuali denunce alle diverse Procure Regionali della Corte dei Conti”.

16 Ottobre 2018

© Riproduzione riservata

Aggiornamento Lea. “Invarianza finanziaria tutta da dimostrare”. Il dossier del Servizio Bilancio
Aggiornamento Lea. “Invarianza finanziaria tutta da dimostrare”. Il dossier del Servizio Bilancio

È passato quasi un decennio dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 12 gennaio 2017 che ha ridisegnato i Livelli essenziali di assistenza, il perimetro delle cure che...

Liste d’attesa. Schillaci: “Dove la legge funziona i tempi si riducono. Ma resta il divario tra le Regioni”
Liste d’attesa. Schillaci: “Dove la legge funziona i tempi si riducono. Ma resta il divario tra le Regioni”

Un anno dopo l'entrata in vigore della legge per il contrasto alle lunghe attese, i primi risultati arrivano ma restano disomogenei sul territorio. Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, ospite...

Decreto Pnrr. Stabilizzazioni per i precari, telemedicina obbligatoria per pazienti oncologici e assunzioni più facili per Oss dall’estero. Gli emendamenti dei relatori
Decreto Pnrr. Stabilizzazioni per i precari, telemedicina obbligatoria per pazienti oncologici e assunzioni più facili per Oss dall’estero. Gli emendamenti dei relatori

Depositati in Commissione Bilancio alla Camera gli emendamenti di relatori e governo al decreto Pnrr. Per la sanità, le proposte di modifica intervengono su tre fronti: il reclutamento del personale...

Arrivano le nuove tariffe per la riabilitazione ospedaliera e lungodegenza: 350 milioni in più dal 2026
Arrivano le nuove tariffe per la riabilitazione ospedaliera e lungodegenza: 350 milioni in più dal 2026

Semaforo verde all’aggiornamento delle tariffe massime per la remunerazione delle prestazioni di riabilitazione ospedaliera e lungodegenza post acuzie. La Conferenza Stato-Regioni ha espresso parere positivo allo schema di decreto che...