Ricerca. Conte annuncia piano straordinario per reclutare 10mila nuovi ricercatori in 5 anni

Ricerca. Conte annuncia piano straordinario per reclutare 10mila nuovi ricercatori in 5 anni

Ricerca. Conte annuncia piano straordinario per reclutare 10mila nuovi ricercatori in 5 anni
Tra gli obiettivi prioritari del Governo annunciati dal premier nel corso del question time al Senato, rientra la volontà di avviare un piano pluriennale di reclutamento di circa 2.000 ricercatori l'anno per cinque anni. Oltre a questo, nel decreto milleproroghe, "il Governo ha presentato un piano straordinario per l'assunzione di 1.600 ricercatori e per la progressione di circa 1.000 aspiranti al ruolo di professore di seconda fascia".

"Tra gli obiettivi prioritari di questo Governo rientra la volontà di avviare un piano pluriennale di reclutamento di circa 2.000 ricercatori l'anno per cinque anni. Richiamo l'attenzione sull'arco temporale di cinque anni, volto a consentire alle università e agli enti di ricerca di fare una programmazione, se non altro nel medio termine. È infatti importante investire in ricerca e innovazione garantendo innanzitutto valorizzazione, stabilità, sicurezza economica a coloro che producono o che comunque sono in grado di produrre già oggi le idee migliori per il nostro futuro".
 
Questo l'annuncio del premier Giuseppe Conte, intervenuto oggi pomeriggio in Senato per rispondere al question time sul tema presentato da Francesco Verducci (PD). Oltre a questo, Conte ha poi ricordato come nel decreto milleproroghe, "il Governo ha presentato un piano straordinario per l'assunzione di 1.600 ricercatori e per la progressione di circa 1.000 aspiranti al ruolo di professore di seconda fascia".
 
RIportiamo di seguito la risposta integrale del presidente del Consiglio Conte.
 
"Signor Presidente, ringrazio i senatori interroganti, anche perché, con il loro quesito, mi consentono di illustrare, sia pur brevemente, uno dei tratti sicuramente più qualificanti dell'attività che questo Governo intende portare avanti. È forte e condivisa, infatti, la consapevolezza che il progresso morale e materiale, il futuro stesso dei nostri giovani e del nostro Paese, non possa più prescindere da un investimento che sia concreto, consistente e anche duraturo nelle linee di azione dell'università e della ricerca. In questo solco si muovono, dunque, le prime misure che sono state inserite nella legge di bilancio, citate dall'interrogante, grazie alle quali si è voluto, innanzitutto, garantire nuove risorse, come sapete, per il diritto allo studio universitario, nonché per ampliare il numero dei contratti di formazione specialistica dei medici.

Abbiamo avuto, lo ricordo, pochissimo tempo, poche settimane, per mettere a punto le misure inserite in legge di bilancio.

Il rilancio dell'università e della ricerca richiede una strategia articolata, ben strutturata, e francamente era difficile esprimerla in poche settimane. Siamo tuttavia consapevoli che adesso è arrivato il momento di mettere a punto questa linea strategica di sviluppo e, a conferma della forte volontà di investire stabilmente nel mondo dell'università e della ricerca, vi è stato un primo significativo segnale, cioè quello di istituire uno specifico Ministero al quale affidare la responsabilità di governare, con assoluta dedizione, le sfide che ci attendono in questi settori, oltreché in quello di pari eccellenza – non dimentichiamolo – dell'alta formazione artistica, musicale e coreutica. Questa, peraltro, è una scelta che credo tornerà molto utile e gioverà anche al mondo della scuola.

In questa direzione desidero segnalare già alcuni atti concreti che sono il frutto di questa nuova impostazione. Già in sede di conversione del decreto-legge cosiddetto milleproroghe il Governo ha presentato un piano straordinario per l'assunzione di 1.600 ricercatori e per la progressione di circa 1.000 aspiranti al ruolo di professore di seconda fascia. Si tratta, quindi, di un atto concreto con un investimento anche importante (ci aggiriamo attorno ai 100 milioni), soprattutto in questo momento in cui abbiamo appena completato le risorse che sono state indicate in manovra economica: era ed è un momento difficile. È una misura che costituisce un'opportunità immediata per le aspettative dei nostri migliori giovani, ai quali viene offerta una seria alternativa per continuare a investire nella loro crescita professionale qui, nel nostro Paese.

Desidero sottolineare con grande chiarezza che ovviamente quest'intervento, che pure considero veramente rilevante e strategico, non potrà in alcun modo ritenersi sufficiente se non sarà accompagnato da misure cicliche e strutturali, cioè in grado di offrire uno stabile affidamento alle prospettive di crescita delle tante straordinarie persone che popolano le nostre università e alimentano nostra ricerca, alcune delle quali le avete ricordate anche voi.
Per questo motivo, tra gli obiettivi prioritari di questo Governo rientra la volontà di avviare un piano pluriennale di reclutamento di circa 2.000 ricercatori l'anno per cinque anni.
 
Richiamo l'attenzione sull'arco temporale di cinque anni, volto a consentire alle università e agli enti di ricerca – coinvolti anch'essi – di fare una programmazione, se non altro nel medio termine. È infatti importante investire in ricerca e innovazione garantendo innanzitutto valorizzazione, stabilità, sicurezza economica a coloro che producono o che comunque sono in grado di produrre già oggi le idee migliori per il nostro futuro". 

06 Febbraio 2020

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