Responsabilità professionale. Sisto: “Evitare l’evento è più importante che sanzionarlo”

Responsabilità professionale. Sisto: “Evitare l’evento è più importante che sanzionarlo”

Responsabilità professionale. Sisto: “Evitare l’evento è più importante che sanzionarlo”
"Ovviamente la sanzione ha una sua rilevanza ma è evidente che per la responsabilità del medico è più importante provare ad evitare l’evento che a sanzionarlo anche duramente quando, sempre contro le intenzioni, è accaduto. Lo stato dell’arte della responsabilità medica è tutto teso alla tutela del paziente e alla non penalizzazione del comportamento del medico”.

“Sono convinto e con me anche il Governo e la Commissione d’Ippolito che la parola prevenzione deve oggi prevalere sulla parola repressione. Un leitmotiv che ci sforziamo di portare all’interno della Commissione di nuovo conio sul diritto penale e la sicurezza sul lavoro. Evitare l’evento diventa più importante che sanzionarlo”.

Così il viceministro alla Giustizia, Francesco Sisto, al 46° Congresso della Società Italiana di Medicina Legale (Simla), che si tiene nel capoluogo etneo fino a domani, evidenzia il lavoro messo in campo dal governo sul fronte della responsabilità sanitaria.

“Ovviamente – aggiunge – la sanzione ha una sua rilevanza ma è evidente che per la responsabilità del medico è più importante provare ad evitare l’evento che a sanzionarlo anche duramente quando, sempre contro le intenzioni, è accaduto. In questa prospettiva credo che la Commissione abbia provato a tesaurizzare alcuni orientamenti e alcuni indirizzi. In ogni caso, lo stato dell’arte della responsabilità medica è tutto teso alla tutela del paziente e alla non penalizzazione del comportamento del medico”.

Nel corso della mattinata, è intervenuto anche Adelchi d’Ippolito, presidente della Commissione per lo studio e l’approfondimento delle problematiche relative alla colpa professionale medica: “L’impegno della Commissione è sempre stato rivolto e indirizzato a trovare le condizioni perché i medici possano operare con assoluta serenità lasciando ai cittadini una piena tutela giuridica”. Su 100 denunce si registrano mediamente 3 condanne. “Questo vuol dire – ha aggiunto il presidente d’Ippolito – che la maggior parte di queste denunce sono strumentali o infondate. La denuncia deve essere un momento di assunzione di responsabilità, non si può usare il processo in modo improprio, va quindi punita la temerarietà della lite”.

07 Giugno 2024

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