Quei medici innamorati del governo giallo-verde

Quei medici innamorati del governo giallo-verde

Quei medici innamorati del governo giallo-verde
Girando per l’Italia ho potuto toccare con mano il sostegno da parte della categoria medica al governo in carica. I medici sperano che anche per loro verrà un nuovo giorno. Si illudono e allegramente contribuiscono a segare il ramo su cui sono seduti

Il grande bluff del DEF targato giallo-verde non è tanto nell’attacco al dogma della stabilità dei conti, tanto caro ai tecnocrati della commissione europea. Prima di Di Maio e Salvini si era speso per questo anche Matteo Renzi che ben volentieri  avrebbe  infranto, se avesse potuto, il muro del suono del 3% del disavanzo.
 
Il vero punto di caduta della manovra in costruzione è il profondo squilibrio tra spesa corrente e spesa per investimenti in essa presente.
 
Si spendono soldi, che non abbiamo e che chiediamo non senza arroganza in prestito, per un’opera di redistribuzione del reddito a vantaggio di partite IVA (gli elettori della Lega) e i disoccupati del sud (gli elettori dei 5 Stelle) per motivi puramente assistenziali (e quindi elettorali).
 
Poco o nulla  viene fatto per  generare nuovo lavoro produttivo, e si scaricano i costi (attraverso una  manovra fiscale di ridefinizione delle detrazioni) non sul grande capitale,  ma sul ceto medio di cui sono parte sostanziale i medici italiani. E’ la classe media infatti che come un sandwich resterà stritolata in questa operazione che vedrà la luce appena prima delle elezioni europee.
 
Girando per l’Italia ho potuto toccare con mano il sostegno da parte della categoria medica al governo in carica. Le ferite mai lenite della legge Bindi (da cui era derivato un contratto che aveva portato ad aumenti compresi tra il 50% per le qualifiche basse e il 30 % di quelle alte) vengono rievocate come il punto di ingresso di una infezione che ha portato alla marginalità la professione medica. E da qui l’idea del riscatto che le politiche del governo, attraverso il rilancio dei consumi,  genereranno per gemmazione spontanea.
 
I medici sperano che anche per loro verrà un nuovo giorno. Si illudono e allegramente contribuiscono a segare il ramo su cui sono seduti
 
La Fondazione Gimbe ha calcolato che per impedire il collasso del SSN servono 4 miliardi di risorse fresche e che di questi 1,1 miliardi è la posta necessaria per il rinnovo del CCNL
 
Di questo nella bozza del DEF non c’è tuttavia la ben minima traccia e il contratto dei medici  dopo dieci anni di fermo biologico si chiuderà, qualora mai vedrà la luce, con un piatto di lenticchie.
 
Ancora peggiore la tanto auspicata revisione della legge Fornero. Il Sottosegretario Garavaglia ha già infatti  spiegato che nell’intenzione del governo i medici che andranno in pensione con quota 100 non potranno più svolgere alcuna attività lavorativa, ivi compresa quella privata.
 
La sovietizzazione, del paese, modello Putin, fa un passo avanti ulteriore. Per i poveri, beneficiati dal reddito  di cittadinanza,  l’obbligo del televisore in bianco  e nero, essendo per decreto loro vietato quello al plasma  e per i medici,  che godranno della prodigalità del governo,  il riposo forzato anche contro la loro volontà.
 
Il grande sogno del Panopticon di Bentham trova finalmente compimento.
Da un’unica postazione si potrà osservare e controllare tutti. E tutto sarà rigidamente controllato. Questo sembrerebbe per ora il risultato disastroso  del grande cambiamento più volte annunciato.
 
Roberto Polillo

Roberto Polillo

09 Ottobre 2018

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