Rc Auto. Medici legali: “Con nuove norme in pericolo la libertà di cura”

Rc Auto. Medici legali: “Con nuove norme in pericolo la libertà di cura”

Rc Auto. Medici legali: “Con nuove norme in pericolo la libertà di cura”
L’articolo 8 del decreto Destinazione Italia, che disciplina l’RC-auto, secondo l’associazione dei medici legali e delle assicurazioni, prevedendo sconti a chi accetta di farsi certificare le lesioni da un medico fiduciario dell’assicurazione, va contro il principio del codice deontologico che garantisce la libera scelta del medico e del luogo di cura da parte del cittadino. 

Il decreto legge Destinazione Italia, approvato dal governo a dicembre il cui obiettivo è il contenimento delle tariffe elettriche e del gas, per la riduzione dei premi RC-auto, e attualmente all’attenzione di Montecitorio, sta facendo molto discutere in particolare per quella parte che riguarda la riduzione dei premi RC-auto. Tra i primi a scendere in piazza, contro le norme contenute nel decreto, pochi giorni fa a Bologna, i carrozzieri e i consumatori che hanno organizzato una giornata di mobilitazione il cui intento è stata la tutela dei diritti dei danneggiati, e la forte contrarietà alle misure del decreto "Destinazione Italia" per la parte che riguarda l’RC Auto.
 
Secondo i contestatori infatti quelle annunciate dal Governo nel decreto “sono solo le ultime tra le iniziative volte a colpire Vittime della Strada, a danneggiare le imprese artigiane di riparazione e consumatori, a tutto vantaggio di un oligopolio di Compagnie che, negli ultimi dieci anni, si è consolidato in modo patologico”.
 
Non solo i carrozzieri però sono contrari al decreto. Anche il Sindacato Italiano Specialisti in Medicina Legale e delle Assicurazioni (Sismla) contesta l’articolo 8 del Dl, l’articolo specifico che disciplina l’RC Auto. Infatti secondo Raffaele Zinno, segretario del Sismla, l’articolo in questione prevedendo “sconti a chi accetta di farsi certificare le lesioni da un medico fiduciario della compagnia” viola due principi fondamentali: il primo è l’articolo 32 della Costituzione nella parte che specifica che: “nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge”. Il secondo è l’articolo 27 del Codice di Deontologia Medica nella parte che riconosce la “libera scelta del medico e del luogo di cura da parte del cittadino” come fondamento del rapporto tra medico e paziente.
 
Il decreto insomma se non modificato rischia secondo Zinno di “porre in secondo piano il diritto alla salute di ogni cittadino, costretto a  scendere a compromessi di natura prettamente economica”.
A questo punto l’auspicio secondo i medici legali è che si avvii “un tavolo tecnico di confronto, su temi centrali, che meglio di altri conosciamo in tema di RC Auto. Ma la nostra disponibilità non equivale ad una assertività: siamo pronti a riscendere in campo, a mobilitarci e cercare di aprire gli occhi al Legislatore che forse non ha contezza della gravità del decreto che rischia di trasformarsi in legge”.

20 Gennaio 2014

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