Question time/2. Fraccaro su Ivg: “Loro numero in calo. Consultori al centro di una rete integrata sociosanitaria”

Question time/2. Fraccaro su Ivg: “Loro numero in calo. Consultori al centro di una rete integrata sociosanitaria”

Question time/2. Fraccaro su Ivg: “Loro numero in calo. Consultori al centro di una rete integrata sociosanitaria”
I dati relativi al 2016 confermano un decremento delle Interruzioni Volontarie di Gravidanza (Ivg) del 3.1% rispetto all’anno precedente. "Se si considera l’intero arco temporale dall’entrata in vigore della legge 194, si potrà facilmente desumere che gli aborti, in Italia, sono più che dimezzati (233.976 le Ivg nel 1983, 102.760 nel 2013, e 84.926 nel 2016)". Così il ministro per i rapporti con il Parlamento ha risposto oggi alla Camera al question time presentato da Lollobrigida (FdI).

"I dati presentati nell’ultima Relazione sull’attuazione della legge 194/1978, relativi all’anno 2016, confermano un decremento delle Interruzioni Volontarie di Gravidanza (IVG) del 3.1% rispetto all’anno precedente. Se si considera l’intero arco temporale dall’entrata in vigore della legge 194, si potrà facilmente desumere che gli aborti, in Italia, sono più che dimezzati (233.976 le IVG nel 1983, 102.760 nel 2013, e 84.926 nel 2016). Se ci si sofferma, inoltre, sui dati relativi ai colloqui pre-IVG effettuati presso i consultori familiari (57.626) e ai documenti rilasciati dai consultori familiari per poter prenotare le IVG (38.293), si ha la prova che la legge è notevolmente efficace anche nella sua parte preventiva".
 
Così il ministro per il Parlamento, Riccardo Fraccaro, è intervenuto oggi in Aula alla Camera per rispondere al question time sul tema presentato da Francesco Lollobrigida (FdI).
 
"Tuttavia, riguardo l’attività dei Consultori familiari (CF) è necessario segnalare che, sebbene essi siano stati opportunamente delineati nel nostro Paese come strutture caratterizzate da massima accessibilità e da un rapporto informale tra operatori e utenti, in molte realtà essi presentano una carenza di risorse, sia umane che economiche. Si deve ricordare, al riguardo, che l’organizzazione della rete consultoriale dipende esclusivamente dalle regioni, che in questi anni hanno sviluppato modelli anche molto differenti tra loro, soprattutto per quanto riguarda l’integrazione ospedale-territorio. Proprio al fine di avere un quadro aggiornato della rete dei Consultori familiari, il Ministero della Salute ha promosso, e finanziato, una specifica azione finalizzata all’aggiornamento della mappatura dei CF e all’analisi delle attività da essi posta in essere. Dal quadro così acquisito si evince che sarebbe opportuno implementare strategie per la procreazione cosciente e responsabile, attraverso programmi di educazione alla salute nelle scuole, nei luoghi di aggregazione giovanile, nella popolazione generale, privilegiando l’integrazione della rete dei servizi", ha proseguito il ministro.
 
"Proprio a tal fine – ha aggiunto – nell’ambito di un protocollo d’intesa sottoscritto tra il Ministero della salute e il MIUR, è stata definita una proposta di Linee guida nazionali per l’educazione all’affettività, sessualità e salute riproduttiva nelle scuole, che devono ancora essere adottate ufficialmente.
Nella recente indagine nazionale “Studio Nazionale Fertilità”, realizzata dal Ministero della salute in collaborazione con l’ISS e l’Università La Sapienza, è emerso, ad esempio, che il 94% dei ragazzi ritiene che debba essere la scuola a garantire l’informazione sui temi della sessualità e riproduzione; tuttavia solo il 22% degli adolescenti vorrebbe ricevere queste informazioni dai propri docenti, mentre il 62% vorrebbe personale esperto esterno alla scuola".
 
"Considerando che il Consultorio Familiare, quindi, mantiene la propria connotazione di servizio di base fortemente orientato alla prevenzione, informazione e promozione della salute, è auspicabile che al suo interno venga assicurata la necessaria integrazione tra figure a competenza prevalentemente sanitaria e quelle a competenza psicologica, educativa e socioassistenziale attraverso il lavoro di équipe; al contempo i consultori dovranno avere un sempre maggiore collegamento con le unità operative ospedaliere e con gli altri servizi e unità operative territoriali anche dell’ambito sociale nonché con le associazioni del terzo settore.  Fermi restando i buoni risultati raggiunti – peraltro in modo progressivamente crescente – dalla rete dei consultori nel campo della prevenzione, il Ministero della salute crede fortemente in questo rinnovato approccio – che vede i Consultori al centro di una rete integrata di natura sociale e socio-sanitaria – dal quale si ritiene, dunque, che potrà essere raggiunto un livello di sostegno, ancora maggiore, alla donna per consentirle di superare le ragioni che più di frequente rischiano d’indurla all’interruzione di gravidanza", ha concluso Fraccaro.

17 Ottobre 2018

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