Pubblicato in G.U. il Dlgs ‘Premi e Sanzioni’

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Il Dlgs, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 219 del 20 settembre 2011,sancisce come dal prossimo 5 ottobre potranno essere rimossi per “responsabilità politica”, e inibiti per 10 anni da tutte le cariche elettive pubbliche, i governatori-commissari, i direttori generali, e quelli amministrativi e sanitari, in caso di gravi dissesti finanziari. A rischio anche i sindaci e presidenti di Provincia condannati in primo grado dalla Corte dei Conti e i ministri sfiduciati dalla Camera di competenza se non rispetteranno i costi standard. Previsti fondi premiali aggiuntivi per le Regioni virtuose.

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 219 del 20 settembre 2011, il decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 149 “Meccanismi sanzionatori e premiali relativi a regioni, province e comuni, a norma degli articoli 2, 17 e 26 della legge 5 maggio 2009, n. 42”. La norma, che entrerà in vigore dal prossimo 5 ottobre, prevede sul fronte sanzionatorio la rimozione per “responsabilità politica” e l’inibizione per 10 anni da tutte le cariche pubbliche elettive, a danno di quei i governatori-commissari, direttori generali, amministrativi e sanitari, rei di aver causato gravi dissesti finanziari. Il medesimo provvedimento sanzionatorio coinvolgerà, inoltre, anche i sindaci e i presidenti di Provincia, già condannati in primo grado dalla Corte dei Conti, nonché quei ministri, sfiduciati dalla Camera di competenza, in caso di mancato rispetto dei fabbisogni e costi standard.
Saranno soggetti a licenziamento i Commissari che non redigeranno o non applicheranno il Piano di rientro concordato, quelli che non riusciranno a raggiungere gli obiettivi prefissati, e, infine, quelli che per due anni di seguito non applicheranno le super addizionali Irpef e Irap in caso di insuccesso dell'azione di risanamento.
Decadranno automaticamente, in caso di dissesto dei conti, anche i Direttori generali. Stessa sorte toccherà, previa verifica delle rispettive responsabilità, anche ai Direttori amministrativi e sanitari degli enti del Ssn.
Chi non avrà rispettato il patto di stabilità a partire dal 2010, sarà soggetto a sanzioni per le quali è però previsto uno ‘sconto’, in quanto il taglio al fondo di riequilibrio sarà sempre misurato sull'entità dello sforamento degli obiettivi, ma non potrà in nessun caso superare il 5% delle entrate correnti registrate nell'ultimo consuntivo.
Prevista, infine, l’istituzione di un Tavolo tecnico fra Governo ed enti finalizzato a trovare soluzioni per risolvere il nodo dei pagamenti bloccati verso le imprese fornitrici.

Passando poi alla parte relativa ai meccanismi di premiazione, sono stati previsti fondi aggiuntivi per quelle Regioni che avranno registrato un rapporto in linea, o inferiore, “alla media nazionale fra spesa di personale e spesa corrente al netto delle spese per i ripiani dei disavanzi sanitari e del surplus di spesa rispetto agli obiettivi programmati dal patto di stabilità interno e che hanno rispettato il patto di stabilità interno”. Verranno premiate, infine, anche quelle Regioni che istituiranno una centrale regionale per gli acquisti di beni e servizi con volumi annui non inferiori a quelli che saranno determinati per decreto.

21 Settembre 2011

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