Prezzo farmaci. Dal Parlamento “stop” a negoziati segreti, salvo casi eccezionali. Approvata risoluzione su trasparenza accordi tra Aifa e aziende farmaceutiche. Miotto (Pd): “Grande passo avanti”

Prezzo farmaci. Dal Parlamento “stop” a negoziati segreti, salvo casi eccezionali. Approvata risoluzione su trasparenza accordi tra Aifa e aziende farmaceutiche. Miotto (Pd): “Grande passo avanti”

Prezzo farmaci. Dal Parlamento “stop” a negoziati segreti, salvo casi eccezionali. Approvata risoluzione su trasparenza accordi tra Aifa e aziende farmaceutiche. Miotto (Pd): “Grande passo avanti”
"Grazie a questa risoluzione gli accordi con clausole di riservatezza verranno non solo circoscritte a casi straordinari, ma anche sottoposti alla vigilanza di Anac e Corte dei Conti". Così la prima firmataria della risoluzione approvata dalla Commissione Affari Sociali. Un risultato, spiega Miotto, ottenuto anche grazie "alla tenacia del M5s" che però si smarca. LA RISOLUZIONE

Via libera dalla commissione Affari Sociali della Camera alla risoluzione, presentata da Anna Miotto (Pd), con la quale si richiede la trasparenza degli accordi stipulati dall'Aifa con le case farmaceutiche. Il tema da cui prende spunto la risoluzione, che si è affiancata a quella presentata precedentemente dal M5s con Silvia Giordano, è quello legato ai costosi farmaci innovativi per la cura dell'epatite C.
 
Onorevole Miotto come nasce questa risoluzione?
Il tema è stato sollevato nei mesi scorsi da una precedente risoluzione del M5s nella quale si chiedeva la ragione degli accordi con clausole di riservatezza stipulati tra Aifa e aziende farmaceutiche per l'acquisto dei costosissimi farmaci innovativi per la cura dell'epatite C. In base a questi accordi, veniva pubblicato in Gazzetta Ufficiale il prezzo di questi farmaci ma rimaneva secretata la scontistica collegata ad alcuni scaglioni di acquisto. Da voci trapelate sappiamo che il prezzo di questi medicinali era di circa 37mila euro per la prima dose, fino a poco meno di 4mila euro per la 50millesima dose. Su questo punto si sono fondamentalmente scontrate due tesi contrapposte: quella che, come sostenuto da Aifa, rivendicava l'utilità di questa secretazione ai fini dell'ottenimento di una maggiore scontistica e quindi di prezzi più vantaggiosi, e quella di chi, invece, non vedeva per il Ssn nessuna utilità dalla totale mancanza di trasparenza. C'è da dire che, se questa mancanza di trasparenza era valida in tutti i Paesi, avremmo potuto sapere solo a posteriori, e di certo non in maniera così immediata, gli eventuali vantaggi sui prezzi ottenuti.
 
E quindi?
Ma non finisce qui. Da questa segretezza derivavano anche alcuni problemi concreti. Non si può infatti pensare di scaricare sui bilanci delle Regioni questa incertezza di spesa. Il rischio concreto è quello di uno sforamento dei tetti di spesa. Si è quindi cercato di trovare una mediazione che permettesse di non compromettere le trattative sull'ottenimento di prezzi più bassi dando però alle Regioni certezze sulle spese da sostenere.
 
E quale compromesso si è raggiunto con la risoluzione?
Inizialmente avevo proposto il mantenimento della segretezza per un periodo non superiore ai 30 giorni. Su questo punto si era registrata anche una convergenza con il M5s. Il Governo, però ha preferito proporre una riformulazione. È stata quindi richiamata la direttiva 89/105/CEE riguardante la trasparenza delle misure che regolano la fissazione dei prezzi delle specialità medicinali. Tali misure includono, tra l'altro, controlli diretti e indiretti dei prezzi. In linea di principio sparisce poi la secretazione, e viene prevista solo in casi straordinari, sia per la rilevanza terapeutica innovativa che per le dimensioni dell’impatto finanziario. Anche in tali circostanze ci si dovrà però conformare ai consolidati orientamenti comunitari e, ove esistenti, alle indicazioni fornite dall’Ema. Inoltre, tali accordi con clausole di riservatezza saranno sottoposti alla vigilanza dell’Autorità nazionale anticorruzione (Anac), per quanto di competenza, e, anche del Codice degli appalti, al controllo della Corte dei conti. 
 
Si ritiene quindi soddisfatta da questo testo?
Sì. Per onestà devo dire che per i cittadini non sarà garantita al 100% la trasparenza. Ciononostante la segretezza viene circoscritta a pochi casi straordinari, e sottoposto al controllo di Anac e Corte dei Conti. Il fatto che la risoluzione sia stata approvata senza voti contrari è ad ogni modo un segno della sua validità. Grazie anche all'aiuto del M5s, ed alla loro tenacia, siamo riusciti oggi a fare un grande passo avanti.
 
Giovanni Rodriquez

Giovanni Rodriquez

27 Aprile 2016

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