Salute delle donne. Lorenzin: “Puntare sulla prevenzione significa garantire l’intera comunità”

Salute delle donne. Lorenzin: “Puntare sulla prevenzione significa garantire l’intera comunità”

Salute delle donne. Lorenzin: “Puntare sulla prevenzione significa garantire l’intera comunità”
Lo ha sottolineato il ministro in apertura della conferenza 'La salute della donna: un approccio life-course', inserita tra gli appuntamenti del semestre di presidenza italiana. "Gli screening hanno consentito la diagnosi precoce e il trattamento di tanti tipi di tumore come ad esempio quello della mammella, del colon retto e quello del collo dell’utero".

"Fare prevenzione sulla salute della donna significa mantenere in buona salute l'intera comunità, a partire dalla famiglia". Con queste parole il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ha aperto la conferenza ministeriale ‘La salute della donna: un approccio life-course’, in corso oggi e domani al ministero della Salute, inserita tra gli appuntamenti del semestre di presidenza italiana. 

L’incontro rappresenta la naturale prosecuzione della riunione del Consiglio informale dei Ministri della Salute dell’Ue che si è tenuta qualche giorno fa a Milano, “dove abbiamo affrontato – ha sottolineato Lorenzin – due tematiche molto importanti  collegate tra di loro: l’impatto dell’innovazione sui sistemi sanitari e sulla vita e prospettive di cura del paziente e la prevenzione dei tumori. In particolare in quest’ultima sezione  abbiamo affrontato il tema degli screening e delle vaccinazioni quali strumenti di prevenzione”.

Il ministro ha quindi ricordato che i risultati ottenuti negli anni grazie agli screening “hanno consentito la diagnosi precoce e il trattamento di tanti tipi di tumore come ad esempio quello della mammella, del colon retto e quello del collo dell’utero. Voglio ricordare che la vaccinazione contro il papilloma virus è uno strumento importantissimo di prevenzione che riguarda non solo le donne ma anche gli uomini”.

Emerge quindi l’importanza della medicina di genere, in quanto la donna presenta “una diversità biologica, ormonale, endocrinologica che richiede una sperimentazione dei farmaci dedicata che tenga conto della sua specificità”. Di conseguenza, un’efficace azione di prevenzione si traduce positivamente anche sull’intero nucleo di appartenenza. “Pensiamo all’importanza dell’adozione di stili di vita corretti per la salute, alimentazione corretta, attività fisica, ma anche alla rilevazione di patologie maschili che la sensibilità di una donna riesce a cogliere”.

Alla salute della donna si legano anche la fertilità e la prevenzione di quei fattori che possono metterla a rischio. Purtroppo c’è “scarsa consapevolezza soprattutto tra i giovani sulle malattie sessualmente trasmesse e sul loro impatto sull’apparato riproduttivo e sulla fertilità”. Lorenzin ha quindi ricordato che per la donna passa il concetto di genitorialità. “Proprio ieri abbiamo insediato il tavolo Nazionale di esperti per la tutela e conoscenza della fertilità e la prevenzione della cause di infertilità. Secondo un sondaggio del Censis, gran parte  della popolazione intervistata non ha la consapevolezza che la fertilità è un bene che va protetto e che ha una ‘scadenza’ e non conosceva le possibili cause di infertilità.  Questo è sicuramente un problema da affrontare tanto più in una popolazione che ha problemi di denatalità e di sostituzione”.

Altro aspetto nodale è legato alle malattie in età adolescenziale che, se trascurate, “ possono provocare sterilità in età adulta, che diventano strategiche all’interno di una più ampia visione che riguarda la salute e il benessere di un’intera comunità”. Altrettanto importante è il problema della tutela della salute delle donne anziane. “Oggi si vive più a lungo e abbiamo il compito di far si che si viva in buona salute per più tempo possibile, questo significa anche affrontare le patologie femminili peculiari della longevità come ad esempio l’osteoporosi, tanto per citarne una”.

Nel complesso, “è fondamentale  promuovere la salute della donna, con un approccio che tenga conto delle specificità di genere, e – ha concluso Lorenzin – spero che il nostro semestre, in tal senso, dia un contributo concreto in Europa”.
 

02 Ottobre 2014

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