Milleproroghe. Als-Fattore2a: “Bene gli specializzandi in corsia al 3° anno ma ora occorre una riforma complessiva”

Milleproroghe. Als-Fattore2a: “Bene gli specializzandi in corsia al 3° anno ma ora occorre una riforma complessiva”

Milleproroghe. Als-Fattore2a: “Bene gli specializzandi in corsia al 3° anno ma ora occorre una riforma complessiva”
L’Associazione plaude all’emendamento al Decreto approvato in commissione e replica a chi ha criticato la misura: “È una ottima opportunità per gli specializzandi iscritti al 3°anno e occorre una riforma delle specializzazioni in cui lo specializzando già dal primo anno non debba essere più considerato "un eterno studente" ma un professionista lavoratore che si forma negli ospedali non universitari del territorio accreditati”.

L'associazione ALS-Fattore2a “plaude all'introduzione della possibilità degli specializzandi iscritti al 3°anno di potersi iscrivere ai concorsi a tempo indeterminato per dirigente medico, norma contenuta nel decreto "Milleproroghe" .Tale possibilità è già prevista da diversi mesi per gli specializzandi iscritti all'ultimo anno di specializzazione, ed anche al penultimo se la durata è di 5 anni, è quasi universalmente considerata opportuna dal mondo dei giovani medici, e la prova oggettiva è la grande adesione degli specializzandi ai recenti concorsi pubblici”.

“Da un lato – si legge in una nota – , tale novità è vista come una opportunità per i giovani medici poiché la partecipazione è facoltativa e permetterà agli specializzandi di poter entrare in anticipo nel mondo del lavoro, soprattutto perché le lungaggini temporali dei concorsi pubblici hanno come risultato quello di entrare eventualmente nel mondo del lavoro dopo molti mesi, permettendo di completare nel frattempo tutto il percorso formativo. Nella schiera dei favorevoli si aggiungono coloro che vedono la prospettiva di avere più anni a disposizione per scegliere l'azienda sanitaria che più si addice alle loro prospettive lavorative”.
 
“Di contro – precisa l’Associazione -, alcuni specializzandi, in misura minore rispetto a coloro che si reputano favorevoli, criticano "questa anticipazione" perché essa viene vista come una mortificazione della formazione medica. Uno specializzando iscritto al terzo anno, dopo solo 24 mesi di specializzazione, è davvero pronto ad entrare nel mondo del lavoro? Finanche sia una sua libera scelta, la sua non è soltanto una "incoscienza" dovuta alla prospettiva di un contratto indeterminato?”.
 
L'Associazione ALS si è domandata il perché tale norma contenuta nel "Patto della Salute" abbia avuto più adesioni che critiche, e “crediamo di aver compreso il perché. Gli specializzandi che si trovano in scuole di specializzazione in cui la formazione non è ottimale, in cui non hanno la prospettiva di poter acquisire tutte le competenze che la legge 402 del 2017 impone, in cui non si sentono apprezzati come medici ma come "tappabuchi" svolgendo mansioni non opportune e al limite della legge, vedono questa norma come un riscatto, un modo per risolvere le loro carenze formative, un modo per potersi formare davvero. Questa volontà di "fuggire" non è altro che il palesarsi non solo di una sconfitta dell'attuale impianto di formazione medica, ma della urgente necessità di riformarlo. Questa è la vera sconfitta di chi negli scorsi anni avrebbe dovuto rappresentare gli specializzandi”.
 
“A nostro avviso – continua la nota – è una ottima opportunità per gli specializzandi iscritti al 3°anno e occorre una riforma delle specializzazioni in cui lo specializzando già dal primo anno non debba essere più considerato "un eterno studente" ma un professionista lavoratore che si forma negli ospedali non universitari del territorio accreditati, che è seguito da professionisti medici, che può permettersi di "sporcarsi" le mani senza la paura di commettere errori e correre rischi legali, che non venga usato solo per compilare schede di dimissioni ospedaliere ma che possa scegliere di poter effettuare la convenzione esterna nella struttura italiana o estera che preferisce senza la paura di un diniego, che abbia tutte le prerogative di un lavoratore come le ferie, le malattie e il congedo di maternità, paternità e lutto grave”.
 
“Noi vorremmo – conclude il comunicato – che lo specializzando possa entrare nel mondo del lavoro sostenendo già i concorsi al terzo anno di specializzazione ma che provenga da un percorso di formazione-lavoro che non mortifichi la figura del medico-chirurgo. Basta "Specializzandi trattati da studenti"”.

16 Febbraio 2020

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