Nuovi Lea. I dietisti dell’Andid lamentano l’assenza di prestazioni dietetico/nutrizionali

Nuovi Lea. I dietisti dell’Andid lamentano l’assenza di prestazioni dietetico/nutrizionali

Nuovi Lea. I dietisti dell’Andid lamentano l’assenza di prestazioni dietetico/nutrizionali
L’Associazione auspica che non “si debbano aspettare di nuovo quindici anni per vedere riconosciuto il diritto di tutti i cittadini italiani ad accedere alle prestazioni nutrizionali e che si possa prendere il modello toscano come riferimento di appropriatezza, efficacia, efficienza e risparmio, su base nazionale”.

“L’opportunità di codificare le prestazioni professionali per pazienti affetti da patologie correlate alla nutrizione, la cui correzione rappresenta un fondamentale presidio terapeutico, è sostenuta dall’obiettivo di assicurare ai cittadini livelli di assistenza dimostrati essenziali secondo i principi della Evidence Based Medicine (EBM), tenendo conto di criteri di appropriatezza, uguaglianza, sicurezza e qualità”.  È quanto sottolinea l’Andid in una nota in cui evidenzia come “anche gli aspetti di costo/efficacia/efficienza, quando le attività di cui sopra siano erogate da professionisti sanitari specificamente formati secondo gli obiettivi del SSN, rientrano in questa logica di garanzia per il cittadino e di vantaggio per il SSN ed è evidente che tutto questo si può realizzare quando le prestazioni nutrizionali vengano erogate dai Dietisti”.

“I nuovi LEA – denuncia l’Andid – ancora una volta si contraddistinguono per la clamorosa assenza di distinte prestazioni di carattere dietetico/nutrizionale con evidenti problematiche che ANDID, Associazione Nazionale Dietisti, ha più volte segnalato al Ministero nel corso degli ultimi anni. Sulla base di queste premesse, alcune Regioni, in relazione alla delega di cui all’art. 1, comma 1 del D.M. 22/7/96, hanno integrato i Tariffari Regionali delle prestazioni specialistiche ambulatoriali, codificando anche le prestazioni in ambito di nutrizione e dietetica. La Toscana in primo luogo ma anche Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Umbria, sono esempi di attenzione ai bisogni del cittadino e all’organizzazione sanitaria”.

“Nella revisione dei LEA – proseguono i dietisti – ci si sarebbero aspettate omogenee indicazioni valide per tutto il territorio nazionale come più volte chiesto dalla scrivente associazione. La novità sottolineata già da tempo e più volte dal Ministro Lorenzin, anche su questo quotidiano, è che il nuovo sistema prevede un aggiornamento costante sia dei LEA che delle prestazioni soggette a parametri di appropriatezza”.

Andid “auspica quindi che non si debbano aspettare di nuovo quindici anni per vedere riconosciuto il diritto di tutti i cittadini italiani ad accedere alle prestazioni nutrizionali e che si possa prendere il modello toscano come riferimento di appropriatezza, efficacia, efficienza e risparmio, su base nazionale”.

21 Luglio 2016

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