Oltre 2,6 mln di italiani disabili. Fazio: “Il paziente non può più essere abbandonato”

Oltre 2,6 mln di italiani disabili. Fazio: “Il paziente non può più essere abbandonato”

Oltre 2,6 mln di italiani disabili. Fazio: “Il paziente non può più essere abbandonato”
"Centralità dell'individuo, curando non il sintomo ma la persona nel suo complesso, e continuità assistenziale". Queste, secondo il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, le parole chiave per costruire un nuovo modello di riabilitazione bio-psico-sociale che permetta al paziente di avere una vita indipendente all’interno della comunità. Il tema è stato affrontato oggi in occasione della presentazione dell'VIII volume della collana Quaderni del Ministero della Salute.

"Il paziente non può più essere dimesso e ‘abbandonato’ sul territorio. L'intervento riabilitativo deve essere costruito in una nuova ottica che guardi la persona con disabilità non più come 'malato', ma come 'persona avente diritti'". Questo il messaggio lanciato stamani dal ministro della Salute, Ferruccio Fazio, al Convegno di presentazione dell'VIII volume della collana Quaderni del ministero della Salute dedicato alla definizione dei modelli organizzativo-assistenziali per la riabilitazione. Per raggiungere questo obiettivo, il ministero della Salute ha promosso l’insediamento di un Gruppo di Lavoro, costituito dai rappresentanti di tutte le categorie coinvolte nella riabilitazione e da oltre 29 Associazioni e Società scientifiche, che a termine del convegno si è riunito con il sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, per un confronto sugli interventi da promuovere anche attraverso un approccio multidisciplinare.
In Italia, secondo gli ultimi dati Istat (anno 2005), le persone con disabilità che vivono in famiglia sono 2,6 milioni, pari al 4,8% della popolazione con più di 6 anni. A questi devono poi aggiungersi gli oltre 200 mila pazienti residenti presso i presidi socio-sanitari. Per comprendere in maniera adeguata la sfida che si prospetta in sanità nei prossimi anni, si deve inoltre considerare che secondo un'analisi dei dati di ricovero realizzata nel 2008 dal Ministero della Salute, è emerso che su 12.128.678 di ricoveri, ben 361.391 sono di riabilitazione, dei quali circa 295 mila in regime ordinario e circa 64 mila in regime di Day hospital.
"A fronte del percorso tradizionale di prevenzione, terapia e riabilitazione dobbiamo introdurre due elementi: la centralità dell'individuo, curando non il sintomo ma la persona nel suo complesso; e la presa in carico dall'inizio con continuità delle cure", ha specificato Fazio spiegando che nel nuovo piano di indirizzo della riabilitazione, approvato lo scorso febbraio, “sono già contenute tutte le novità esplicitate in questi quaderni, una serie di modelli organizzativi per realizzare la piena valorizzazione dell'attività fisico-motoria, cognitiva e motivazionale, consentendo al paziente il raggiungimento del più alto livello possibile di funzionamento e partecipazione".

 

03 Maggio 2011

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