Milleproroghe. Gli emendamenti sulle farmacie al voto in Aula: dalla remunerazione alla validità delle graduatorie del concorso

Milleproroghe. Gli emendamenti sulle farmacie al voto in Aula: dalla remunerazione alla validità delle graduatorie del concorso

Milleproroghe. Gli emendamenti sulle farmacie al voto in Aula: dalla remunerazione alla validità delle graduatorie del concorso
E ancora, consentito fino alla fine del prossimo anno il conseguimento della titolarità di farmacia rurale con un anno di pratica professionale, estesa la sospensione dell’obbligo dell’idoneità per il conseguimento della titolarità, sempre in tema di graduatorie concorsuali viene estesa la validità delle liste per altri cinque anni. Questi alcuni degli emendamenti approvati dalla commissione Affari costituzionali che verranno esaminati domani dal Senato.

Prenderà il via domani in Aula al Senato la discussione sul decreto Milleproroghe. Intanto, in commissioni Affari costituzionali, la maggior parte degli emendamenti che trattano di farmacia non ha passato il vaglio di ammissibilità. A salvarsi dal vaglio dei senatori della I commissione sono, in particolare, l’emendamento 7.7 del M5S, a prima firma Paola Taverna, che riduce da un anno a sei mesi la riforma della remunerazione di farmacie e grossisti. 
 
Via libera anche al 7.60 di Forza Italia, a prima firma Andrea Mandelli, che proroga al 31 dicembre 2018 la validità delle graduatorie del concorso straordinario. Ammesso al voto anche il 7.69 a prima firma Antonio De Poli (Ncd) che consente fino alla fine del prossimo anno il conseguimento della titolarità di farmacia rurale con un anno di pratica professionale.


 


E poi via libera al voto anche per il 7.70, sempre a prima firma De Poli (Ncd) che proroga fino al 31 dicembre 2018 la sospensione dell’obbligo dell’idoneità per il conseguimento della titolarità e per il 7.78 (Forza Italia e CoR), che estende la validità delle liste delle graduatorie concorsuali per altri cinque anni.
 
Infine, si salva una parte dell’emendamento 7.11 a prima firma Ignazio Angioni (Pd) nel testo riformulato in Commissione, ossia il comma che proroga la validità delle graduatorie "per sei anni a partire dalla data del primo interpello".
 

31 Gennaio 2017

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