Schillaci ai 30 anni di Agenas: “Non voglio smantellare Ssn ma rafforzarlo”. E sul personale: “Affrontare le carenze e guardare all’estero per infermieri”

Schillaci ai 30 anni di Agenas: “Non voglio smantellare Ssn ma rafforzarlo”. E sul personale: “Affrontare le carenze e guardare all’estero per infermieri”

Schillaci ai 30 anni di Agenas: “Non voglio smantellare Ssn ma rafforzarlo”. E sul personale: “Affrontare le carenze e guardare all’estero per infermieri”
Quanto alle liste d'attesa, queste "si combattano incentivando di più gli operatori a lavorare nel Ssn. Ma anche però con l'appropriatezza, lo scorso anno i presidenti delle Regioni hanno rilevato questo fattore che io conosco. Quando il numero di prescrizioni aumenta dismisura significa che c'è larga parte di inappropriatezza che va combattuta".  Nel prossimo futuro, "dobbiamo potenziare la medicina del territorio. E lo faremo grazie al Pnrr".

“Per la sanità serve una rivoluzione, rafforzare la medicina del territorio che è mancata e poi la digitalizzazione. Sono due capitoli del Pnrr dove ci sono risorse e il ministero della Salute e Agenas sono sicuro che potranno svolgere bene il compito. C’è una carenza di personale ma più che mancare i medici in numero assoluto c’è il problema che i medici non vogliono fare alcune specializzazione, ad esempio la medicina d’urgenza, e quindi c’è un problema di motivazione. Sugli infermieri, è vero che mancano, ma c’è una carenza in tutta Europa, in Usa e in Giappone. E’ una carenza che va affrontata ma in un momento complesso come questo credo dovremmo guardare a qualche paese straniero”.

Così il ministro della Salute Orazio Schillaci all’evento per i 30 anni dell’Agenas al Senato.

“Non ho intenzione di smantellare la sanità pubblica – ha aggiunto -. Ricordo la qualità degli operatori sanitari che tra mille difficoltà si sacrificano per il loro lavoro, dobbiamo destinare maggiori risorse a coloro che hanno lavorato e continuano a lavorare nella sanità. La sanità va ripensata e riorganizzata in maniera più moderna”.

Quanto alle liste d’attesa, queste “si combattano incentivando di più gli operatori a lavorare nel Ssn. Ma anche però con l’appropriatezza, lo scorso anno i presidenti delle Regioni hanno rilevato questo fattore che io conosco. Quando il numero di prescrizioni aumenta dismisura significa che c’è larga parte di inappropriatezza che va combattuta. Quando leggo che ci voglio 712 giorni per mammografia, non ci credo. Magari sei mesi che è orribile e inaccettabile ma sappiamo su cosa lavorare. Sapendo come stanno veramente le cose possiamo intervenire in modo efficace”, ha proseguito Schillaci.

Nel prossimo futuro, “dobbiamo potenziare la medicina del territorio. E lo faremo grazie al Pnrr. La medicina del territorio serve per decongestionare gli ospedali e oltre a costruire le strutture è chiaro che bisogna metterci il personale. Veniamo da una programmazione negli ultimi dieci anni degli ingressi nelle facoltà di medicina sbagliata. La medicina digitale può cambiare il paradigma con una salute più giusta e disponibile per tutti – prosegue Schillaci -. Credo che mettendo insieme medicina territorio e sanità digitale, con il Pnrr riusciremo a migliorare la nostra sanità e renderla più giusta, moderna e alla portata di tutti, superando le disuguaglianze che ancora purtroppo ci sono”.

“Dobbiamo rivedere il rapporto con i medici di medicina generale. Il loro contributo è essenziale per una medicina di prossimità. Il medico di medicina generale ha rappresentato da sempre in Italia un punto di riferimento per i cittadini e per i pazienti. Su questo stiamo lavorando e dobbiamo lavorare. Voglio inoltre ricordare le farmacie – ha proseguito – che durante il Covid hanno svolto un ruolo importante. Oggi gli italiani vedono proprio nelle farmacie un luogo sicuro in cui possono avere risposte alle proprie richieste di sanità. Con l’appoggio delle regioni e mettendo tutto a sistema sono sicuro che riusciremo ad avere una sanità più giusta, più moderna e più alla portata di tutti”.

“Fin dalla sua istituzione, Agenas ha svolto attività di ricerca e di supporto nei confronti del ministero della Salute, delle Regioni e Province Autonome e delle aziende. In questi 30 anni, grazie anche al lavoro di questo Ente, abbiamo imparato a utilizzare in maniera diffusa e analitica gli indicatori, una grande crescita culturale nel campo della sanità. Indicatori che sono uno strumento di misurazione delle performance clinico organizzative, ma anche economico- gestionali. Questo è importante per capire dove intervenire, anche preventivamente, per migliorare il Sistema Sanitario Nazionale. Penso in particolare al Programma Nazionale Esiti e al recente Modello di valutazione multidimensionale della performance manageriale nelle aziende ospedaliere”, ha concluso Schillaci.

28 Giugno 2023

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