Omeopatia. Granaiola (Pd): “Parlamento si attivi per legge specifica”

Omeopatia. Granaiola (Pd): “Parlamento si attivi per legge specifica”

Omeopatia. Granaiola (Pd): “Parlamento si attivi per legge specifica”
La senatrice sollecita l’Italia ad attuare la direttiva UE del 2006 sulla regolamentazione e la commercializzazione di nuove categoria di farmaci. Dito puntato anche contro le tariffe per l'Aic stabilite dal decreto dell’ex ministro Balduzzi: “80 milioni di euro il costo stimato in difetto con un'incidenza sul fatturato annuale pari al 48,4%”.

"In Italia i prodotti omeopatici vengono utilizzati da circa 11 milioni di persone e vengono prescritti da oltre 20 mila medici. Tuttavia, nonostante la rilevanza di questi numeri, l'Italia ha recepito solo sulla carta e non ancora attuato nella pratica,  la direttiva UE del 2006 per la registrazione di nuovi farmaci, che ha come obiettivo l'allineamento tra tutti gli Stati membri in materia di regolamentazione e commercializzazione di nuove categorie di farmaci". La denuncia arriva dalla senatrice del Pd Manuela Granaiola della commissione Igiene e Sanità, intervenuta ieri al convegno "Verso una Nuova Regolamentazione dei Medicinali Omeopatici".
 
"Obiettivo della Direttiva Europea, – ha spiegato  la senatrice – oltre che regolamentare la registrazione e commercializzazione del medicinale omeopatico, è anche eliminare quei divieti che non consentono, e fino ad oggi non hanno permesso, la migliore tutela del paziente.  Da diverso tempo, l'Unione europea chiede all'Italia di adeguarsi alla normativa. Entro dicembre del 2015 tutti i nuovi prodotti e quelli già in commercio dovranno adeguarsi alle nuove regole di registrazione. C'è il pericolo dunque che nel 2016 alcuni farmaci se non registrati non possano essere utilizzati e spariscano dal mercato, con gravi conseguenze per le imprese produttrici".

"Ad impedire alla direttiva europea del 2006 di essere recepita non solo sulla carta – ha sottolineato Granaiola –  è stata la questione delle tariffe di registrazione e rinnovo troppo elevate per le aziende omeopatiche italiane: 80 milioni di euro il costo stimato in difetto, dopo il decreto Balduzzi, con un'incidenza sul fatturato annuale pari al 48,4 per cento. L’omeopatia, come altre cure non convenzionali, rappresenta una scelta di prevenzione oltre che di cura per molti cittadini italiani, nonostante ciò il nostro Paese è ancora lontano dal compiere passi in avanti, soprattutto a livello legislativo, per soddisfare la domanda e garantire l'adeguamento alle direttive europee in materia".

"Per allineare la direttiva italiana a quella europea e realizzare davvero una registrazione semplificata del medicinale omeopatico – ha concluso la senatrice PD –  è indispensabile che il parlamento si attivi per far fronte alle difficoltà  dei pazienti, dei medici  e dei produttori omeopatici italiani, perchè la  mancanza di una legge specifica e di provvedimenti adeguati, minano la libertà di scelta in tema di salute negando l'uguaglianza ai cittadini italiani".

25 Giugno 2014

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