Politiche antidroga. Approvata dall’Onu risoluzione italiana

Politiche antidroga. Approvata dall’Onu risoluzione italiana

Politiche antidroga. Approvata dall’Onu risoluzione italiana
Assicurare un trattamento umano ed accessibilità alle cura per le persone con dipendenza da droghe e malattie ad esse correlate, operare per il loro reinserimento sociale, contrastare ogni possibile discriminazione e stigma dei consumatori di droga e favorire l'accesso al trattamento, la riabilitazione e il reinserimento lavorativo. Sono questi alcuni degli obiettivi della risoluzione italiana approvata, a Vienna, nei giorni scorsi, dalla 54a Commissione stupefacenti delle Nazioni Unite.

Approvata la risoluzione italiana in materia di politiche antidroga, prima a Bruxelles in sede di Consiglio da 27 Paesi europei, e poi a Vienna  nell’ambito della 54esima Commissione stupefacenti delle Nazioni Unite. La risoluzione ha voluto valorizzare come punti fondamentali, centrali nell’intervento sulle tossicodipendenze, i concetti di riabilitazione, reinserimento sociale-lavorativo e “recovery”, cioè il recupero totale della persona.

“Sono molto soddisfatto del lavoro svolto dal nostro DPA per arrivare a condividere prima con tutti gli Stati Europei e poi con tutti gli Stati delle Nazioni Unite, le due più importanti strategie italiane nella lotta alla droga: prevenzione  e reinserimento- ha dichiarato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alle politiche per la famiglia e al contrasto delle tossicodipendeze, Carlo Giovanardi -. Ancora una volta si conferma che le nostre scelte e i nostri principi ispiratori sono di ampio respiro, tali da trovare l’approvazione generale internazionale”.
Nel documento si sottolinea l'importanza dell’accesso a un trattamento umano, alla cura e ai servizi di sostegno finalizzati alla riabilitazione e al reinserimento delle persone tossicodipendenti all'interno della comunità. Si invita gli Stati Membri a identificare e combattere la discriminazione contro i consumatori di droga, offrendo loro un accesso tempestivo a servizi di counselling,trattamento e riabilitazione. E, infiene, si incoraggia la fornitura di una gamma diversificata di servizi di trattamento, inclusi il trattamento con assistenza sanitaria, psico-sociale e la riabilitazione.
Oltre all’Unione Europea, hanno cosponsorizzato la risoluzione  presentata  dall’Italia, e cioè  assunto un forte impegno a finanziare e realizzare nel loro paese tale risoluzione: gli Stati Uniti, la Federazione Russa e un insieme di altri Stati tra i quali Argentina, Nigeria, Svizzera, Australia, Messico, Israele, Uruguay, El Salvador, Ucraina, Nuova Zelanda, Burkina Faso, Kenya, Nor-vegia, Filippine, Croazia e Libano,Albania, Canada, Ungheria, Serbia.
 

19 Aprile 2011

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