Schillaci: “Case della Comunità siano centri di riferimento per i cronici”. E sui vaccini Covid: “Non va messa in dubbio loro efficacia”

Schillaci: “Case della Comunità siano centri di riferimento per i cronici”. E sui vaccini Covid: “Non va messa in dubbio loro efficacia”

Schillaci: “Case della Comunità siano centri di riferimento per i cronici”. E sui vaccini Covid: “Non va messa in dubbio loro efficacia”
Il Ministro della Salute in due interviste oggi uscite su Corriere della Sera e Repubblica affronta varie questioni e risponde anche alle critiche sulla Manovra: “Chi si lamenta oggi, tra il 2013 e il 2019, quando c'è stato un definanziamento della sanità, a vario titolo stava nel governo”. E su riforma Aifa: “A me interessa snellire la burocrazia perché il fine ultimo è velocizzare l'autorizzazione dei farmaci i cui tempi non sono in linea con l'Ue”.

“I fondi stanziati dal Pnrr sono finalizzati alla costruzione delle Case di comunità. Il problema vero è l’integrazione con medici di famiglia e farmacie e la dotazione di personale. Noi vorremmo farne dei centri di riferimento per quei pazienti cronici che non dovrebbero finire in ospedale, come succede ora”.

Il Ministro della Salute, Orazio Schillaci inizia a far emergere le sue idee sulla riforma dell’assistenza territoriale in un’intervista al Corriere della Sera in cui ribadisce anche come “i vaccini sono fondamentali, non va messa in dubbio la loro efficacia. Domani parte la nuova campagna del ministero sulla quarta dose, raccomandata ai fragili assieme all’anti influenza che quest’anno ha già cominciato a mostrarsi aggressiva. L’abbiamo preparata in tempi record e non mi risulta che il secondo richiamo sia mai stato incentivato”.

E poi una riflessione anche sulla riforma dell’Agenzia del Farmaco: “È in corso la modifica dello Statuto da parte del Parlamento. A me interessa snellire la burocrazia perché il fine ultimo è velocizzare l’autorizzazione dei farmaci i cui tempi non sono in linea con l’Ue. Non ci sarà commissariamento”.

In un’altra intervista su Repubblica, apparsa sempre questa mattina, il Ministro parla anche delle lunghe liste d’attesa dove il problema è “più che altro organizzativo, nel senso che comunque gli organici dei medici, al di là di alcune discipline che sono in difficoltà, non sono inferiori a quelli di altri Paesi. Comunque, non è che da un giorno all’altro possiamo trovare più dottori, visto che come tutti sanno ci vuole tempo per formali. Bisogna così incentivare, economicamente, la presenza in ospedale dei professionisti per più ore. In generale, sarà necessario procedere a una rivalutazione del trattamento economico di tutto il personale medico e sanitario”.

E poi replica alle critiche per le risorse in Manovra: “Chi si lamenta oggi, tra il 2013 e il 2019, quando c’è stato un definanziamento della sanità, a vario titolo stava nel governo. Comunque, non voglio fare polemiche. Dico solo che l’anno prossimo ci saranno 4 miliardi e 200 milioni in più per la sanità. I due che ha messo Roberto Speranza e i nostri e in più noi, per il 2024, abbiamo anche previsto ulteriori 2,4 miliardi”.

30 Novembre 2022

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