Medicina generale. L’ex Ministro Grillo contro le Regioni: “Decidono di formare meno medici rispetto a quanto concordato nel Dl Calabria”

Medicina generale. L’ex Ministro Grillo contro le Regioni: “Decidono di formare meno medici rispetto a quanto concordato nel Dl Calabria”

Medicina generale. L’ex Ministro Grillo contro le Regioni: “Decidono di formare meno medici rispetto a quanto concordato nel Dl Calabria”
La deputata 5 Stelle si scaglia contro il riparto dei posti riservati agli idonei (senza borsa) elaborato dalle Regioni: “Dovevano essere 2000 da distribuire in tutta Italia, ma le Regioni hanno deciso incredibilmente di formarne solo 666. Chi ha deciso questa riduzione e perché?”.

“Perché le Regioni vogliono formare meno medici di medicina generale rispetto a quelli che abbiamo concordato nel decreto Calabria? Ho letto le anticipazioni sul riparto dei posti aggiuntivi: dovevano essere 2000 da distribuire in tutta Italia, ma le Regioni hanno deciso incredibilmente di formarne solo 666. Chi ha deciso questa riduzione e perché? Pare che il nodo, leggendo i documenti, sia il costo dell’organizzazione del corso che pare incrementato vertiginosamente da 1000 euro (dato storico in possesso della direzione del ministero), a 3000 euro”. È quanto scrive su facebook l’ex Ministro della Salute, Giulia Grillo che si scaglia contro il riparto dei posti per gli idonei senza borsa per i corsi di formazione in medicina generale messo a punto dalle Regioni.
 
 
“I dati della carenza medici – prosegue -sono allarmanti, a fine 2018 erano 3. 474 i posti di ruolo rimasti "orfani" di candidati nella medicina generale, a cui aggiungere i continui pensionamenti. Con le norme del decreto andavamo a compensare questa carenza formando 4.000 persone l’anno in tutta Italia, e invece qualcuno ha deciso di cambiare le carte in tavola. A svantaggio dei cittadini innanzitutto e ovviamente dei medici che vogliono formarsi. Cosa comporta questa riduzione?”.
 
“Si mette a serio rischio – conclude – l’assistenza dei pazienti e si continua ad alimentare il fenomeno dei “camici grigi”: esercito di eterni precari non completamente formati, e non tutelati, a cui bisognava porre fine e non di alimentarne ulteriormente il numero come invece accadrà.
Questa scelta, a mio parere incomprensibile, farà ripartire in modo ancora più aspro il braccio di ferro con la categoria. I malati, il territorio e i giovani medici chiedono risposte concrete. A chi giova questa situazione?”.
 

26 Settembre 2019

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