Responsabilità professionale sanitaria. Le proposte delle Regioni in audizione alla Camera

Responsabilità professionale sanitaria. Le proposte delle Regioni in audizione alla Camera

Responsabilità professionale sanitaria. Le proposte delle Regioni in audizione alla Camera
“La responsabilità delle cure fa sempre capo al Ssn, e non può essere elusa” è quanto ha affermato Carlo Lusenti, assessore alla sanità dell'Emilia Romagan illustrando alla Commissione Affari sociali della Camera la posizione delle regioni. Il documento. Il documento delle Regioni.

“La responsabilità delle cure fa sempre capo al Servizio sanitario nazionale e non può essere elusa”.
È questa la posizione delle Regioni sul tema della responsabilità professionale sanitaria, illustrata dall’Assessore della Regione Emilia-Romagna, Carlo Lusenti alla Commissione affari sociali della Camera. Un tema questo che deve però essere inquadrato nell’ambito dei Livelli essenziali di assistenza, ovvero nel quadro dei diritti del sistema.
 
Lusenti si è in particolare soffermato su tre questioni fondamentali.
 
“La prima necessità – ha detto Carlo Lusenti – è il lavoro fondamentale per realizzare un vero e proprio cambiamento culturale, considerando che la responsabilità delle cure fa sempre capo al servizio sanitario nazionale, anche quando emergano carenze o aspetti negativi. Esiste cioè – ha spiegato Lusenti – una responsabilità di sistema che non può essere elusa”.
 
Quando il servizio sanitario “fallisce e il cittadino subisce dei danni occorre garantire un risarcimento in tempi contenuti che consideri l’entità del danno stesso, ma che tenga anche conto – come si sottolinea nello stesso documento della Conferenza – che in medicina alcuni errori sono inevitabili. Occorre anche uno sforzo maggiore sul fronte della formazione alla sicurezza”.
 
Il tema, inoltre, deve però essere inquadrato nell’ambito dei Livelli essenziali di assistenza, ovvero nel quadro dei diritti del sistema. È da questo principio che si deve partire, andando anche al di là della parte meramente risarcitoria. Sotto questo profilo occorre considerare anche altri aspetti come quello del “danno reputazionale”, peraltro difficilmente quantificabile, che può colpire ad esempio un medico e, in generale, un clima in cui gli operatori sanitari non si sentono più sicuri nel loro lavoro”.
 
La seconda questione toccata da Lusenti è relativa al ritardo legislativo relativamente al tema delle responsabilità delle professioni sanitarie. “Non esiste ancora un obbligo di assicurare le responsabilità civile nelle Asl. Le Regioni – ha detto Lusenti – giudicano positivamente le proposte all’attenzione del Parlamento, ma resta il fatto che ancora non si è arrivati ad una legge”.
 
Il terzo tema è quello relativo alla costruzione di un sistema trasparente ed equo: “non ci sono osservatori regionali, mancano un omogeneo sistema di presa in carico e un impianto sistematico e procedurale nella relazioni con le diverse Istituzioni, fra cui la magistratura”.
 
“Le Regioni – ha concluso Lusenti – chiedono al Parlamento di continuare il lavoro per una definizione più puntuale delle responsabilità professionali in ambito sanitario e sono disponibili ad un lavoro congiunto per coniugare  al meglio iniziative legislative proprie delle Regioni con le proposte di legge al vaglio del Parlamento”.

16 Gennaio 2014

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