Omeopatia. D’Ambrosio Lettieri (CoR): “No ad ambiguità nel settore. Governo accolga appello Omeoimprese e faccia chiarezza”

Omeopatia. D’Ambrosio Lettieri (CoR): “No ad ambiguità nel settore. Governo accolga appello Omeoimprese e faccia chiarezza”

Omeopatia. D’Ambrosio Lettieri (CoR): “No ad ambiguità nel settore. Governo accolga appello Omeoimprese e faccia chiarezza”
Per il senatore se da una parte si introducono giustamente norme vincolanti per la registrazione dei farmaci omeopatici, dall’altra vanno anche introdotte norme chiare e trasparenti su metodica a beneficio di pazienti, operatori e imprese. L’ambiguità, per D'Ambrosio Lettieri, può avere solo conseguenze deleterie

"Mentre continua a mostrare – afferma il senatore D'Ambrosio Lettieri – una certa ambiguità nei confronti del settore omeopatico, da cui si pretendono obblighi, senza pur riconoscerne i doveri, il Governo dovrebbe almeno raccogliere in questo momento l’appello del presidente di Omeoimprese e prorogare, in fase di conversione in legge del decreto Milleproroghe, la scadenza dei dossier per il rinnovo della registrazione dei farmaci omeopatici a giugno 2018. Considerato anche il fatto che, oltre a mettere a rischio oltre 4mila posti di lavoro per un comparto che produce fatturato e sostiene il Pil, l’arrivo di migliaia di dossier nello stesso momento, creerebbe non poche difficoltà anche all’Aifa".

"In verità – prosegue il senatore CoR -, il problema è a monte, laddove è necessario fare chiarezza piuttosto che navigare a vista. Il ddl che disciplina la materia è, infatti, inspiegabilmente fermo da tempo e la conseguenza è che 8 milioni di cittadini che fanno legittimamente ricorso alle cure omeopatiche non sono tutelati, i percorsi formativi dei medici e degli altri operatori sanitari non sono definiti e non esistono criteri omogenei per l'erogazione delle prestazioni professionali".

"Si tratta – spiega D'Ambrosio Lettieri -, dunque, di superare un grave paradosso: da un lato i prodotti omeopatici sono ormai da tempo riconosciuti come medicinali, sono presenti in Farmacopea e ne è disciplinata la produzione e la vendita con appositi riferimenti nel Codice europeo dei medicinali recepito in Italia. Dall'altro lato la metodica terapeutica che si avvale di questi medicinali è priva di disciplina e riconoscimento. La soluzione non può essere l’indifferenza, che lascerebbe spazio agli impostori, ma una valutazione seria del problema su cui invito ad una riflessione Governo e Parlamento".

"Se da una parte – conclude D'Ambrosio Lettieri – si introducono giustamente norme vincolanti per la registrazione dei farmaci omeopatici, dall’altra vanno anche introdotte norme chiare e trasparenti su metodica a beneficio di pazienti, operatori e imprese. L’ambiguità può avere solo conseguenze deleterie”.


 


 


Lorenzo Proia

18 Gennaio 2017

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