Manovra sanità. Chiamenti (Fimp): “No a emendamento Regioni su responsabilità patrimoniale. In crisi rapporto con pazienti”

Manovra sanità. Chiamenti (Fimp): “No a emendamento Regioni su responsabilità patrimoniale. In crisi rapporto con pazienti”

Manovra sanità. Chiamenti (Fimp): “No a emendamento Regioni su responsabilità patrimoniale. In crisi rapporto con pazienti”
Per il sindacato dei pediatri la proposta regionale “mette in crisi il rapporto di fiducia con i pazienti”. Ogni proposta che riguardi il rapporto medico-paziente deve “risultare da un confronto istituzionale, che si basi su criteri di evidenza scientifica, tra tutti gli attori del Sistema e non da norme costrittive che prevedono rivalse economiche a danno dei medici”.

“Assistiamo increduli e preoccupati ad una serie di azioni promosse dalle Regioni che mirano a mettere in pericolo l’efficienza del Servizio Sanitario Nazionale e la fiducia dei cittadini verso medici ed istituzioni”. E’ quanto afferma Giampietro Chiamenti, Presidente della Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) in seguito all’emendamento della Regioni all’Intesa sulle misure di razionalizzazione della spesa del Servizio sanitario nazionale per il 2015 che introduce anche la responsabilità patrimoniale per i medici che prescrivono prestazioni inappropriate.
 
L’obiettivo del conseguimento di un sempre più elevato livello di appropriatezza, sia essa clinica che organizzativa, è ritenuto dalla FIMP importante e fondamentale, ma – scrive il sindacato in una nota – “deve risultare da un confronto istituzionale, che si basi su criteri di evidenza scientifica, tra tutti gli attori del Sistema e non da norme costrittive che prevedono rivalse economiche a danno dei medici”.
 
“Siamo molto preoccupati per l’assistenza ai nostri pazienti, bambini ed adolescenti – sottolinea la FIMP -, che si basa essenzialmente sulla prevenzione e l’educazione sanitaria, oltre che su diagnosi e cura, che è messa fortemente in discussione dagli indirizzi organizzativi e clinici che le Regioni vogliono mettere in atto, di fatto mettendo a serio rischio la qualità del Servizio Sanitario Nazionale. Per questo – conclude Chiamenti – facciamo appello in primis al Governo, ma anche a tutte le associazioni che hanno a cuore la salute dei bambini, e ai genitori, per l’avvio di una seria riflessione che possa porre gli opportuni rimedi e fermi queste derive pericolose”.

18 Aprile 2015

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