Responsabilità professionale Allarme Fiog: “Ginecologi italiani a rischio estinzione”

Responsabilità professionale Allarme Fiog: “Ginecologi italiani a rischio estinzione”

Responsabilità professionale Allarme Fiog: “Ginecologi italiani a rischio estinzione”
Il costo di una polizza RC professionale per un ostetrico-ginecologo oscilla tra i 12.000 e i 15.000 euro l’anno e offre garanzie limitate. “Questo prezzo è inaccessibile per i giovani neospecialisti, ed è difficilmente sostenibile per gli attuali stipendi. Si intervenga subito o sarà sciopero”.

“Se si vuole scongiurare il ricorso ad azioni di sciopero, come quello del 12 febbraio, che possono creare profondi disagi ai cittadini, chiediamo al Governo di procedere all’attuazione della riforma della responsabilità professionale medica approvando uno dei disegni di legge attualmente giacenti nelle commissioni delle camere – il più vecchio giace da 13 anni – e  alle regioni e alle strutture sanitarie di  garantire le coperture assicurative del sistema”.

È questo l’appello lanciato da Francesco Maneschi, presidente Fiog (Federazione italiana di ostetricia e ginecologia) a margine del congresso nazionale in corso di svolgimento a Roma. Così facendo, infatti, secondo Maneschi si dovrebbe attivare anche un circuito virtuoso che porti a migliorare l’organizzazione del sistema per ridurre il margine d’errore. “A noi il compito di lavorare riducendo i costi della medicina moderna, rispettando i percorsi diagnostico-terapeutici indicati dalla medicina basata sull’evidenza e contraendo un’alleanza con le donne in quel momento pazienti”. Insomma, quello di Maneschi è un appello alla responsabilità di tutti, ciascuno nel suo campo di intervento.

 Nel mirino c’è, appunto, la mancata attuazione di una adeguata riforma della RC professionale  che salvaguardi medici e pazienti. “Il contenzioso medico-legale e i suoi risvolti assicurativi  rischiano di mettere in serio pericolo il futuro dei giovani ostetrici-ginecologi, e al contempo, la salvaguardia della salute della donna e del nascituro”, spiega Maneschi ricordando che il decreto Balduzzi aveva indicato il 12 agosto 2013 quale data per l’assicurazione professionale obbligatoria per tutti i medici. Il termine è stato rinviato di un anno proprio per le difficoltà di reperire sul mercato polizze affidabili e a prezzi sostenibili. “Oggi – spiega il presidente Fiog – una modica polizza RC professionale per un ostetrico-ginecologo oscilla tra i 12.000 e i 15.000 euro l’anno e offre garanzie limitate. Questo prezzo è inaccessibile per i giovani neospecialisti, ed è difficilmente sostenibile per gli attuali stipendi”.

Da non sottovalutare, secondo Maneschi, che “l’obbligo di assicurazione del professionista, intervento virtuoso in linea di principio, corre il rischio di contribuire all’aumento del contenzioso perché rassicura oltremodo il soggetto che ritiene di aver subito un danno, rispetto alla certezza del risarcimento. Noi per primi, ci auspica vamo che l’obbligo di assicurazione potesse agire  come calmiere del mercato assicurativo. Di fatto ciò non è avvenuto”, commenta il presidente Fiog.

Le condizioni in cui i professionisti sono costretti a lavorare, dunque, restano drammatiche. Per questo gli ostetrico ginecologi tornano a denunciare ancora una volta “l’attuale situazione che conduce a praticare la medicina difensiva, induce i medici a ritirarsi dal servizio e fa vivere la professione con disagio e paura. E’ noto che gli errori in medicina nell’80% dei casi sono dovuti a motivi organizzativi e nel 20% al singolo operatore”. Dunque, secondo Maneschi, “appare singolare che i nostri governi vogliano scaricare interamente sui medici il costo del contenzioso, è come se l’autista dell’autobus fosse personalmente assicurato e non la società dei trasporti”.

La Federazione chiede quindi al Governo di procedere all’attuazione della riforma della responsabilità professionale medica e si rivolge, in particolare, ai firmatari dell’ultima proposta di legge in  materia di rischio clinico e prevenzione della medicina difensiva (Vargiu e altri), che prevede:
 – l’attribuzione  della responsabilità per danni  alla struttura sanitaria pubblica o privata
– l’obbligatorietà dell’assicurazione per la struttura sanitaria
– la definizione degli ambiti  e delimitazione economica  della responsabilità del singolo medico
– l’istituzione di un fondo di mutualità forzata in carico al mercato assicurativo in caso di insufficente copertura   assicurativa del professionista
– l’istituzione di un fondo di solidarietà per l’indennizzo delle vittime da alea terapeutica (danno senza colpa)
– la gestione del rischio clinico per ogni singola struttura  in modo approfondito ed efficace

09 Novembre 2013

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