PMA. Gallo (Ass.Coscioni) a Lorenzin: “Via il limite di 43 anni. È illegittimo”

PMA. Gallo (Ass.Coscioni) a Lorenzin: “Via il limite di 43 anni. È illegittimo”

PMA. Gallo (Ass.Coscioni) a Lorenzin: “Via il limite di 43 anni. È illegittimo”
La richiesta in una lettera aperta dove si sollecita l'eliminazione del limite d'età con le nuove linea guida. Dopo il sì della Corte Costituzionale all'eterologa le Regioni hanno infatti deciso nel settembre scorso di introdurre una soglia anagrafica per l'accesso alla fecondazione a carico del Ssn con il solo pagamento di un ticket. Sia per l'omologa che per l'eterologa.

Nuove linee guida che “aboliscano il limite illegittimo dei 43 anni introdotto dalla Conferenza delle Regioni per l’accesso all’eterologa con pagamento di ticket nel pubblico e nel privato convenzionato”; un “Registro nazionale dei donatori per la fecondazione eterologa: è necessario rispettare la loro privacy così anche per i nati”. E da ultimo un appello “per l’aggiornamento dei Livelli Essenziali di Assistenza –  in cui inserire le tecniche di fecondazione medicalmente assistita sia omologhe che eterologhe –  e del nomenclatore tariffario”. Queste le richieste che Filomena Gallo, segretaria dell’Associazione Luca Coscioni, rivolge alla ministra della Salute, Beatrice Lorenzin, in una lettera aperta.
 
Lettera aperta che si apre con gli auguri per la gravidanza alla ministra: “è con gioia che Le faccio i migliori auguri per la gravidanza gemellare che porta in grembo. Ho letto una sua recente intervista – prosegue la Gallo – in cui ha dichiarato Un paese che non fa bambini muore: a partire da questa comune convinzione insieme al partito radicale, all'Associazione Luca Coscioni e a tanti cittadini, ho combattuto per eliminare i divieti della legge 40 e garantire così alle coppie italiane che non hanno la possibilità di avere una gravidanza in sicurezza la stessa gioia, ed esperienza che Lei sta provando”.
 
Poi Gallo entra nello specifico delle richieste “chiedo a Lei che sia rispettata la legge 40 con l’emanazione di nuove linee guida, che aboliscano il limite illegittimo dei 43 anni introdotto con le linee guida della conferenza stato regioni per l’accesso all’eterologa con pagamento di ticket nel pubblico e nel privato convenzionato: nessuno venga discriminato da un limite così arbitrario, non contemplato nella stessa legge 40, e costretto a rivolgersi a strutture private o a rinunciare in assenza di disponibilità economiche. È fondamentale anche avviare una campagna ministeriale informativa, come previsto già da altri Stati, sulla donazione di gameti: un dono che tanti italiani sarebbero pronti a fare per consentire ad altre coppie di diventare madri e padri.
 
“Non meno importante – aggiunge la segretaria dell’Associazione Coscioni – la questione del Registro nazionale dei donatori per la fecondazione eterologa: è necessario rispettare la loro privacy così anche per i nati. Questi registri se utilizzati diversamente costituirebbero un deterrente molto forte per la donazione stessa”.
 
“Come Associazione Luca Coscioni – prosegue Gallo – auspichiamo che anche gli ultimi divieti previsti dalla stessa legge 40 non cadano, come i precedenti, per merito della Corte Costituzionale, ma bensì per una volontà politica, e quindi nella sua sede più naturale, degna di una democrazia matura, attraverso una legge abrogativa che preveda anche l’accesso alle tecniche per le coppie fertili e l’utilizzo degli embrioni non idonei per una gravidanza ai fini della ricerca scientifica, come già avviene in altri Paesi. Significherebbe da un lato far tonare l’Italia e i suoi scienziati ad essere competitivi a livello internazionale e dall’altro potenziare la ricerca di cure a malattie fino ad ora inguaribili e invalidanti e dare risposte ai malati”.
 
E infine conclude Gallo “a partire da quest’ultimo punto che concludo con un forte appello per l’aggiornamento dei Livelli Essenziali di Assistenza –  in cui inserire le tecniche di fecondazione medicalmente assistita sia omologhe che eterologhe –  e del nomenclatore tariffario: termini forse complessi ma che equivalgono a fornire una dignitosa assistenza e una vita indipendente a migliaia di persone, troppo spesso tradite dalla burocrazia e dalla politica indifferente”.

16 Gennaio 2015

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