Patto per la Salute. Mef propone innalzamento tetto di spesa per il personale. Torna la farmacia dei servizi. Ecco l’ultima bozza

Patto per la Salute. Mef propone innalzamento tetto di spesa per il personale. Torna la farmacia dei servizi. Ecco l’ultima bozza

Patto per la Salute. Mef propone innalzamento tetto di spesa per il personale. Torna la farmacia dei servizi. Ecco l’ultima bozza
Novità anche su valorizzazione professioni sanitarie su cui il Mef chiede avvengano a costo zero. E ancora stop a consenso per alimentazione Fascicolo sanitario elettronico e semplificazione accesso telematico ai servizi (superando il vigente dualismo tra SPID e CIE). Messe infine nero su bianco le due proposte (una condivisa da Regioni e Salute l’altra alternativa del Mef) sul nodo più grande che è quello che riguarda la revisione della normativa su piani di rientro e commissariamenti. LA BOZZA

Nuova versione (siamo alla 33) del Patto per la Salute con alcune importanti novità, la prima è la proposta del Mef di alzare dal 5% al 10% sulla spesa del 2018 fissato dal Dl Calabria. La cosa era nell’aria, visto anche un emendamento Pd in Manovra ma ora viene messa nero su bianco.
 
Torna poi un riferimento al ruolo del farmacista e alla farmacia dei servizi, che non era compreso nelle ultime bozze. Nell’ultima versione che siamo in grado di pubblicare si propone infatti la “valorizzazione del ruolo del farmacista in farmacia che è un presidio rilevante della rete dei servizi territoriali per la presa in carico dei pazienti e per l’aderenza terapeutica degli stessi e non solo per la dispensazione dei medicinali, al fine di rafforzare l’accesso ai servizi sanitari. Tale processo trova la prima attuazione nell’ambito del percorso di definizione e attuazione della Farmacia dei servizi e della nuova convenzione nazionale”.
 
Paletti sulle risorse del Mef invece per quanto riguarda la valorizzazione delle professioni sanitarie. Messe invece nero su bianco le due proposte (una condivisa da Regioni e Salute l’altra alternativa del Mef) sul nodo più grande che è quello che riguarda la revisione della normativa su piani di rientro e commissariamenti. La questione, com’è noto rappresenta lo scoglio più grande per la firma del Patto, alcune Regioni hanno infatti già fatto trapelare di non voler cedere alle richieste del Mef e hanno minacciato di non firmare. Come già detto sarà un incontro a tre (Bonaccini-Speranza-Gualtieri) a dover trovare una soluzione.
 
Meglio definita nell’ultima bozza anche la parte che riguarda la decisione “di ricondurre le quote vincolate del Riparto del fabbisogno sanitario standard all’interno del riparto relativo alla quota indistinta del fabbisogno sanitario standard fermi restando i criteri di assegnazione come definiti nelle ultime proposte di riparto relative alle quote oggetto di riconduzione e sulle quali sono state sancite le intese della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, operando nell’anno successivo a quello di riferimento i dovuti conguagli sulla base degli ultimi dati resi disponibili”. Resta però “ferma la facoltà del Ministero della salute, di indicare, annualmente, specifici obiettivi da raggiungere su progetti ritenuti meritevoli di distinta evidenziazione. Le Regioni forniranno apposita rendicontazione al Comitato LEA dei progetti effettuati.  Governo e regioni si impegnano a semplificare la procedura di attribuzione degli obiettivi di piano con particolare riferimento alle modalità di rendicontazione basate su indicatori che dovranno valorizzarne i risultati; con riferimento agli aspetti finanziari si conviene di individuare soluzioni volte ad accelerare la messa a disposizione delle regioni delle risorse all’uopo destinate”.
 
Altra novità riguarda poi la parte che riguarda l’accesso ai servizi sanitari da parte dei cittadini dove si prevede “per l’accesso dei cittadini ai servizi erogati telematicamente dal SSN, quali in particolare l’identità digitale (superando il vigente dualismo tra SPID e CIE), la gestione delle deleghe (ivi incluso la certificazione della responsabilità genitoriale per ottenere l’abilitazione ad accedere, per conto dei propri figli minorenni, ai servizi telematici disponibili), l’adozione di regole, standard e codifiche condivise per l’interoperabilità e l’integrazione degli ecosistemi, l’istituzione dell’anagrafe nazionale degli assistiti (ANA), l’eliminazione del consenso all’alimentazione del FSE per applicazione del GDPR 2016/679”.
 
Aggiunta infine un’altra scheda (la numero 15)in cui si specifica come “sono fatte salve le competenze delle Regioni a Statuto Speciale e delle Province Autonome di Trento e Bolzano, che provvedono alle finalità della presente Intesa, ai sensi dei rispettivi statuti di autonomia e le relative norme di attuazione”.
 
Luciano Fassari

Luciano Fassari

22 Novembre 2019

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