Riforma titolo V della costituzione. Quagliariello: “Superare policentrismo caotico”

Riforma titolo V della costituzione. Quagliariello: “Superare policentrismo caotico”

Riforma titolo V della costituzione. Quagliariello: “Superare policentrismo caotico”
E per farlo, il ministro per le Riforme, in audizione di  fronte alle commissioni riunite Affari costituzionali di Camera e Senato, punta sulla “revisione della ripartizione delle competenze legislative tra Stato e Regioni (art. 117) come individuate nel titolo V della Costituzione”.

Il Ministro per le Riforme Gaetano Quagliariello, nella sua audizione di  fronte alle commissioni riunite Affari costituzionali di Camera e Senato, ha affermato che occorre superare “il bicameralismo paritario e simmetrico”, “una delle cause di malfunzionamento del nostro sistema istituzionale. La soluzione sulla quale si registra un ampio consenso è quella di una sola Camera politica che esprime la fiducia al Governo e di una seconda Camera rappresentativa delle autonomie (Senato delle regioni e delle autonomie)”.
 
“La Camera dei Deputati, eletta a suffragio universale e diretto, diverrebbe titolare dell'indirizzo politico, avrebbe competenza esclusiva sul rapporto fiduciario, esprimerebbe il voto definitivo sui disegni di legge”, spiega Quagliariello.
 
 “Il Senato sarebbe costituito da tutti i Presidenti di Regione e da rappresentanti delle Regioni (ed eventualmente dei Comuni), eletti da ciascun Consiglio Regionale in misura proporzionale al numero degli abitanti. Nel nuovo quadro il Senato, oltre ad assorbire le competenze del sistema delle Conferenze, parteciperebbe al procedimento legislativo”.
 
Secondo il Ministro per le riforme  bisogna superare anche il ''policentrismo caotico'' attraverso la revisione della ripartizione delle competenze legislative tra Stato e Regioni (art. 117) come individuate nel titolo V della Costituzione.
 
“Appare indifferibile – sottolinea Quagliariello – un riordino dei criteri di riparto delle competenze fra i diversi livelli di governo che ponga fine alla eccessiva frammentazione che oggi rappresenta un fattore di grave complicazione istituzionale. Allo stesso tempo, occorre restituire allo Stato quella essenziale funzione di coordinamento finalizzata da un lato a garantire i diritti fondamentali sul territorio nazionale, e dall'altro a promuovere i migliori modelli organizzativi recuperando le situazioni di inefficienza. Un equilibrato sistema di governo multilivello deve essere in grado di coniugare i principi di responsabilità e di solidarietà”.

22 Maggio 2013

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