Schillaci: “Al lavoro per avere risorse in più per il fondo sanitario nella prossima Manovra”

Schillaci: “Al lavoro per avere risorse in più per il fondo sanitario nella prossima Manovra”

Schillaci: “Al lavoro per avere risorse in più per il fondo sanitario nella prossima Manovra”
E poi sul Dl Liste d’attesa: “Parte delle risorse già state previste, dobbiamo puntare a spendere meglio soldi che ci sono”.  Mentre sull'appropriatezza, per evitare che i medici prescrivano esami e analisi inutili “stiamo lavorando con l'Istituto superiore di sanità per avere delle linee guida che invieremo ai medici”.

I finanziamenti per la sanità “vanno incrementati”, nei “prossimi giorni incontrò il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti”. Ma sulle liste d’attesa, al di là delle proteste dell’opposizione, “parte delle risorse già ci sono e dobbiamo puntare a spenderle meglio”. Queste, in sintesi, le parole del ministro della Salute, Orazio Schillaci, in una lunga intervista a ‘Il Messaggero’, dopo l’approvazione definitiva, ieri alla Camera, del decreto liste d’attesa.

La maggiore critica a questa legge è stata proprio la mancanza di finanziamenti specifici. “Questo – ha detto Schillaci – è quello che dicono dall’opposizione. Ma in realtà le risorse ci sono. Penso ad esempio a quelle perla flat tax al 15% e quindi per pagare di più gli straordinari a medici, infermieri e operatori sanitari di cui abbiamo parlato. Sono 101 milioni di euro nel 2024, 160,3 per il 2025 e 165,9 dal 2026 a regime. Sono oltre 400 milioni. Inoltre, è chiaro che questo provvedimento non può essere lasciato da solo e stiamo lavorando per avere risorse in più per il fondo sanitario nella prossima finanziaria”.

Quanto “ancora non sono in grado di dirlo. Devo incontrare nei prossimi giorni il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti. Ma io vorrei che fossero chiari due concetti. II primo è che non è una riforma a costo zero. II secondo forse ancora più importante: il modello nuovo di sanità punta certo ad avere più soldi, ma anche a spendere meglio quelli che ci sono. Non basta avere più risorse, che comunque servono, se poi vengono usate male come a volte è stato fatto”.

Per quanto riguarda la tensione con le Regioni “ci siamo chiariti, non ci sono problemi. Questo è un decreto fatto per i cittadini, soprattutto per le persone più deboli che hanno più difficoltà ad accedere al servizio sanitario nazionale. Lo voglio dire chiaramente: questo provvedimento per essere veramente efficace, ha bisogno della collaborazione di tutti, del Governo, delle Regioni, degli operatori sanitari, dei direttori generali. E anche dei cittadini, chiamati a una maggiore responsabilizzazione perché non di rado i pazienti prenotano una prestazione sanitaria e poi, se non ne hanno più bisogno, si dimenticano di disdirla”.

L’eventualità di sanzioni per i direttori generali la “definiremo con le Regioni. Ma a noi interessa che il sistema funzioni”. Mentre sull’appropriatezza, per evitare che i medici prescrivano esami e analisi inutili “stiamo lavorando con l’Istituto superiore di sanità per avere delle linee guida che invieremo ai medici. Insieme, allo scudo penale eviteranno che i medici prescrivano troppe prestazioni solo perché temono poi una denuncia. Sullo scudo penale ha lavorato la commissione insediata dal ministro Nordio: ha terminato il suo lavoro, presto esamineremo i risultati per trovare una sintesi”.

25 Luglio 2024

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