Manovra. Mangiacavalli (Ipasvi): “Coperta è sempre corta. Contratti e qualità assistenza non decollano e sono a rischio senza risorse”

Manovra. Mangiacavalli (Ipasvi): “Coperta è sempre corta. Contratti e qualità assistenza non decollano e sono a rischio senza risorse”

Manovra. Mangiacavalli (Ipasvi): “Coperta è sempre corta. Contratti e qualità assistenza non decollano e sono a rischio senza risorse”
La presidente della Federazione degli infermieri critica sulla prossima Legge di Bilancio per la sanità. E poi sulle promesse di nuovi contratti: “Attenzione: non sono le dovute stabilizzazioni del personale precario, già in servizio da anni ormai, di cui si parla”.

“Il balletto delle risorse per la sanità pubblica che va in scena prima di ogni manovra di bilancio, dovrebbe sganciarsi dalle regole dell’economia e fare i conti con le reali esigenze dei cittadini”. Barbara Mangiacavalli, presidente della Federazione nazionale Ipasvi, interviene così sulla quantificazione delle risorse per il Ssn nel 2017.
 
“La coperta – afferma –  è sempre corta: l’annuncio è di un miliardo in più rispetto al 2016, ma uno in meno rispetto a quanto preventivato: 113 miliardi previsti, 112 finanziati. Pochi per garantire la qualità. Si conferma priorità ai contratti ai quali tuttavia vanno risorse che consentono aumenti nemmeno dell’1% dopo sette anni di assenza totale. E si annuncia priorità alla cura di alcune patologie e ai vaccini, regole di salute pubblica cioè che non dovrebbero nemmeno essere messe sul piatto della bilancia perché se esiste un servizio sanitario, la sua mission è la salute dei cittadini che non si misura col bilancino della spesa”.
 
“Stiamo assistendo al solito braccio di ferro istituzionale tra Salute, Economia, Regioni e Governo – stigmatizza la presidente Ipasvi – che ha annunciato nuovi contratti (ma attenzione: non sono le dovute stabilizzazioni del personale precario, già in servizio da anni ormai, di cui si parla) e maggiore assistenza, ma che deve fare i conti comunque con i calcoli dei tecnici dell’Economia”.
 
“Le risorse per i contratti servono.  – dichiara Mangiacavalli – E servono, come ha detto lo stesso Renzi, perché si devono fare i concorsi anche se ‘solo’, come annunciato, per 10mila posti tra forze dell’ordine e infermieri: quelli che ci sono non bastano più. Anche le Regioni hanno parlato chiaro e puntano nonostante tutto al 113 miliardi promessi pur sapendo che probabilmente non arriveranno mai: oltre i contratti i nuovi Lea vanno finanziati e i fondi sono necessari per i farmaci innovativi, per l’epatite C, per i vaccini e così via. Le risorse servono per garantire cure ai cittadini e stabilità a chi le deve erogare: un Paese come il nostro non dovrebbe mettere in discussione tutto questo e tantomeno subordinare certe garanzie ai cordoni di una borsa condizionata da mille esigenze: un Pil al rallentatore che frena anche la crescita delle risorse sanitarie, un debito pubblico troppo lento a calare e l’esigenza di rispettare i rigidi tetti Ue al deficit. Aspettare la legge di bilancio è come ascoltare un rullo di tamburo che inizia ora e si concluderà al giro di boa della legge tra i due rami del Parlamento, quando cioè si potranno mettere in cantiere solo ritocchi a quel che ormai sarà la nuova legge per il 2017. Un rullo di tamburo che tiene in sospeso quasi 700mila operatori del Servizio sanitario nazionale, ma soprattutto i cittadini, tutti, che sperano e credono in un’assistenza pubblica, universalistica e di alta qualità”.
 
“La posta in gioco – conclude – è scegliere se ci sarà il lieto fine o l’avvio di una battaglia per la garanzia della tutela della salute di tutti e del lavoro e della dignità di chi la salute la deve salvaguardare”. 

15 Ottobre 2016

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