Medici. Schillaci: “Stipendi più alti e lotta al fenomeno dei gettonisti”. E sull’autonomia delle Regioni: “Non possiamo tornare indietro”

Medici. Schillaci: “Stipendi più alti e lotta al fenomeno dei gettonisti”. E sull’autonomia delle Regioni: “Non possiamo tornare indietro”

Medici. Schillaci: “Stipendi più alti e lotta al fenomeno dei gettonisti”. E sull’autonomia delle Regioni: “Non possiamo tornare indietro”
Per superare le liste d'attesa si dovrà "gratificare di più gli operatori sanitari, perché se lo fossero maggiormente lavorerebbero di più nel sistema pubblico", contrastare il fenomeno di quei medici gettonisti "pagati tre volte di più rispetto a un operatore del pubblico", ridurre il numero di esami inappropriati coinvolgendo le società scientifiche e coinvolgere maggiormente le strutture private convenzionate. A spiegarlo il ministro della Salute in un'intervista a Il Tirreno.

“Bisogna gratificare di più gli operatori sanitari, perché se lo fossero maggiormente lavorerebbero di più nel sistema pubblico e potrebbero accorciare le lista d’attesa”.

Ne è convinto il ministro della Salute, Orazio Schillaci, che oggi in un’intervista a Il Tirreno fa il punto della situazione tornando sulla necessità di investire di più sul personale sanitario. Ma non solo: “Poi, da medico, sono assolutamente convinto che ci sia una larga percentuale di inappropriatezza nelle prescrizioni, e questo va controllato. Non si possono prescrivere esami anche costosi, come quelli di diagnostica per immagini più complessiper esempio, senza avere una base razionale e specifica di prescrizione. Quindi è vero che servono più risorse, ma serve soprattutto un management diverso per le liste d’attesa. Anche perché credo che quest’anno il governo Meloni sia riuscito a distribuire la cifra più alta sulla sanità nazionale, destinando oltre 130 miliardi al fondo sanitario nazionale”, ha aggiunto.

Quanto all’inappropriatezza, il ministro chiama in causa le società scientifiche per contrastarla: “Credo che questo sia un lavoro da fare con le società scientifiche, cercando di elaborare delle indicazioni chiare sull’appropriatezza degli esami. La medicina è in continua evoluzione, ci sono farmaci nuovi che permettono di sconfiggere malattie ritenute prima incurabili. Dobbiamo far sì che queste terapie siano disponibili, ma che non ci sia però un ricorso inutile o eccessivo ad altri esami o terapie”.

Nella superamento delle liste d’attesa, invece, saranno chiamate a svolgere il loro compito anche le strutture private convenzionate: “Le strutture private convenzionate il cittadino ha la percezione che di fatto siano uguali a quelle pubbliche – ha sottolineato Schillaci -. Per le liste d’attesa è importante che il privato convenzionato metta la propria agenda a disposizione dei cittadini insieme al servizio pubblico, in modo tale che l’utente, quando va a prenotare un esame, abbia un’offerta completa”.

Il ministro è poi tornato nuovamente sulla lotta che sta portando avanti contro il fenomeno dei cosiddetti medici gettonisti spiegando: “Da quando siamo arrivati al ministero stiamo combattendo il fenomeno dei ‘gettonisti’, medici che lavorano nelle strutture pubbliche e sono pagati tre volte di più rispetto a un operatore del pubblico. Quindi se riusciamo in qualche modo a limitare o addirittura ad eliminare questo fenomeno, e se riusciamo a riversare quelle risorse sul personale che lavora tutti i giorni con un contratto pubblico nell’ospedale, forse un po’ il problema lo andiamo a risolvere”.

Un discorso a parte dovrà essere però fatto su quei medici che svolgono il loro lavoro all’interno dei Pronto soccorso in condizioni di lavoro spesso molto difficili. “Il pronto soccorso – ha spiegato il ministro – ha un problema organizzativo a causa della pressione degli accessi, di cui molti sono inappropriati. Tra l’altro in un recente studio si registra una maggiore inappropriatezza tra i pazienti più giovani: se per i150% dei casi gli anziani hanno bisogno del pronto soccorso, per i giovani questa percentuale scende di molto. L’unico modo è far sì che ci sia una medicina territoriale adeguata, rafforzata, che purtroppo la pandemia ha dimostrato non essere così efficiente, in modo tale da far arrivare al pronto soccorso solo le persone che hanno una reale necessità”.

Sempre in tema di personale, Schillaci ha poi confermato che, insieme al ministero dell’Università, si è al lavoro per aumentare i posti per le facoltà di Medicina: “Questo aspetto lo stiamo rivedendo con il ministero competente, anche nelle modalità di accesso. Penso che avere un maggior numero di medici sarà opportuno, anche se questo ci darà una risposta tra qualche anno, considerando la durata del corso di studio. È adesso che abbiamo soprattutto il problema di una gobba pensionistica per i prossimi 2-3 anni, e quindi bisogna cercare delle soluzioni rapide”.

Infine, sul tema dell’autonomia differenziata: “Di fatto le Regioni sono ampiamente autonome. Ormai non possiamo tornare indietro, ma credo che il ministero debba esercitare un maggiore ruolo di controllo sulle indicazioni generali. Le figure apicali vanno scelte nei diversi ruoli in base alle competenze di ciascuno e non per altre ragioni. La politica dovrebbe stare più di lato alla sanità. Da medico preferirei affidarmi a un primario capace piuttosto che a qualcuno scelto in base all’appartenenza politica”, ha concluso Schillaci.

01 Marzo 2023

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